Gianni Porta. <span>Foto Vincenzo Bisceglie</span>
Gianni Porta. Foto Vincenzo Bisceglie
Politica

Ricapitalizzazione SANB, Porta: «La maggioranza che sostiene Tammacco non poteva né doveva spaccarsi»

«Parlato in modo inappropriato di salvaguardia dei posti di lavoro»

«Ieri è stata definitivamente approvata la ricapitalizzazione della Sanb dopo il fallimento di questi ultimi cinque anni. Abbiamo confermato il nostro voto contrario perché non si può costruire una casa dal tetto».

Inizia così il commento di Gianni Porta, consigliere comunale eletto nelle fila di Rifondazione Comunista/Compagni di strada circa quanto accaduto nella seduta di ieri della massima assise cittadina.

Porta non si nasconde, anzi, esprime tutto il suo disappunto e la sua visione sulla faccenda sottolinenando da un lato che «l'obiettivo di arrivare a un soggetto pubblico unico tra i Comuni di Molfetta, Corato, Bitonto, Ruvo e Terlizzi è in sé condivisibile» e dall'altro che «la strada imposta dalla Regione per raggiungere questo obiettivo si è già dimostrata inefficace, sbagliata e controproducente la prima volta (la Sanb dal 2014 non è ma diventata operativa, anzi è fallita). Altre strade intermedie potevano essere perseguite (consorzio di rete, partecipazioni incrociate tra Asm Molfetta e Asipu Corato, ecc.) ma la Regione Puglia, prima con Vendola e ora con la gestione padronale di Emiliano e dei suoi uomini, ha ribadito i suoi no per partito preso».

«Adesso si riprova a ricapitalizzare la Sanb senza alcuna differenza nelle modalità utilizzate, con un nuovo giro di valzer (e speriamo non solo di poltrone per il nuovo consiglio di amministrazione da nominare).Se la prima volta la nostra perplessità si basava su previsioni e ipotesi, adesso la contrarietà è rinsaldata dalla storia e dai fatti di questi anni», è la riflessione di Porta.

Porta che poi attacca senza mezzi termini l'amministrazione regionale e quella molfettese.
«Certo, quando il padrone Emiliano minaccia gli Enti locali dicendo "o si fa così o privatizziamo" il servizio, c'è poco da scherzare. Ma almeno noi che debiti e riconoscenza a questi signori della Regione non ne dobbiamo, abbiamo il dovere di spiegare che c'è un altro punto di vista e che c'erano altre possibilità per arrivare all'obiettivo. Gli amici del Pd e di Noi questa libertà non l'hanno avuta perché giocano nella stessa squadra di Emiliano, quello che prima firma le Carte della salute e poi declassa l'ospedale di Molfetta.
Insomma, non c'era bisogno di tirare per i capelli i lavoratori di Asm e Trasmar, parlare in modo inappropriato di salvaguardia dei posti di lavoro per nascondersi dietro di loro e giustificare la decisione sulla Sanb. Bastava ammettere che non sempre la Regione Puglia di Emiliano ha ragione ma soprattutto che siccome prossimamente ci sono le elezioni regionali, la maggioranza che sostiene Tammacco - il dominus della coalizione - non poteva né doveva spaccarsi».
  • gianni porta
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