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A Molfetta un nuovo Centro di Raccolta Rifiuti. Ma è polemica

Comitato di quartiere Madonna della Rosa: «Inconcepibile non coinvolgerci»

E' l'argomento del momento: la realizzazione di un nuovo Centro di Raccolta Rifiuti a ridosso del Quartiere Madonna delle Rose.
Nonostante l'incontro svoltosi la scorsa settimana tra l'Amministrazione Comunale e i residenti del quartiere, sono molte le criticità sollevate dagli stessi abitanti, letteralmente infuriati per non essere stati convocati preventivamente per discutere la fattibilità del progetto.

Come chiarito durante l'incontro tenutosi la scorsa settimana, non si può realmente parlare di nuova isola ecologica, in quanto profondamente diversa da quelle già presenti a Levante e a Ponente della Città.
Il nome corretto è proprio Centro di Raccolta Rifiuti e, da quanto comunicato dall'Amministrazione Comunale, ben presto, oltre a quella in fase di costruzione, ne saranno realizzate altre quattro.

Da quanto riportato sulla relazione tecnica (in allegato a questo articolo) il costo della struttura già in fase di realizzazione è di 150 mila euro, una somma ottenuta da finanziamenti regionali, al cui bando il Comune di Molfetta aveva partecipato durante l'ultima gestione commissariale.
Ai 150 mila euro se ne aggiungono altri 40 mila per la realizzazione di due "nodi di raccolta" accessibili agli utenti che risiedono nelle "case sparse", e ulteriori 6 mila per l'acquisto e messa in funzione di fototrappole per monitoraggio dello sversamento abusivo dei rifiuti.

Ma in cosa realmente consiste il centro comunale di raccolta rifiuti?

Come già scritto, risulta essere completamente diverso rispetto alle due isole ecologiche già funzionanti in Città e si configura come un punto intermedio dell'attuale sistema di raccolta rifiuti solidi urbani, finalizzato al conferimento, da parte delle utenze presenti sul territorio, delle diverse frazioni raccolte in maniera differenziata, prima del loro conferimento presso gli utilizzatori finali o presso gli impianti di trattamento e smaltimento.
Tra gli obiettivi che si pone un centro comunale di raccolta rifiuti vi è quello di consentire di intercettare una serie molto più ampia di categorie merceologiche di rifiuti, consentendo il conferimento in loco di ingombranti, sfalci di potature, olii, RAEE e altri rifiuti recuperabili.
Scopo della struttura è anche quello di migliorare il servizio offerto all'utenza, con un aumento della percentuale dei rifiuti differenziati.
Le tipologie degli scarti ammessi, riguardano i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; i rifiuti non pericolosi assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità; i rifiuti vegetali provenienti dalle aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali.

All'interno della struttura saranno distinguibili un'area per il conferimento diretto, previa identificazione, da parte degli utenti e un'area di manovra e stoccaggio, in cassoni a tenuta stagna, ad uso del personale addetto al CCR e degli utenti.
La struttura sarà presidiata ed infatti dotata di un box prefabbricato ad uso guardiania per l'identificazione degli utenti.
Sarà garantita la presenza costante, durante gli orari di apertura al pubblico, di uno o più addetti al fine di controllare l'effettivo conferimento dei rifiuti e di permettere un più agevole e razionale raggruppamento dei materiali prima che gli stessi vengano prelevati ed avviati a recupero o smaltimento.

La relazione tecnica presentata ai residenti e al Comitato di Quartiere Madonna delle Rose da parte del Sindaco Tommaso Minervini e dall'Assessore ai Lavori Pubblici, Mariano Caputo, sta in ogni caso continuando ad alimentare polemiche e soprattutto sdegno per una mancata informazione e per una concertazione preventiva proprio con chi, nei prossimi mesi, dovrà in ogni modo convivere con una realtà diversa e difficile da accettare.

«Riteniamo assolutamente inopportuno – ha affermato Damiano Favuzzi, Presidente del Comitato Madonna delle Rose – un comportamento di tale portata da parte dell'Amministrazione Comunale, che ha preferito coinvolgerci quando i giochi erano già fatti».

Sulla stessa linea il commento di Domenico Gagliardi, ex consigliere comunale e residente: «Si e' preferito andare avanti senza dare comunicazione alcuna ai residenti – ha affermato - e senza mettere in atto quella cittadinanza attiva che in una Città come Molfetta dovrebbe avere una certa importanza».

A rendere ancora più difficile da digerire la realizzazione di questa struttura, ci sarebbe, oltre al silenzio degli amministratori, una mancanza di attenzione verso lo stesso quartiere alle prese ancora con opere di urbanizzazione pagate dai cittadini e non ancora realizzate.
«Avevamo in mente ben altro per quell'area ormai recintata con lavori prossimi a partire – ha affermato duramente Damiano Favuzzi – raccogliendo le esigenze di una fetta importante di questa Città. Pensavamo ad esempio ad un Dog Park o a qualcosa di simile, oppure potevamo insieme prevedere un centro raccolta rifiuti ad impatto ambientale zero, allocabile benissimo in una zona più a ridosso della Strada Statale 16».

Sarà difficile per l'Amministrazione Comunale persuadere i cittadini che vedranno costruire quella che in ogni caso definiscono discarica a ridosso delle proprie abitazioni e tra l'altro dinanzi a quello che dovrebbe essere l'ingresso del Parco Naturale di Lama Martina, il cui progetto veniva presentato soltanto qualche mese fa in una Sala "B. Finocchiaro" affollata.
Relazione tecnicaDocumento PDF
  • Comitato di quartiere madonna della rosa
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