I tre fori rinvenuti in via Madre Teresa di Calcutta
I tre fori rinvenuti in via Madre Teresa di Calcutta
Cronaca

«A Molfetta si spara in pieno giorno». La notizia diffusa dal Liberatorio

Tre fori sono rimasti sui vetri di un portone di via Madre Teresa di Calcutta

«La notizia non è stata riportata da nessun organo di stampa, né diramata da qualche comunicato stampa dalle forze dell'ordine, eppure gli abitanti in via Madre Teresa di Calcutta, hanno vissuto attimi di paura e ancora temono per altri episodi di rappresaglia».

«Martedì 19 febbraio, alle ore 15.30 circa - si legge in una nota diffusa dal Liberatorio Politico - due individui, su una moto, hanno esploso tre colpi d'arma da fuoco sui vetri di un portone condominiale. Nel silenzio pomeridiano le esplosioni si sono sentite nitidamente e i tre fori rimasti sui vetri sono la prova che l'arma usata non era "un giocattolo"».

«Sicuramente un avvertimento, o un atto intimidatorio, nei confronti di qualche pregiudicato o abitante di quella palazzina popolare - è l'ipotesi del movimento di Matteo d'Ingeo -. I colpi sono stati esplosi ad altezza d'uomo e per fortuna in quel momento non transitava nessuno». I Carabinieri della locale Compagnia, che hanno ricevuto la segnalazione alla centrale operativa del 112, indagano sull'accaduto.
3 fotoIl portone crivellato di colpi di pistola
Il portone crivellato di colpi di pistolaIl portone crivellato di colpi di pistolaIl portone crivellato di colpi di pistola
«Questo episodio - scrive il Liberatorio Politico - richiama l'esplosione avvenuta il 14 gennaio scorso, quando una bomba ha distrutto un'autovettura in via San Francesco d'Assisi, alla stessa ora del pomeriggio e anche in quel caso gli attentatori si sono mossi in due su di una moto. Probabilmente le motivazioni che sono a monte dei due atti intimidatori sono diverse come anche i destinatari».

«È preoccupante che in questa città, in pieno giorno - si legge -, possano avvenire simili atti con il rischio di coinvolgere cittadini ignari e potenziali vittime innocenti di atti criminali. Negli anni '90, quando "le famiglie" malavitose molfettesi avevano stretto un patto per il controllo dei quartieri dove si spacciava droga, le sparatorie e gli atti dinamitardi erano necessari quando qualcuno sconfinava nel territorio altrui. Invece oggi cosa c'è dietro questi fatti?».

«I soliti screzi personali, fatti passionali? Oppure - termina - siamo tornati ai vecchi tempi con le nuove generazioni (molto pericolose) alla ricerca di ribalta e affermazione nell'ambito dei nuovi assetti organizzativi delle nostre "famiglie" per il controllo dello spaccio della droga e di molteplici attività illecite?».
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