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Da Molfetta alla Ferrari, la storia di Vincenzo Rotondella

Il racconto del suo viaggio dal Politecnico di Bari a Maranello

Lasciare la propria città, la propria famiglia e in generale le proprie radici è sempre difficile ma a volte inevitabile. Per inseguire un sogno, per seguire il proprio percorso di formazione o a volte per semplice necessità. Per fortuna, a fare da contrappeso a una realtà sempre più presente nel Sud Italia e nella città di Molfetta, ci sono storie che raccontano di ragazzi che hanno salutato la propria patria per avere successo altrove, spesso in modi nemmeno immaginabili al momento dei loro primi saluti a casa.

Un esempio calzante in questo senso è quello di Vincenzo Rotondella, un ragazzo molfettese che ha trovato la propria via lontano dalla Puglia ma portando sempre in alto quei valori di impegno, determinazione e tenacia che caratterizzano quanti hanno il coraggio di fare questa scelta radicale nella propria vita. Vincenzo si è laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Bari nel 2010, prima di trasferirsi a Modena per studiare presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha scelto il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria del Veicolo nel dipartimento intitolato ovviamente alla memoria di Enzo Ferrari.

Nel 2013 ha completato il suo percorso universitario, con una tesi che l'ha visto per la prima volta in collaborazione proprio con la casa automobilistica di Maranello, riguardante studi e simulazioni su vetture Ferrari GT. Questa è diventata la sua strada, con un dottorato di ricerca presso il laboratorio MilleChili che l'ha visto ancora operativo con la Ferrari in merito a tematiche strutturali. Così facendo, arriva il suo ingresso nel settore NVH (Noise, Vibration, Harshnes) che riguarda la confortevolezza del veicolo in relazione a parametri come la rumorosità del veicolo durante la marcia e le vibrazioni percepite dal guidatore. Partendo da uno stage formativo, ha raggiunto il ruolo di responsabile della delibera virtuale NVH delle vetture Ferrari GT, ruolo che ricopre tutt'ora.

Vincenzo è entusiasta del suo percorso e non dimentica naturalmente la sua Molfetta: «Una volta al mese torno a casa perché resto molto legato alle mie origini. Non posso che essere contento di aver fatto la scelta di trasferirmi a Modena perché purtroppo restando nel Meridione non avrei avuto le stesse opportunità, soprattutto perché mancano realtà aziendali così forti in questo settore. Ho fatto una scelta difficile ma che mi ha portato a fare esperienze importanti che mi hanno reso ciò che sono oggi, dandomi anche ulteriori margini di crescita in proiezione futura». Insomma, Vincenzo rappresenta al meglio l'orgoglio molfettese che trova la via del successo vedendo premiate le sue qualità anche se lontano da casa, ma con il cuore sempre qui.
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