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Speciale
Adriano Nappi (Obiettivo Molfetta): «Il mio impegno per una città inclusiva»
L'intervista al candidato al consiglio comunale nella lista "Obiettivo Molfetta" a sostegno di Mastropasqua
Molfetta - mercoledì 29 aprile 2026
11.03 Comunicato Stampa
«Molti mi chiedono perché ho deciso di candidarmi. "Scendo in campo", come dicono quelli bravi, perché penso che sia il momento giusto», così si presenta Adriano Nappi, il candidato al consiglio comunale nella lista "Obiettivo Molfetta" a sostegno di Pietro Mastropasqua.
Al di fuori della mia professione, ho maturato tantissima esperienza nell'associazionismo, prima nei tanti anni di scoutismo e poi con partecipazione attiva sul territorio.
In questi anni sono stato promotore di iniziative sociali e benefiche realizzati nella nostra città: penso, uno su tutti, al festival "Molfetta All Inclusive". Progetti che hanno come obiettivo promuovere l'inclusione sociale, in tutte le sue forme e colori.
E' proprio da quest'esperienza che nasce la mia scelta di candidarmi per la prima volta al consiglio comunale».
Sono fermamente convinto che la mia generazione abbia l'onore e l'onere di consegnare alle generazioni future una Molfetta migliore. Nella speranza che anche loro possano rispettare la nostra città come la rispettiamo noi».
Ecco, penso che proprio dal buono della nostra città bisogna ripartire: dal punto di vista commerciale, turistico ed economico Molfetta ha tutto per tornare ad essere una vera e propria capitale del nord barese.
Penso al patrimonio culturale e turistico inespresso e mai totalmente valorizzato: da confratello mi permetterete una sottolineatura sui Riti quaresimali che considero un patrimonio immateriale cittadino di valore inestimabile.
Dal punto di vista economico la priorità sarà il completamento della grande opera del porto commerciale che dovrà dare nuova linfa al tessuto economico. Senza dimenticare il grandissimo potenziale di imprese attive sul nostro territorio che non possono essere dimenticate e abbandonate, ma al contrario aiutate e supportate.
Va ricostruito un equilibrio e un sostegno vicendevole tra negozi di prossimità presenti nel centro cittadino e la grande distribuzione attiva nella zona Asi: dobbiamo far sì che entrambe possano viaggiare in parallelo supportandosi a vicenda.
Molfetta ha un tesoro incredibile che andrebbe ancora di più valorizzato: il grandissimo ventaglio di associazioni e volontari che ogni giorno alimentano di buone pratiche il tessuto sociale cittadino.
Lo fanno perché spinti da un grande senso civico, si prendono cura dei bisogni dei più fragili, lontano dalle luci della ribalta; lo fanno con grande amore e con spirito solidaristico unico. Già in questi anni è stato svolto un grande lavoro sul tema.
A mio modesto parere si può ulteriormente accelerare: mettere le energie a fattor comune, creando un esempio virtuoso di collaborazione tra il tessuto associativo, il terzo settore, le attività produttive e la comunità locale.
Nella mia vita ho avuto al mio fianco una persona che mi ha insegnato che le barriere e gli handicap fisici possono essere superati dal talento. Nulla e nessuno può impedire ad un talento di esplodere.
Il mio augurio per Molfetta è proprio questo: che possa far esaltare i talenti presenti nella propria città, spesso nascosti e inascoltati. Quei talenti emarginati e declassati come ultimi dagli stereotipi e pregiudizi del contesto sociale in cui viviamo».
Servono competenza e conoscenza della macchina organizzativa. Occorre qualcuno che sappia dare la giusta direzione al percorso politico e amministrativo che la nostra città si appresta a vivere nei prossimi anni.
Un tema su tutti: la sicurezza. I giovani e giovanissimi che vivono in città devono sentirsi più sicuri. Si dovrà lavorare su maggiori presidi di forze dell'ordine, ottimizzazione dell'illuminazione pubblica, maggiore manutenzione stradale, e partecipazione attiva da parte dei cittadini».
Abbiamo fatto tanta strada insieme nella nostra esperienza giovanile nell'Agesci; abbiamo condiviso tantissimi momenti di vita reale insieme. Ora è arrivato il momento di affrontare una nuova sfida insieme. Con coraggio e determinazione. Di rimettere la politica a servizio dei cittadini».
LA PRESENTAZIONE
«Ho 45 anni e sono nato e cresciuto a Molfetta. Ogni giorno mi occupo dei bisogni delle persone, di cogliere le loro esigenze e necessità per tramutarle in servizi e opportunità. Anche questo penso che sia fare politica; la politica vera, quella di tutti i giorni.Al di fuori della mia professione, ho maturato tantissima esperienza nell'associazionismo, prima nei tanti anni di scoutismo e poi con partecipazione attiva sul territorio.
In questi anni sono stato promotore di iniziative sociali e benefiche realizzati nella nostra città: penso, uno su tutti, al festival "Molfetta All Inclusive". Progetti che hanno come obiettivo promuovere l'inclusione sociale, in tutte le sue forme e colori.
E' proprio da quest'esperienza che nasce la mia scelta di candidarmi per la prima volta al consiglio comunale».
MOTIVAZIONI DELLA CANDIDATURA
«Se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, c'è bisogno di impegnarsi in prima persona, senza aspettare che sia quello seduto accanto a noi a fare il primo passo. Ecco. Mi candido prima di tutto per mia figlia Sara, di 9 anni.Sono fermamente convinto che la mia generazione abbia l'onore e l'onere di consegnare alle generazioni future una Molfetta migliore. Nella speranza che anche loro possano rispettare la nostra città come la rispettiamo noi».
UNO SGUARDO SU MOLFETTA
«Molfetta è una città speciale che spesso denigriamo e trattiamo male. Tutti noi dovremmo impegnarci un po' di più ad amarla e a considerarla una città importante; valorizzarne i punti di forza piuttosto che continuamente sottolineare i problemi e le cose che non vanno.Ecco, penso che proprio dal buono della nostra città bisogna ripartire: dal punto di vista commerciale, turistico ed economico Molfetta ha tutto per tornare ad essere una vera e propria capitale del nord barese.
Penso al patrimonio culturale e turistico inespresso e mai totalmente valorizzato: da confratello mi permetterete una sottolineatura sui Riti quaresimali che considero un patrimonio immateriale cittadino di valore inestimabile.
Dal punto di vista economico la priorità sarà il completamento della grande opera del porto commerciale che dovrà dare nuova linfa al tessuto economico. Senza dimenticare il grandissimo potenziale di imprese attive sul nostro territorio che non possono essere dimenticate e abbandonate, ma al contrario aiutate e supportate.
Va ricostruito un equilibrio e un sostegno vicendevole tra negozi di prossimità presenti nel centro cittadino e la grande distribuzione attiva nella zona Asi: dobbiamo far sì che entrambe possano viaggiare in parallelo supportandosi a vicenda.
Molfetta ha un tesoro incredibile che andrebbe ancora di più valorizzato: il grandissimo ventaglio di associazioni e volontari che ogni giorno alimentano di buone pratiche il tessuto sociale cittadino.
Lo fanno perché spinti da un grande senso civico, si prendono cura dei bisogni dei più fragili, lontano dalle luci della ribalta; lo fanno con grande amore e con spirito solidaristico unico. Già in questi anni è stato svolto un grande lavoro sul tema.
A mio modesto parere si può ulteriormente accelerare: mettere le energie a fattor comune, creando un esempio virtuoso di collaborazione tra il tessuto associativo, il terzo settore, le attività produttive e la comunità locale.
Nella mia vita ho avuto al mio fianco una persona che mi ha insegnato che le barriere e gli handicap fisici possono essere superati dal talento. Nulla e nessuno può impedire ad un talento di esplodere.
Il mio augurio per Molfetta è proprio questo: che possa far esaltare i talenti presenti nella propria città, spesso nascosti e inascoltati. Quei talenti emarginati e declassati come ultimi dagli stereotipi e pregiudizi del contesto sociale in cui viviamo».
MOLFETTA 2030
«C'è la corsa da parte di tutti al cambiamento: ma siamo certi che il solo cambiamento è sinonimo di miglioramento? Molfetta ha bisogno di essere affidata a persone capaci e preparate; essere delle brave persone è ovviamente importante e basilare, ma non basta.Servono competenza e conoscenza della macchina organizzativa. Occorre qualcuno che sappia dare la giusta direzione al percorso politico e amministrativo che la nostra città si appresta a vivere nei prossimi anni.
Un tema su tutti: la sicurezza. I giovani e giovanissimi che vivono in città devono sentirsi più sicuri. Si dovrà lavorare su maggiori presidi di forze dell'ordine, ottimizzazione dell'illuminazione pubblica, maggiore manutenzione stradale, e partecipazione attiva da parte dei cittadini».
SOSTEGNO A PIETRO MASTROPASQUA SINDACO
«Credo nel valore delle parole dette a bassa voce piuttosto che le urla e i pugni sui tavoli. E per questo che sono sicuro che Pietro Mastropasqua sia il miglior sindaco possibile che la nostra città si possa regalare. Dal punto di vista umano e dal punto di vista professionale.Abbiamo fatto tanta strada insieme nella nostra esperienza giovanile nell'Agesci; abbiamo condiviso tantissimi momenti di vita reale insieme. Ora è arrivato il momento di affrontare una nuova sfida insieme. Con coraggio e determinazione. Di rimettere la politica a servizio dei cittadini».



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