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Cronaca
Tentato omicidio a Molfetta, misure alleggerite per altri due indagati
Giovanni Panunzio è stato scarcerato (è ai domiciliari), Francesco Mininni è tornato in libertà. La decisione del Tribunale del Riesame
Molfetta - mercoledì 15 luglio 2026
Altri due indagati hanno ottenuto l'alleggerimento delle loro misure cautelari dopo gli arresti scaturiti da un tentato omicidio di un 18enne residente a Giovinazzo, a Molfetta. Il 27enne Giovanni Panunzio ha lasciato il carcere di Trani (è ai domiciliari), mentre il 51enne Francesco Mininni, già ai domiciliari, è tornato in libertà.
La decisione, sulle istanze difensive presentate dai legali degli indagati, gli avvocati Michele Salvemini e Giuseppe Germinario, è stata presa il 9 luglio scorso dal Tribunale del Riesame di Bari. Il collegio giudicante, presieduto da Giovanni Anglana, ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Trani a carico di Panunzio per la sola accusa di lesioni personali, riqualificando il reato di concorso in tentato omicidio in quello, più lieve, di concorso in minaccia aggravata.
Nei confronti dell'indagato, dunque, il Riesame ha sostituito «la misura della custodia cautelare in carcere con quella dei domiciliari», disponendo «la immediata rimessione in libertà» del 27enne, «se non detenuto per altra causa». Per Mininni, invece, lo stesso Tribunale barese ha revocato, «per il venir meno della gravità indiziaria», la misura cautelare degli arresti domiciliari, ordinandone, anche in questo caso, «l'immediata rimessione in libertà, se non detenuto per altra causa».
Le motivazioni, però, ancora non si conoscono, saranno depositate entro i prossimi 45 giorni. I due indagati sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia della città costiera, assieme ad altrettante persone, perché coinvolte in un episodio di violenza avvenuto a Molfetta il 18 marzo scorso nei pressi di piazza Roma.
La decisione, sulle istanze difensive presentate dai legali degli indagati, gli avvocati Michele Salvemini e Giuseppe Germinario, è stata presa il 9 luglio scorso dal Tribunale del Riesame di Bari. Il collegio giudicante, presieduto da Giovanni Anglana, ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Trani a carico di Panunzio per la sola accusa di lesioni personali, riqualificando il reato di concorso in tentato omicidio in quello, più lieve, di concorso in minaccia aggravata.
Nei confronti dell'indagato, dunque, il Riesame ha sostituito «la misura della custodia cautelare in carcere con quella dei domiciliari», disponendo «la immediata rimessione in libertà» del 27enne, «se non detenuto per altra causa». Per Mininni, invece, lo stesso Tribunale barese ha revocato, «per il venir meno della gravità indiziaria», la misura cautelare degli arresti domiciliari, ordinandone, anche in questo caso, «l'immediata rimessione in libertà, se non detenuto per altra causa».
Le motivazioni, però, ancora non si conoscono, saranno depositate entro i prossimi 45 giorni. I due indagati sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia della città costiera, assieme ad altrettante persone, perché coinvolte in un episodio di violenza avvenuto a Molfetta il 18 marzo scorso nei pressi di piazza Roma.


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