sala nervi udienza Papa
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Chiesa locale

Udienza da Papa Francesco delle Diocesi di Molfetta e Ugento: le emozioni di una giornata sulle “Orme di don Tonino”

Il saluto della comunità con le parole dei vescovi mons. Domenico Cornacchia e mons. Vito Angiuli

L'eco della visita di Papa Franscesco nelle Diocesi di Ugento e Molfetta sulle "Orme di don Tonino" non si è ancora spento. Il ricordo è ancora vivido, le emozioni ancora tante.

Tante sono le emozioni e le sensazioni degli oltre 6 mila pellegrini arrivati a Roma dalle due Diocesi pugliesi per l'udienza speciale voluta da Papa Francesco quale ringraziamento per l'accoglienza ricevuta. Sono mons. Vito Angiuli, vescovo della Diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca e mons. Domenico Cornacchia, vescovo della Diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Terlizzi, a portare il saluto delle comunità a Sua Santità.

Il calore della nostra terra, l'abbraccio affettuoso, si è fatto sentire tutto nella sala Paolo VI.

E' lo stesso Papa in apertura della sua omelia a dire: «Vi ringrazio per essere venuti tanto entusiasti, tanto gioiosi, grazie!».

Non eravamo lì fisicamente, ma dalle immagini trasmesse dalle televisioni si percepiva tutto l'affetto e l'ammirazione verso questo grande Papa, che per molti versi ci ricorda le opere e la personalità di don Tonino.

Papa Bergoglio sottolinea anche: «il ricordo di don Tonino Bello ha unito le nostre strade la mia verso di voi ad Aprile, la vostra verso di me questi giorni», per salutare i 6 mila pellegrini venuti dalle Diocesi di Ugento e Molfetta il Papa richiama una frase di don Tonino pronunciata nell'ultima messa crismale: «"vorrei dire ad uno ad uno guardandovi negli occhi, ti voglio bene"».

Poi come solo Papa Francesco ci ha abituati in questi anni di pontificato spiazza tutti con una affermazione molto intensa sul nostro mare: «voi conoscete bene la bellezza del mare. Bello il mare vostro, vi dico una cosa, è il mare più azzurro che abbia visto nella mia vita, bello! Questo mare vi abbraccia con la sua grandezza, guardandolo potrete pensare al senso della vita, abbracciata da Dio, bellezza infinita».

Emozioni, suggestioni, sensazioni che non si riescono a spiegare con le parole, abbiamo sentito alcuni pellegrini alcuni minuti dopo l'udienza. La voce è ancora rotta dalla commozione e dall'emozione, anche per chi è abituato alle situazioni pubbliche, come il presidente del consiglio comunale di Molfetta, Nicola Piergiovanni, lì a Roma a rappresentare la nostra città, insieme al vicesindaco, Sara Allegretta, ci ha detto: «E' stato un incontro sentito, emozionante che ti da la percezione di un grande uomo. Nel momento in cui incontri il Papa, vorresti dire tante cose, avevo preparato persino un pensiero, ma in quel momento l'emozione è troppo grande. Sono riuscito solo a dirgli che abbiamo bisogno di pace, sia interiore che per l'intero mondo».

Diverse, forse mediate dalla giovane età, le sensazioni vissute dalla giovanissima Emanuela, che ci ha raccontato, «avevo visto la sala Paolo VI tante volte in televisione, ma essere lì a pochi metri dal Papa, mi ha dato un brivido unico, mi sono sentita nel mio piccolo, fortunata di aver potuto vivere questa esperienza, che non dimenticherò molto facilmente. Sono emozioni e sensazioni che ti prendono dentro e non si riesce a trovare le parole per descriverle. Dico solo che è stato tutto molto bello».

Gli fa eco la mamma, Isabella: «è vero sono sensazioni stranissime che non si possono raccontare, si devono solo vivere. Essere qui oggi è sentirsi parte di una comunità. Di una comunità che vive attraverso le parole e le opere che don Tonino ci ha lasciato e ci si rende conto di quanto quelle parole siano sempre attuali, vere e vive».

Pia e Gaetano erano nelle prime file della sala Nervi, hanno potuto salutare da vicino Papa Francesco, sono ancora increduli di quanto gli è capitato, ci dicono: «vedere il Papa a pochi centimetri da te che ti pone la mano, che ti accarezza è una emozione unica, che ti lascia un senso di pace interiore».

E' proprio la parola "emozione" quella che ripetono, quasi come un mantra, quelli che abbiamo raggiunto presenti all'udienza, tanti sono anche quelli che ritengono che «questo sia un miracolo di don Tonino, che continua ad abbracciare affettuosamente le sue comunità, a far sentire la sua presenza».
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