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"Furbo"... chi Legge!

Il procedimento stragiudiziale di mediazione

Quando è facoltativo e quando è obbligatorio come condizione di procedibilità

Si è soliti pensare che all'insorgere di una controversia segue necessariamente un contenzioso, un processo, un rivolgersi direttamente a un giudice.

Non è così.
Infatti, l'ordinamento giuridico italiano ha disposto alcune procedure stragiudiziali per la risoluzione delle controversie, fondamentalmente per non ingolfare ulteriormente i Tribunali.
Tra queste vi è la procedura di mediazione.

In cosa consiste?
Consiste nell'attività di un terzo, del tutto imparziale, di conciliare le parti affinchè trovino un accordo. Di tutto viene redatto un verbale, avente valore di titolo esecutivo, e la condotta di una parte nell'iter della mediazione può essere valutato a fini probatori dal giudice qualora si arrivi a ricorrere all'autorità giudicante vera e propria.

Importante è sapere che ci sono alcune materie per le quali esperire il tentativo di conciliazione è obbligatorio: prima , cioè, di avviare il giudizio bisogna, ex lege, tentare la mediazione, pena l'improcedibilità eccepita dalla controparte e poi rilevata dal giudice.
Quali sono queste materie?
Condominio; diritti reali; divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria, e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari.

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