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"Furbo"... chi Legge!

Dall'assegno famigliare all'assegno unico: cosa cambia

Chi ne ha diritto, come fare domanda e da quando inizieranno i pagamenti

Nel 2022 c'è un grande cambiamento per le famiglie italiane: l'introduzione dell'assegno unico e universale.
Addio al vecchio assegno famigliare per dare spazio a questo nuovo strumento di sostegno.

Tenuto conto di quanto spiegato dall'INPS, che andrà ad erogarlo, nel dettaglio tutto ciò che c'è da sapere.

DI COSA SI TRATTA?
"L'Assegno è definito unico - spiega l'INPS - poiché è finalizzato alla semplificazione e al contestuale potenziamento degli interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità, e universale in quanto viene garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di euro 40mila".

A CHI E' RIVOLTO?
A tutte quelle famiglie che abbiano almeno una delle seguenti condizioni e nello specifico: per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che: frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea; svolga un tirocinio ovvero un'attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego; svolga il servizio civile universale; per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

COME VIENE CALCOLATO?
In base alle condizioni economiche della famiglia alla luce della dichiarazione ISEE prodotta, al momento della domanda e in corso di validità.
Nel caso in cui la richiesta è sprovvista di ISEE oppure l'ISEE prodotto supera la soglia di euro 40mila "saranno corrisposti gli importi minimi - spiega ancora l'INPS - dell'Assegno previsti dalla normativa".
Nello specifico è prevista:
- una quota variabile modulata in modo progressivo (si va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo), madri di età inferiore a 21 anni, nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, figli affetti da disabilità;
- una quota a titolo di maggiorazioni per compensare l'eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l'importo dell'Assegno dovesse risultare inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell'Assegno al Nucleo Familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale), che si sarebbero percepite nel regime precedente la riforma.

COMPATIBILITA' CON IL REDDITO DI CITTADINANZA E ABROGAZIONE DI ALTRE FORME DI SOSTEGNO
L'assegno unico e universale potrà essere riscosso anche dai percettori del reddito di cittadinanza mentre abroga, a decorrere da marzo 2022, il premio alla nascita o all'adozione (Bonus mamma domani); l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori; gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili; l'assegno di natalità (cd. Bonus bebè); le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni. Invece è fatto salvo bonus asilo nido ed è compatibile con eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.

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