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Mastropasqua, «Il lavoro non si celebra soltanto. Si misura, si difende, si crea»

Il gruppo giovani della coalizione Mastropasqua ha chiesto con forza al candidato sindaco di assumersi un impegno chiaro e concreto nei confronti della loro generazione

Nel giorno della Festa dei Lavoratori Pietro Mastropasqua sceglie di parlare di lavoro in modo diverso: non con un elenco di promesse, ma con una proposta precisa per capire se le decisioni del Comune aiutino oppure ostacolino chi lavora, chi cerca lavoro e chi rischia di dover andare via da Molfetta.

«Il lavoro non è una parola da comizio. È la linea che separa la dignità dalla rinuncia,
la possibilità di restare dalla necessità di partire. Pertanto, il Maggio non può ridursi ad una ricorrenza: deve diventare un impegno amministrativo concreto», afferma Mastropasqua.

La proposta è introdurre a Molfetta un "Test Lavoro e Giovani", ispirato allo Youth Test sviluppato dall'Università Luiss "Guido Carli", secondo il quale ogni politica viene valutata

anche in base all'impatto che produce sulle nuove generazioni e sulle loro opportunità. «Lo Youth Test, noto come "Valutazione di impatto generazionale" (VIG), funziona come una sorta di tagliando applicato agli atti amministrativi» spiegano i ragazzi del gruppo di studio
che ha lavorato a fianco del candidato per adattare questo strumento alla realtà molfettese.

Significa che ogni decisione importante del Comune – dalle opere pubbliche ai servizi, dal porto alle politiche sociali – dovrà rispondere a una domanda altrettanto semplice: quali sono le ricadute sul lavoro, sulle opportunità, sulla vita dei giovani molfettesi?

"Nulla come prima" vuol dire anche questo: un Comune che non decide ad occhi chiusi, ma che si obbliga a misurare le conseguenze delle proprie scelte sul futuro di chi oggi studia, cerca lavoro, apre un'attività o pensa di andare via.

«A Molfetta c'è bisogno di una politica che smetta di parlare di lavoro solo durante le campagne elettorali o nelle emergenze. Ogni atto importante del Comune – sottolineano i giovani del gruppo di studio della coalizione che ha chiesto a Mastropasqua di impegnarsi pubblicamente su questo tema – dovrebbe essere letto anche attraverso una domanda precisa: che effetto avrà sui giovani, sul lavoro, sulle occasioni che questa città riesce a generare?». Nel progetto di Mastropasqua questo approccio non resterà teorico. Verrà collegato ai grandi assi già al centro della candidatura: il porto e il mare come motore di sviluppo, l'acqua per l'agricoltura come tutela di un settore chiave, la città quotidiana – strade, servizi, commercio, barriere architettoniche – come condizione concreta per vivere e lavorare a Molfetta.

Il punto politico è netto: non basta annunciare opere o fondi. Occorre capire come verranno valutati gli effetti reali di quelle scelte.

«Io voglio che Molfetta cominci da qui: da un Comune che non si limita a decidere, ma che si obbliga a verificare le conseguenze delle proprie decisioni. Questa spinta è arrivata con forza dal gruppo di studio dei più giovani, con il loro spirito intransigente ed esigente, e l'ho fatta mia fino in fondo» prosegue Mastropasqua. «È questo il significato più serio del Maggio: non retorica sul lavoro, ma responsabilità pubblica sul lavoro».

"Nulla come prima" vuol dire anche questo: che a Molfetta il lavoro torni a essere una misura concreta dell'azione pubblica. Vuol dire smettere di navigare a vista. Vuol dire giudicare il Comune non per ciò che annuncia, ma per ciò che produce. «Il lavoro si difende creando condizioni, strumenti, tempi certi e scelte che sappiano essere valutate da tutti».

Nel giorno in cui l'Italia celebra il lavoro, la proposta di Mastropasqua per Molfetta è quindi semplice ed innovativa al contempo: fare in modo che ogni decisione comunale importante espliciti chiaramente se sta favorendo o no il futuro lavorativo della città, soprattutto per le nuove generazioni.
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