Il comandante Sergio Tedeschi va in pensione: 45 anni nell'Arma
Il comandante Sergio Tedeschi va in pensione: 45 anni nell'Arma
Cronaca

Il comandante Sergio Tedeschi va in pensione: 45 anni nell'Arma

Dal 2013 è stato alla guida del Nucleo Operativo e Radiomobile di Molfetta. Il saluto del generale di corpo d'armata Vittorio Tomasone

Il luogotenente Sergio Tedeschi va in pensione dopo 45 anni di servizio, gli ultimi 6 dei quali al comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Molfetta. Militare vecchio stampo, innamorato del suo lavoro, il 65enne ha riscosso lusinghieri apprezzamenti.

L'ultimo, il 3 maggio, è giunto da Napoli, dove ha sede il Comando Interregionale Carabinieri "Ogaden": «A conclusione della Sua attività di servizio - è scritto nel documento firmato dal generale di corpo d'armata Vittorio Tomasone - l'Arma dei Carabinieri intende darLe atto delle qualità morali e professionali delle quali ha dato prova ed esprimerLe riconoscenza per il senso del dovere e l'impegno dimostrati negli anni».

Originario di Corato, Tedeschi si è arruolato nel 1974 come carabiniere effettivo, prima di frequentare, dal 1975 al 1977, presso la Scuola Allievi Sottufficiali di Velletri ed a Firenze, il corso per sottufficiali. Rho, in Lombardia, è stata la sua prima destinazione come capo equipaggio di quel Nucleo Radiomobile, prima di essere trasferito a Como (correva l'anno 1978), presso il Nucleo Investigativo.

Dopo esser stato aggregato a Milano, per diversi mesi, al Nucleo Speciale Antiterrorismo, il reparto di polizia giudiziaria dell'Arma dei Carabinieri costituito dal generale Carlo Alberto dalla Chiesa il cui unico scopo era la lotta al terrorismo, nel 1981 rientra in Puglia al Nucleo Operativo della Compagnia di Bari, prima di raggiungere il timone (era il 1984) del Nucleo Comando della Compagnia di Bari.

Nel 1989 diviene capo Sezione Disciplina dell'Ufficio Personale della Legione Carabinieri "Puglia", nel 2006 viene trasferito al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trani, ed infine nel 2013 arriva a Molfetta, dove, sino all'atto del congedo, prende le redini del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, dove ha svolto il proprio dovere con passione, coraggio, onore e lealtà.

Moltissime le vicende e le brillanti operazioni di servizio che lo hanno visto protagonista in questi dieci lustri di carriera militare, ottenendo, tra la Lombardia e la Puglia, vari attestati, un encomio solenne da parte del comandante generale, quattro encomi semplici da parte dei comandanti interregionali e di Legione e due elogi scritti per le brillanti ed innumerevoli operazioni di servizio.

A coronare la brillante carriera, oltre alla Croce d'Oro al merito (per imprese meritevoli in sommo grado tali da far derivare onore all'Arma dei Carabinieri​), nel 2006, è arrivata anche l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il prestigioso titolo del più alto ordine della Repubblica italiana assegnato ai cittadini che si sono distinti per particolari meriti durante il proprio percorso professionale e nell'agire quotidiano.

«Testimoniano il Suo passato - è scritto ancora nella lettera del generale di corpo d'armata Vittorio Tomasone - le lusinghiere attestazioni caratteristiche ed i riconoscimenti, fra cui la nomina a Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la Croce d'Oro con stelletta per anzianità di servizio, un encomio solenne e quattro semplici nonché due elogi scritti. Il contributo da Lei profuso sarà motivo di orgoglio e di soddisfazione».

Sempre pronto ad ascoltare ed aiutare chiunque avesse bisogno, il luogotenente Tedeschi, laureato in Scienze dell'Amministrazione, dal 1999 al 2002 eletto nel Consiglio Intermedio di Rappresentanza interregionale, e dal 2006 sino al 2009 all'interno del Consiglio Centrale di Rappresentanza nazionale, è stato un leale e fedele servitore dello Stato legato all'Arma dei Carabinieri in maniera indissolubile.

Caratteristiche che, nel corso degli anni, lo hanno fatto diventare un vero e proprio punto di riferimento per l'intera comunità locale, tanto da rivestire, a partire dal 2001, anche le cariche, nel comune di Corato, di consigliere comunale ed assessore ai Servizi Sociali e, in Puglia, di consigliere regionale del Popolo della Libertà. Insomma, con il suo alto senso del dovere, è riuscito a farsi apprezzare da tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Negli anni, infatti, è riuscito ad essere, per la dedizione e l'elevato senso istituzionale, di esempio per i colleghi ed i collaboratori, nonché fermo nel chiedere a tutti il rispetto delle regole e la corretta applicazione della legge. Stimato dalle comunità locali, apprezzato dalle istituzioni, ha svolto il suo servizio con grande disponibilità e sensibilità, orgoglioso di aver fatto parte di una grande e complessa famiglia chiamata a svolgere un ruolo importante per il vivere civile.

«Ringrazio la grande famiglia dell'Arma - le parole rilasciate da Tedeschi -. I comandanti generali Gianfranco Siazzu e Leonardo Gallitelli, i generali Ubaldo Del Monaco, Salvatore Cagnazzo, Michele Franzé, Gianfranco Rastelli, Claudio Domizi, Carlo Minchiotti, Nicola Improta, Umberto Pinotti, Aldo Iacobelli, Rosario Castello, Alfonso Manzo, uomini di grande statura professionale, ed il colonnello Fabio Cairo, il cui saluto di commiato mi ha dato energia per il futuro».

Ed ancora: «I magistrati della Procura e del Tribunale di Trani e quelli della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari con i quali ho lavorato fino all'ultimo giorno fianco a fianco con reciproca stima. Il capitano Vito Ingrosso, mai domo. I colleghi della Legione di Bari, delle Compagnie di Trani e Molfetta ai quali esprimo tutta la mia gratitudine per essermi stati al fianco pazientemente raggiungendo grandi risultati a beneficio della collettività sovrana».

«Un grazie a tutte le persone che non ho potuto ringraziare personalmente, anche loro fanno parte della mia vita. Grazie all'Arma dei Carabinieri. Grazie alla mia famiglia che ha sopportato le mie assenze per il servizio, a tutte le persone che mi amano ed ai miei genitori - sottolinea - che mi guidano dal cielo».
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