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Mondo del Sociale

Nasce la Casa dell'Affido e la riorganizzazione dei servizi per i minori

Oggi primo incontro di coordinamento tra settore welfare e i tre partner della Casa dell'Affido

Elezioni Regionali 2020
~Quarantamila euro tra Molfetta e Giovinazzo per inaugurare "la casa dell'affido" e rilanciare uno strumento fondamentale per rilanciare le politiche sociali, fondate sul valore della solidarietà fra famiglie, per promuovere l' accoglienza dei minori e limitare l'istituzionalizzazione. È questa la sfida guidata dal Comune di Molfetta, coinvolgendo tre realtà storiche impegnate nell'accoglienza dei minori in città: Famiglia Dovuta, Girotondo e Shalom. I fondi rinvengono da un avviso pubblico regionale del 2013 e serviranno ad attrezzare al meglio i locali comunali al piano terra di via Cifariello, dove sarà attivato entro alcune settimane un servizio aperto a tutte le famiglie o single, ovvero per tutti quei cittadini che vogliono mettersi a disposizione per accogliere bambini e ragazzi attraverso l'esperienza dell'affido familiare.

"Vogliamo promuovere una nuova cultura del benessere dei bambini e delle bambine di questa città, a partire dai minori che vivono in contesti familiari fragili e difficili. In alcuni casi purtroppo l'istituzionalizzazione è inevitabile ed è disposta dal Tribunale per i minorenni. L'impegno continuativo e sinergico fra le Istituzioni, i cittadini e le Organizzazioni del privato sociale (associazioni e cooperative) impegnate nelle attività dei centri minori non è l'unica strada alternativa a tracciare percorsi di crescita e inclusione sociale. Esiste un lavoro straordinario fatto negli anni dalle realtà-partner di questo progetto.

Vogliamo metterlo a disposizione di tutti, promuovendo la cultura dell'affido familiare e della solidarietà, diffondendo una corretta informazione e garantendo formazione, accompagnamento e sostegno continuativo alle famiglie affidatarie. È importante spiegare anche che l'affido è aperto anche ai single. Vogliamo incentivare l'affido eterofamiliare e arrivare alla costituzione di una banca dati delle famiglie aspiranti affidatarie . Grazie anche alla collaborazione di Famiglia Dovuta, strutturiamo anche un servizio di sostegno e informazione per le famiglie che vogliono accedere all'adozione e che hanno bisogno di vicinanza e di un serio accompagnamento post-adozione.
Molfetta ha una tradizione forte sull'adozione, ma le famiglie adottive non vanno lasciate sole, mai. Né prima né dopo, questa straordinaria avventura".

I bambini attualmente in affido familiare a tempo pieno a Molfetta (ex articolo 44 della legge 184/83 poi 149/2001) sono 30 in tutto. Negli ultimi due anni alla equipe Comune-Consultorio sono arrivate 40 domande di disponibilità affido, ma dopo i colloqui informativi (fatti in collaborazione con Consultorio e Asl), nessuna di queste famiglie o singoli cittadini ha voluto confermare la propria disponibilità. "C'è qualcosa che deve funzionare meglio e la partnership con le tre realtà di Girotondo, Famiglia Dovuta e Shalom ci aiuterà certamente ad offrire alle famiglie percorsi di informazione e formazione, per offrire a chi accoglie una grande sfida e un'affascinante occasione di arricchimento, aggiunge il sindaco.
Il sindaco Natalicchio, l'Assessore Maralfa e la dirigente di settore, Roberta Lorusso, sono impegnati in uno screening sui servizi ai minori della città, in corso in queste settimane nell'ottica di una complessiva riorganizzazione dei servizi comunali destinati ai bambini e alle bambine che vivono situazioni di fragilità familiare.

Ad oggi il Comune segue circa 30 minori in servizio di Home Maker (una forma che si intende far evolvere in una vera e propria assistenza domiciliare educativa), servizio finanziato con 160mila euro di fondi di bilancio. Sono invece 17 i minori seguiti in strutture come le comunità, di cui 5 in semi-residenzialità e solo 4 a Molfetta, mentre gli altri sono seguiti in comunità della provincia o della regione, con una spesa di circa 350mila euro annui di bilancio comunale. I centri minori ad oggi sono tre: il nuovo centro "La Bussola" a Cittadella degli Artisti, il centro "Le Radici e le Ali" in Centro Antico e il centro "Liberi Tutti" in zona 167. I tre centri costano oltre 200 mila euro annuo di bilancio comunale (circa 60mila euro "La Bussola", circa 78mila euro "Liberi Tutti", circa 73mila euro "Le Radici e le Ali").
Coinvolgono, in tutto, un centinaio di bambini e ragazzi, anche se dopo l'apertura del centro "La Bussola" sono in corso verifiche su fabbisogno/offerta di servizi.

"Ho incontrato insieme al dirigente il nuovo presidente del Tribunale dei Minori per riorganizzare al meglio anche il ruolo delle nostre assistenti sociali rispetto agli inserimenti in comunità che devono essere solo la extremaratio e utilizzati solo quando ce n'è assoluto bisogno. Stiamo riprendendo anche i controlli dei nostri minori in struttura. Sul loro stato di benessere e soprattutto sui tempi di permanenza dei bambini e dei ragazzi in comunità, che tutti gli esperti ci evidenziano che non devono superare i 18-24 mesi.

Costantemente le nostre assistenti sociali seguono i casi, uno ad uno. Dopo un periodo di riorganizzazione il settore vive una importante fase di rilancio. I due centri minori Le Radici e le Ali e Liberi Tutti sono in scadenza, così come è in scadenza il servizio dell'home maker, e chiaramente è inevitabile svolgere un lavoro di verifica a 360 gradi prima di bandire le gare sulla base dei reali bisogni della città. Anche se sui centri minori non interromperemo nè sospenderemo i servizi e stiamo approntando le nuove gare, a partire da Le Radici e Le Ali, dove il bando è prossimo alla pubblicazione", afferma il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Bepi Maralfa.

Intanto oggi 5 novembre ci sarà il primo incontro di coordinamento tra settore welfare e i tre partner della Casa dell'Affido. Mentre il 12 novembre il Comune sostiene una grande iniziativa alla Fabbrica di San Domenico sul tema "Bambini e famiglie al centro", che presenterà la nascita di un micro nido e di servizi
innovativi e sperimentali per la primissima infanzia in città, gestito dalla cooperativa "La strada e le stelle" e dall'Associazione Famiglia Dovuta, a via Mons. Bello.
L'idea è quella di una partnership tra il Comune e la nuova struttura per garantire la centralità dei bambini e dei servizi di accompagnamento alle famiglie, anche per immaginare progetti che coinvolgano in termini di inserimento socio-lavorativo alcuni genitori dei bambini accolti nel nuovo nido.
  • affido familiare
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