Palazzo di città. <span>Foto Vincenzo Bisceglie</span>
Palazzo di città. Foto Vincenzo Bisceglie
Politica

Notte impegnativa per il centrosinistra molfettese

Nella serata di ieri due tavoli distinti, che hanno partorito novità importanti

PD da un lato, con una sua riunione di circolo, Rifondazione, Linea Diritta, Sinistra Italiana e DeP dall'altro, in un tavolo della sinistra che ancora non trova una quadra.

Due tavoli distinti, tenuti nello stesso momento ma in luoghi diversi che, forse, sanciscono la definitiva scelta di percorrere due strade diverse.
Nella seconda riunione tenutasi a corso Margherita sotto il commissariamento di De Nicolò, il Partito Democratico di Molfetta, sentita l'assemblea presente, in cui ancora una volta è risultata assente la corrente dem più a sinistra, ha optato per sedersi al tavolo, nuovamente, con Tommaso Minervini e le sue liste.
Già per questa sera infatti, potrebbe essere fissato un incontro in cui tornare a ragionare su delle linee programmatiche comuni.

Poche decine di metri distanti, in piazza Paradiso si consumava un altro incontro tra il gruppo di partiti noto ormai come "il quadrilatero", comprensivo di Rifondazione, SI, LiDi e DeP.
Un tavolo che stenta però ad essere imbandito, e per l'ennesima volta si conclude con un nulla di fatto.

Rifondazione Comunista, rinforzata dal sostegno dei "Compagni di Strada", mantiene dritta la barra della sua richiesta del candidato sindaco. Gli altri tre però non mollano, anzi, fanno quadrato e ieri sera hanno manifestato le loro perplessità sulla proposta di guida da parte di Rifondazione, recriminando anche per loro il diritto di poter esprimere un loro candidato.
Ecco quindi maturare la scelta di darsi altre 48h di tempo per poi ritrovarsi nuovamente con dei nomi che rispecchino un profilo tracciato ieri sera: il candidato deve infatti essere di chiara area politica ma non deve aver avuto un filo diretto con la scorsa Amministrazione.
Un ragionamento di non facile lettura che potrebbe portare anche qui ad una spaccatura con Rifondazione sicura di correre nelle peggiori delle ipotesi da sola o addirittura con una sua seconda lista civica, e gli altri tre che potrebbero puntare a realizzare una coalizione competitiva.

Da segnalare infine la posizione di DeP che sembra voler confluire nella nuova formazione dei fuoriusciti del Partito Democratico di Bersani e Speranza, Democratici e Progressisti, la cui sigla DP è molto simile a quella di DeP se non indentica, così come la storia di molti suoi iscritti.
Un passaggio questo che darebbe a DeP uno slancio importante, che si rispecchierebbe così in un movimento nazionale e gli darebbe sicuramente un peso diverso nelle trattative locali.

Una serata quindi movimentata e piena di spunti, che spinge ulteriormente le varie anime del centrosinistra a correre verso il rush finale delle trattative.
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