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Cronaca
Omicidio La Forgia, fermato anche un 16enne. Arrestato un 23enne
Il minorenne è accusato del delitto: sarebbe stato lui ad esplodere diversi colpi d'arma da fuoco nei confronti del 22enne molfettese
Molfetta - mercoledì 8 luglio 2026
13.50
Nuovi sviluppi nell'inchiesta sull'omicidio del 22enne Antony La Forgia, di Molfetta, avvenuto il 16 giugno scorso. Dopo i fermi dei giorni scorsi nei riguardi di due dei presunti killer, i Carabinieri, per gli stessi fatti di reato, hanno fermato anche un 16enne e arrestato il 23enne Francesco Detaro per delitti in materia di armi.
Secondo la tesi degli inquirenti, Michele Parisi e Ilario Camporeale, di 53 e 23 anni - entrambi rinchiusi in carcere, rispettivamente a Trani e Potenza - e un 16enne avrebbero prima fatto salire in una Citroen C4 un amico 19enne della vittima con la scusa di bere qualcosa insieme. Poi, impugnando due pistole e picchiandolo, l'avrebbero costretto a telefonare a La Forgia, dicendogli che era stato aggredito e, infine, chiedendogli di raggiungerlo in un luogo indicato dagli stessi indagati.
Quando La Forgia è arrivato sul posto, in via San Pio X, quasi all'intersezione con viale Giovanni XXIII; a bordo di una auto, una Renault Symbioz a noleggio, con la compagna, e ha invitato l'amico a salire e ad andare via, sarebbero entrati in azione Camporeale ed il minorenne, entrambi nascosti nei paraggi e a volto coperto. Sarebbe stato proprio il 16enne, sempre secondo gli inquirenti, ad esplodere «quattro o cinque colpi d'arma da fuoco» verso La Forgia «causandone il decesso».
Nelle ultime ore anche la Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di un 16enne accusato, in concorso, di omicidio, aggravato dalla premeditazione, detenzione illegale di armi e violenza privata. «La genesi dell'episodio - è scritto in un comunicato stampa dell'Arma -, risulterebbe riconducibile ad un contrasto legato alla gestione e al controllo dello spaccio di droga sul territorio ed è stato attentamente pianificato».
In particolare, le indagini dirette dalle due Procure e condotte dal personale della Sezione Operativa della Compagnia di Molfetta, «hanno rivelato che, poco prima del delitto, un amico della vittima è stato costretto a fare da "esca" per attirare La Forgia nel luogo dove sarebbe poi stato ucciso, quando era ancora nell'auto. Le investigazioni, supportate dall'analisi delle telecamere di videosorveglianza dell'intera area, hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei soggetti coinvolti».
Un'ulteriore misura cautelare è stata eseguita dagli stessi militari nei confronti del 23enne Francesco Detaro, indagato per delitti in materia di armi, «illegalmente detenute e portate in luoghi pubblici, in quanto si ritiene che volesse vendicare il delitto di La Forgia e, comunque - termina -, difendersi dagli autori dello stesso».
Secondo la tesi degli inquirenti, Michele Parisi e Ilario Camporeale, di 53 e 23 anni - entrambi rinchiusi in carcere, rispettivamente a Trani e Potenza - e un 16enne avrebbero prima fatto salire in una Citroen C4 un amico 19enne della vittima con la scusa di bere qualcosa insieme. Poi, impugnando due pistole e picchiandolo, l'avrebbero costretto a telefonare a La Forgia, dicendogli che era stato aggredito e, infine, chiedendogli di raggiungerlo in un luogo indicato dagli stessi indagati.
Quando La Forgia è arrivato sul posto, in via San Pio X, quasi all'intersezione con viale Giovanni XXIII; a bordo di una auto, una Renault Symbioz a noleggio, con la compagna, e ha invitato l'amico a salire e ad andare via, sarebbero entrati in azione Camporeale ed il minorenne, entrambi nascosti nei paraggi e a volto coperto. Sarebbe stato proprio il 16enne, sempre secondo gli inquirenti, ad esplodere «quattro o cinque colpi d'arma da fuoco» verso La Forgia «causandone il decesso».
Nelle ultime ore anche la Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di un 16enne accusato, in concorso, di omicidio, aggravato dalla premeditazione, detenzione illegale di armi e violenza privata. «La genesi dell'episodio - è scritto in un comunicato stampa dell'Arma -, risulterebbe riconducibile ad un contrasto legato alla gestione e al controllo dello spaccio di droga sul territorio ed è stato attentamente pianificato».
In particolare, le indagini dirette dalle due Procure e condotte dal personale della Sezione Operativa della Compagnia di Molfetta, «hanno rivelato che, poco prima del delitto, un amico della vittima è stato costretto a fare da "esca" per attirare La Forgia nel luogo dove sarebbe poi stato ucciso, quando era ancora nell'auto. Le investigazioni, supportate dall'analisi delle telecamere di videosorveglianza dell'intera area, hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei soggetti coinvolti».
Un'ulteriore misura cautelare è stata eseguita dagli stessi militari nei confronti del 23enne Francesco Detaro, indagato per delitti in materia di armi, «illegalmente detenute e portate in luoghi pubblici, in quanto si ritiene che volesse vendicare il delitto di La Forgia e, comunque - termina -, difendersi dagli autori dello stesso».



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