
Cronaca
Prova a sparare ma la pistola si inceppa, poi lo picchiano: quattro arresti
L'episodio a Molfetta. Tre sono finiti in carcere, uno ai domiciliari. La vittima intercettata: «Mi hanno sparato, poi mi hanno spaccato la testa»
Molfetta - domenica 5 luglio 2026
2.40
Avrebbe cercato di sparare ad un 18enne residente a Giovinazzo con una pistola, ma l'arma si è inceppata. A quel punto, con altri complici, avrebbe dato sfogo ad una furia violenta, picchiandolo. È successo a Molfetta e la scena è stata ripresa dalle telecamere che hanno permesso ai Carabinieri di individuare il commando.
Non solo: i secondi successivi sono diventati materiale investigativo decisivo: «Alla gamba mi hanno sfiorato e poi mi hanno spaccato la testa con la pistola», ha detto la vittima. Per questo i militari della Compagnia, il 24 giugno, in esecuzione di un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Ivan Barlafante, hanno arrestato quattro persone responsabili, a vario titolo e in concorso, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.
Si tratta dei molfettesi Felice Allegretta, di 25 anni, Giovanni Panunzio, di 27, Filippo Caravella, di 24, e Francesco Mininni, di 51, assistiti dagli avvocati Giuseppe Germinario, Ada Rosito e Michele Salvemini: i primi tre nel carcere di Trani, il quarto ai domiciliari. I fatti risalgono alle ore 16.50 del 18 marzo scorso, a Molfetta, quando il 18enne è stato avvicinato in piazza Roma da due motocicli, un Aprilia Scarabeo e un Yamaha T-Max, con Caravella, Panunzio, Allegretta ed un 15enne.In pochi istanti, «uno dei passeggeri (Allegretta, sottoposto alla sorveglianza speciale) ha estratto una pistola, impugnandola nella mano destra - è scritto agli atti -, l'ha armata mediante scarrellamento e l'ha puntata verso di lui». Non solo: avrebbe anche tentato di «esplodere dei colpi, non riuscendoci perché la pistola si è inceppata». A quel punto, «non riuscendo a portare a termine l'azione» e dopo avere lanciato un casco contro il giovane, «facendolo cadere» lo hanno raggiunto.
E proprio mentre il 18enne «era a terra», e con Mininni «che si era unito al gruppo», lo hanno colpito ripetutamente «con calci, pugni e con la pistola», lasciandolo ferito. Portato al Policlinico, è stato dimesso. La scena è stata immortalata dalle telecamere, in un fascicolo coordinato dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Francesca Valerio. L'attività del personale del capitano Danilo Landolfi è stata condotta anche con l'ascolto delle conversazioni telefoniche.
Il 18enne (difeso dall'avvocato Marco Di Bartolomeo) ne ha parlato, non sapendo di essere intercettato: «Quando mi hanno sparato il primo colpo - ha spiegato -, si è inceppata l'arma». Riconducibile a motivi passionali il movente: «Ho chiesto, ma è roba di droga - ha detto la mamma -, ha detto "no ma' è per l'ex ragazza"».
Non solo: i secondi successivi sono diventati materiale investigativo decisivo: «Alla gamba mi hanno sfiorato e poi mi hanno spaccato la testa con la pistola», ha detto la vittima. Per questo i militari della Compagnia, il 24 giugno, in esecuzione di un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Ivan Barlafante, hanno arrestato quattro persone responsabili, a vario titolo e in concorso, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.
Si tratta dei molfettesi Felice Allegretta, di 25 anni, Giovanni Panunzio, di 27, Filippo Caravella, di 24, e Francesco Mininni, di 51, assistiti dagli avvocati Giuseppe Germinario, Ada Rosito e Michele Salvemini: i primi tre nel carcere di Trani, il quarto ai domiciliari. I fatti risalgono alle ore 16.50 del 18 marzo scorso, a Molfetta, quando il 18enne è stato avvicinato in piazza Roma da due motocicli, un Aprilia Scarabeo e un Yamaha T-Max, con Caravella, Panunzio, Allegretta ed un 15enne.In pochi istanti, «uno dei passeggeri (Allegretta, sottoposto alla sorveglianza speciale) ha estratto una pistola, impugnandola nella mano destra - è scritto agli atti -, l'ha armata mediante scarrellamento e l'ha puntata verso di lui». Non solo: avrebbe anche tentato di «esplodere dei colpi, non riuscendoci perché la pistola si è inceppata». A quel punto, «non riuscendo a portare a termine l'azione» e dopo avere lanciato un casco contro il giovane, «facendolo cadere» lo hanno raggiunto.
E proprio mentre il 18enne «era a terra», e con Mininni «che si era unito al gruppo», lo hanno colpito ripetutamente «con calci, pugni e con la pistola», lasciandolo ferito. Portato al Policlinico, è stato dimesso. La scena è stata immortalata dalle telecamere, in un fascicolo coordinato dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Francesca Valerio. L'attività del personale del capitano Danilo Landolfi è stata condotta anche con l'ascolto delle conversazioni telefoniche.
Il 18enne (difeso dall'avvocato Marco Di Bartolomeo) ne ha parlato, non sapendo di essere intercettato: «Quando mi hanno sparato il primo colpo - ha spiegato -, si è inceppata l'arma». Riconducibile a motivi passionali il movente: «Ho chiesto, ma è roba di droga - ha detto la mamma -, ha detto "no ma' è per l'ex ragazza"».

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