Un pugno alla paura
Un pugno alla paura

Molfetta è riuscita a dare “un pugno alla paura”

Concluso con successo il primo corso di autodifesa organizzato dall’Associazione Junreikan e dall’Amministrazione comunale

Grande entusiasmo e partecipazione da parte delle 40 donne molfettesi dai 14 anni ai 60 anni che hanno preso parte al progetto "Dai un pugno alla paura", promosso dall'Associazione Junreikan, realizzato in collaborazione con l'Ufficio Città Sane del Comune di Molfetta e patrocinato dalla Rete Nazionale Città Sane, e la partecipazione dell'Associazione Pandora e del Csain.

A conclusione del progetto possiamo dire che le aspettative della presentazione non sono state assolutamente deluse, anzi, il progetto è riuscito, riuscitissimo. Conferma viene dalle dirette interessate Maria Pepe del gruppo over 30 anni e Lucrezia Catanzaro delle under 30, al termine del progetto che con molta passione ed entusiasmo dicono: «dopo questo corso, siamo più consapevoli di riuscire a fare cose che prima nemmeno avremmo immaginato. Si è trattato di nozioni base e fondamentali per acquisire consapevolezza di potersi difendere anche da sole in caso di pericolo, basta mantenere la calma, ragionare con un po' di lucidità e se occorre utilizzare la forza fisica».

Non hanno dubbi nel consigliare questo corso, Maria puntualizza «a mio avviso, si dovrebbero coinvolgere anche gli uomini, perché non siamo solo noi donne a doverci difendere, acquisire questa coscienza ed anche queste piccole nozioni può servire ad essere un pochino tutti più sicuri ».

Lucrezia dalla sua giovane età aggiunge: «io lo consiglierei soprattutto alle ragazze della mia età, forse perché non si ha la consapevolezza che il pericolo è ovunque. Loro sono più orientate "al tanto a me non può succedere e non succederà mai", invece, i fatti di cronaca raccontano altro».

"Dai un pugno alla paura" è stato sì un corso di autodifesa, ma anche «un modo per creare un fortissimo spirito di collaborazione, anche fra persone che non si conoscevano, perché avevano tutte lo stesso interesse forte per questo progetto», lo dice con una punta di orgoglio e di soddisfazione la presidente dell'Associazione Junreikan, Valeria Ciccolella, che ricorda «questo progetto nasce da un moto di rabbia per l'ennesimo femminicidio, per questo ho pensato: basta parlare facciamo i fatti, poi ho incontrato l'attenzione da parte dell'amministrazione e dell'assessore Ottavio Balducci, che hanno compreso appieno la finalità di questo corso».

E' la stessa Valeria Ciccolella a dirci che «è stato un corso completo perché dalla teoria si è passati anche alla pratica, si partiva da casi reali e poi il maestro Luigi spiegava le varie tecniche di difesa più consone, sfruttando la forza dell'avversario a proprio favore. In queste 10 lezioni importante è stata la presenza del supporto della psicoterapeuta, Antonella Zotti, che ha indicato alle partecipanti i principali metodi di gestione della paura. L'ultima lezione è stata dedicata all'equilibrio corpo-mente con lo yoga».
E conclude: «quello che hanno imparato è innanzitutto la prevenzione, evitando la situazione di rischio, poi quando proprio è indispensabile si ricorre alla difesa personale, non solo nell'aggressione fisica, ma anche quella verbale».

Dal canto della sua trentennale esperienza nell'ambito delle arti marziali e di difesa personale, il maestro Luigi Silverstri, ci tiene a precisare «si tratta di un corso introduttivo dove sono state fornite le basi sulle quali poi costruire in un corso successivo un approccio più diretto all'autodifesa, che non si improvvisa in poche lezioni. Ciò di cui sono soddisfatto è che le signore hanno scoperto cose che non sapevano sulle arti marziali, riferendomi, in particolare all'aspetto salutare, hanno visto che praticando un certo tipo di esercizi, di respirazione, di postura, ne traevano beneficio, si sono appassionate maggiormente a questa disciplina e non è detto che alcune di loro non proseguano in questo percorso intrapreso».

Soddisfatto dell'ottima riuscita dell'iniziativa anche l'assessore alla socialità, Ottavio Balducci: «questo progetto "Dai un pugno alla paura" si è concluso con il massimo risultato auspicato dalla nostra amministrazione: con un piccolo investimento siamo riusciti ad ottenere la partecipazione numerosa e costante di nostre concittadine che hanno approcciato il tema della violenza sulle donne in modo nuovo basato sulla prevenzione e sull'autoconsapevolezza. Hanno appreso, anche divertendosi, che è possibile opporsi non solo alla violenza fisica ma ad ogni forma di violenza di genere grazie ad una maggiore convinzione di avere i mezzi per potercela fare.

Tutto questo è stato possibile grazie al maestro Luigi Silvestri ed alla sua equipe che con la loro alta specializzazione hanno saputo motivare e ad entusiasmare le partecipanti. Questo ci incoraggia a ripetere prossimamente l'iniziativa magari con un maggior coinvolgimento delle più giovani».
  • violenza sulle donne
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