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Gestione rifiuti e ASM Molfetta, Minervini: «Dal rischio del collasso al rilancio industriale»
La nota del candidato sindaco Manuel Minervini
Molfetta - venerdì 8 maggio 2026
11.30 Comunicato Stampa
«Abbiamo letto con non poca preoccupazione i dati della Nota informativa per la verifica di debiti e crediti tra l'Ente comunale e le società partecipate, allegata al bilancio consuntivo del Comune approvato dal Commissario straordinario lo scorso 30 aprile, relativamente alla società partecipata Asm che si occupa del servizio di igiene urbana a Molfetta. Infatti l'Asm chiede al Comune il riconoscimento di maggiori costi per lo smaltimento di circa 172.000 euro, altri 178.000 euro circa per costi extra Piano economico-finanziario e ulteriori 957.000 euro di corrispettivo risalente al 2021», si legge nella nota del candidato sindaco Manuel Minervini.
«Sono richieste che esprimono una situazione di difficoltà economico finanziaria che, dopo le ultime nomine nel Consiglio di amministrazione dell'Asm, avvalorano le sempre più insistenti notizie secondo cui l'azienda si appresterebbe a chiudere il bilancio consuntivo del 2025 con una forte perdita di esercizio, intorno a 1,8 milioni di euro. Siamo convinti da tempo dell'estrema difficoltà dell'Asm e non ci stupiremmo di questa perdita che avrebbe ragioni e responsabilità ben precise, determinata da quanti si sono professati, e lo fanno ancora, esperti amministratori. Del resto in questi anni non sono mancate le nostre denunce, critiche e proposte grazie al lavoro dell'opposizione progressista in Consiglio comunale e in città».
«Si tratterebbe di un passivo che viene da lontano pur palesandosi solo ora, l'infausta conclusione di ben dieci anni di governo caratterizzato da mancate assunzioni di responsabilità, scelte rinviate da parte del socio, il comune di Molfetta, e silenzi assordanti da parte di chi ha guidato l'azienda. Il 1° giugno del 2025 l'Asm ha infatti chiuso l'impianto di selezione degli imballaggi di plastica che vedeva impiegati più di 40 dipendenti. Un impianto chiuso perché ormai obsoleto già da diversi anni, troppi, tanto da non rispettare i requisiti minimi di selezione richiesti dal Corepla (Consorzio per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), spingendo quest'ultimo ad interrompere il contratto in essere, dopo innumerevoli richiami ad adeguare l'impianto».
«Dieci anni in cui nulla è stato fatto per garantire un revamping globale dell'impianto, nonostante, appena insediatasi, la scorsa amministrazione deliberatamente decideva di rinunciare a un cofinanziamento di 3 milioni di euro ottenuto da Comune e Asm dalla Regione Puglia proprio per l'ammodernamento di quell'impianto, oltre ad altri 4,7 milioni di euro già destinati a tale opera nel bilancio comunale. Le cause principali di un tale pesante risultato economico che va profilandosi sono i minori ricavi dovuti alla chiusura dell'impianto e i maggiori costi sostenuti per il personale che ci lavorava, oltre a quelli sostenuti per l'avvio a recupero dei rifiuti prodotti in città e che oggi vengono lavorati in altri impianti. Un bilancio deficitario che, in mancanza di azioni immediate, rischia di aggravarsi ulteriormente nel corso del 2026».
«Per queste motivazioni, la situazione dell'ASM merita priorità nell'agenda della prossima amministrazione, al fine di mettere in campo azioni immediate volte ad evitare che la gestione scellerata di uno storico patrimonio pubblico quale l'Asm, possano ricadere sui cittadini e sui lavoratori. Ancora una volta toccherà ad altri rimediare a scelte sbagliate di strategia industriale e di gestione corrente dei cosiddetti esperti dell'amministrazione uscente per salvaguardare il carattere pubblico di un'azienda importante e storica come l'Asm».
«È necessario da subito, a fronte di una città sporca e abbandonata a se stessa, da una parte riorganizzare il servizio di pulizia, anche in considerazione della maggiore disponibilità di unità provenienti dall'impianto di selezione chiuso, e dall'altra ridurre i costi attraverso due misure:
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«Sono richieste che esprimono una situazione di difficoltà economico finanziaria che, dopo le ultime nomine nel Consiglio di amministrazione dell'Asm, avvalorano le sempre più insistenti notizie secondo cui l'azienda si appresterebbe a chiudere il bilancio consuntivo del 2025 con una forte perdita di esercizio, intorno a 1,8 milioni di euro. Siamo convinti da tempo dell'estrema difficoltà dell'Asm e non ci stupiremmo di questa perdita che avrebbe ragioni e responsabilità ben precise, determinata da quanti si sono professati, e lo fanno ancora, esperti amministratori. Del resto in questi anni non sono mancate le nostre denunce, critiche e proposte grazie al lavoro dell'opposizione progressista in Consiglio comunale e in città».
«Si tratterebbe di un passivo che viene da lontano pur palesandosi solo ora, l'infausta conclusione di ben dieci anni di governo caratterizzato da mancate assunzioni di responsabilità, scelte rinviate da parte del socio, il comune di Molfetta, e silenzi assordanti da parte di chi ha guidato l'azienda. Il 1° giugno del 2025 l'Asm ha infatti chiuso l'impianto di selezione degli imballaggi di plastica che vedeva impiegati più di 40 dipendenti. Un impianto chiuso perché ormai obsoleto già da diversi anni, troppi, tanto da non rispettare i requisiti minimi di selezione richiesti dal Corepla (Consorzio per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), spingendo quest'ultimo ad interrompere il contratto in essere, dopo innumerevoli richiami ad adeguare l'impianto».
«Dieci anni in cui nulla è stato fatto per garantire un revamping globale dell'impianto, nonostante, appena insediatasi, la scorsa amministrazione deliberatamente decideva di rinunciare a un cofinanziamento di 3 milioni di euro ottenuto da Comune e Asm dalla Regione Puglia proprio per l'ammodernamento di quell'impianto, oltre ad altri 4,7 milioni di euro già destinati a tale opera nel bilancio comunale. Le cause principali di un tale pesante risultato economico che va profilandosi sono i minori ricavi dovuti alla chiusura dell'impianto e i maggiori costi sostenuti per il personale che ci lavorava, oltre a quelli sostenuti per l'avvio a recupero dei rifiuti prodotti in città e che oggi vengono lavorati in altri impianti. Un bilancio deficitario che, in mancanza di azioni immediate, rischia di aggravarsi ulteriormente nel corso del 2026».
«Per queste motivazioni, la situazione dell'ASM merita priorità nell'agenda della prossima amministrazione, al fine di mettere in campo azioni immediate volte ad evitare che la gestione scellerata di uno storico patrimonio pubblico quale l'Asm, possano ricadere sui cittadini e sui lavoratori. Ancora una volta toccherà ad altri rimediare a scelte sbagliate di strategia industriale e di gestione corrente dei cosiddetti esperti dell'amministrazione uscente per salvaguardare il carattere pubblico di un'azienda importante e storica come l'Asm».
«È necessario da subito, a fronte di una città sporca e abbandonata a se stessa, da una parte riorganizzare il servizio di pulizia, anche in considerazione della maggiore disponibilità di unità provenienti dall'impianto di selezione chiuso, e dall'altra ridurre i costi attraverso due misure:
- l'indizione di una gara pubblica per il trasporto e l'avvio a recupero della frazione organica in impianti diversi e più economici di quelli indicati dall'Ager, sulla scia di quanto fatto negli ultimi anni da altri comuni pugliesi;
- il trattamento del rifiuto secco indifferenziato, sulla scorta di quanto previsto dal D.Lgs. 36/2003 ancora oggi in vigore, che prevede per i Comuni con percentuale di raccolta differenziata superiore al 65% (come Molfetta), che la frazione secca residua, priva di organico e carta/cartone soprattutto, possa essere avviata a smaltimento senza subire il preventivo trattamento della biostabilizzazione».
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