Salvate dal WWF, cinque tartarughe tornano in Adriatico
Salvate dal WWF, cinque tartarughe tornano in Adriatico

Il centro tartarughe di Molfetta non chiuderà. Ma fino a quando?

A Bisceglie il centro più grande del Mediterraneo. A Giovinazzo fondi per aprirne uno nuovo

«Il centro di Molfetta non sarà chiuso». Ad affermarlo l'avvocato Nicolò Carnimeo, delegato regionale WWF.
A spiegare le ragioni, lo stesso Carnimeo che ha sottolineato «l'egregio lavoro di recupero compiuto in questi anni dalla marineria locale», che «ha fatto lievitare esponenzialmente il numero degli esemplari recuperati. In questo tratto dell'Adriatico siamo ormai a cifre da record», lodando notevolmente anche l'operato dei pescherecci e dei marinai molfettesi.

Tuttavia, viene da chiedersi: ma fino a quando?

A Bisceglie, infatti, subito dopo l'estate partiranno i lavori per la realizzazione della nuova struttura che sarà la più grande del Mediterraneo e super all'avanguardia: sala di accoglienza, pronto soccorso, sala operatoria, sala vasche, laboratorio chimico, sala autoptica, unità didattica e servizi vedranno la luce nell'ex immobile La Sirenella, dissequestrato.

Anche a Giovinazzo la situazione appare in divenire visto che sono stati stanziati fondi che consentiranno l'apertura di un nuovo centro di recupero.

Dunque, che fine farà il centro molfettese? Il funzionamento dovrebbe essere garantito fino all'apertura di quello nella città del Dolmen, poi i battenti potrebbero essere chiusi visto che anche il plesso scolastico "G.Cozzoli" ha chiesto al restituzione dei vani che ospitano il centro in Via Berlinguer.

Per la città si profila così un'altra grave perdita. Il centro negli ultimi anni si era sempre contraddistinto e che aveva più volte richiamato l'attenzione dei media nazionale per la sua efficienza e prontezza negli interventi e nella salvezza degli esemplari.



  • Centro recupero tartarughe
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