
Cronaca
Omicidio La Forgia, svolta nelle indagini: fermate due persone
Si tratta di Michele Parisi e Ilario Camporeale. Il blitz motivato da un «pericolo di fuga»: il primo era pronto ad imbarcarsi per Durazzo
Molfetta - martedì 7 luglio 2026
13.39
L'omicidio di Antony La Forgia, avvenuto a Molfetta il mese scorso, ha dei nomi. Due persone, nella notte fra domenica e ieri, sono sottoposte a fermo di indiziato di delitto da parte dei Carabinieri con l'ipotesi di reato, in concorso con un 16enne, di omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti oppure futili.
Si tratta del 53enne Michele Parisi, detto «Francesin», e del 23enne Ilario Camporeale, del luogo, accusati, in concorso, anche di porto abusivo di armi e violenza privata. I provvedimenti di fermo - che vedono indagate anche altre 5 persone - sono stati emessi dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Francesco Chiechi, ritenendo «fondato il pericolo di fuga» da parte dei due: Parisi è stato fermato nel porto di Bari dove era pronto ad imbarcarsi per Durazzo.
L'attività investigativa dei militari della Compagnia di Molfetta ha preso il via dopo la notte del 16 giugno scorso, quando La Forgia, di 22 anni, è stato freddato da alcuni colpi di pistola nel quartiere di Ponente, prima di arrivare - ormai esanime - al don Tonino Bello. L'attività d'indagine, durata alcune settimane, ha portato gli inquirenti ad intuire che non si trattava di un ordinario, quanto tragico, fatto di cronaca. Bensì di un omicidio pianificato. Di qui l'aggravante della premeditazione.
In particolar modo Parisi e Camporeale, dopo aver fatto salire in un'autovettura - una Citroen C4 - un 19enne molfettese amico della vittima «con la scusa di bere qualcosa insieme, successivamente, con la minaccia di fargli del male, impugnando due pistole e percuotendolo ripetutamente, lo costringevano a chiamare» La Forgia. Il giovane avrebbe detto telefonicamente che «era successo un problema, era stato picchiato e di venirlo a trovare in un posto indicato» dai due indagati.
Una volta sul luogo, fra via San Pio X e viale Giovanni XXIII, un 16enne e Camporeale sarebbero scesi dall'auto a volto coperto - entrambi con il passamontagna - e dopo aver minacciato il 19enne, l'avrebbero fatto scendere dall'auto, costringendolo a «stendersi sul marciapiede e ordinandogli di contattare La Forgia». Subito dopo si sarebbero appostati nelle vicinanze «in attesa dell'arrivo della vittima, la quale si trovava a bordo» di una Renault Symbioz assieme alla sua compagna.
La scena successiva, secondo le indagini, diviene la seguente: arrivato sul posto, La Forgia avrebbe «invitato il suo amico ad entrare in auto e ad andare via», ma proprio in quegli istanti sarebbero arrivati Camporeale e un 16enne, «il quale esplodeva diversi colpi di arma da fuoco» verso La Forgia «causandone il decesso».
Si tratta del 53enne Michele Parisi, detto «Francesin», e del 23enne Ilario Camporeale, del luogo, accusati, in concorso, anche di porto abusivo di armi e violenza privata. I provvedimenti di fermo - che vedono indagate anche altre 5 persone - sono stati emessi dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Francesco Chiechi, ritenendo «fondato il pericolo di fuga» da parte dei due: Parisi è stato fermato nel porto di Bari dove era pronto ad imbarcarsi per Durazzo.
L'attività investigativa dei militari della Compagnia di Molfetta ha preso il via dopo la notte del 16 giugno scorso, quando La Forgia, di 22 anni, è stato freddato da alcuni colpi di pistola nel quartiere di Ponente, prima di arrivare - ormai esanime - al don Tonino Bello. L'attività d'indagine, durata alcune settimane, ha portato gli inquirenti ad intuire che non si trattava di un ordinario, quanto tragico, fatto di cronaca. Bensì di un omicidio pianificato. Di qui l'aggravante della premeditazione.
In particolar modo Parisi e Camporeale, dopo aver fatto salire in un'autovettura - una Citroen C4 - un 19enne molfettese amico della vittima «con la scusa di bere qualcosa insieme, successivamente, con la minaccia di fargli del male, impugnando due pistole e percuotendolo ripetutamente, lo costringevano a chiamare» La Forgia. Il giovane avrebbe detto telefonicamente che «era successo un problema, era stato picchiato e di venirlo a trovare in un posto indicato» dai due indagati.
Una volta sul luogo, fra via San Pio X e viale Giovanni XXIII, un 16enne e Camporeale sarebbero scesi dall'auto a volto coperto - entrambi con il passamontagna - e dopo aver minacciato il 19enne, l'avrebbero fatto scendere dall'auto, costringendolo a «stendersi sul marciapiede e ordinandogli di contattare La Forgia». Subito dopo si sarebbero appostati nelle vicinanze «in attesa dell'arrivo della vittima, la quale si trovava a bordo» di una Renault Symbioz assieme alla sua compagna.
La scena successiva, secondo le indagini, diviene la seguente: arrivato sul posto, La Forgia avrebbe «invitato il suo amico ad entrare in auto e ad andare via», ma proprio in quegli istanti sarebbero arrivati Camporeale e un 16enne, «il quale esplodeva diversi colpi di arma da fuoco» verso La Forgia «causandone il decesso».


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