L'operazione della Guardia Costiera
L'operazione della Guardia Costiera
Cronaca

Disastro ambientale a Molfetta: 72 indagati, sequestri per 150 milioni di euro

I numeri dell'operazione che ha riguardato Asi, Comune e Città Metropolitana: disposto il sequestro preventivo di 17 aziende e di 11 pozzi

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, sulla base delle indagini eseguite avvalendosi del Nucleo Speciale d'Intervento del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha iscritto nel registro degli indagati 72 soggetti tra persone fisiche e giuridiche anche per disastro ambientale colposo consistente nell'inquinamento chimico e nell'alterazione fisica delle acque sotterranee di falda nell'intero comprensorio ASI del Comune di Molfetta (che è di proprietà ed è gestito dal Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale di Bari e dalla società "A.S.I. spa") e per scarico illecito di reflui industriali.

Tra gli indagati figurano anche dirigenti e funzionari del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale di Bari, del Settore Ambiente della Città Metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta oltre a numerosi titolari di imprese aventi sedi legali sia in Molfetta, sia in altre regioni del territorio nazionale.

In relazione ai fatti contestati, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l'emissione di molteplici misure cautelari reali, che sono oggi sono in corso di esecuzione in diverse località del territorio nazionale, tra cui Molfetta e molti altri Comuni italiani ove hanno sede legale alcune importanti imprese coinvolte. I provvedimenti cautelari in corso di esecuzione riguardano, in particolare:
  1. Il sequestro preventivo di 17 aziende, anche industriali, ubicate all'interno del comprensorio ASI di Molfetta, con contestuale sottoposizione ad amministrazione giudiziaria;
  2. Il sequestro parziale di ulteriori 5 aziende;
  3. Il sequestro preventivo di 11 sistemi di pozzi disperdenti utilizzati dal Consorzio ASI di Bari, che secondo l'ipotesi accusatoria sono funzionali all'inquinamento: in particolare 10 di essi immettono in modo abusivo e diretto gli inquinanti all'interno delle acque di falda e nel sottosuolo, con conseguente compromissione significativa dell'equilibrio ambientale.
Contestualmente, avendo la Procura di Trani avanzato richiesta di applicazione di misure cautelari personali, sia coercitive sia interdittive, nei confronti di dirigenti e funzionari del Consorzio ASI di Bari e della Città Metropolitana di Bari e richiesta di commissariamento giudiziale (in luogo dell'interdizione all'esercizio dell'attività) del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale di Bari e della società "ASI S.p.A." per illeciti amministrativi dipendenti da reato, il Tribunale di Trani sezione G.I.P. ha disposto:
  1. La notifica dell'invito a rendere interrogatorio preventivo innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari per le persone fisiche coinvolte;
  2. La notifica del Decreto di fissazione dell'udienza onde decidere sulla richiesta di misura interdittiva/commissariamento dell'ente.
Complessivamente, il valore dei beni sottoposti a sequestro e ad amministrazione giudiziaria e in ordine ai quali la Autorità Giudiziaria dovrà decidere sull'imposizione del commissariamento giudiziale ammonta a circa 150 milioni di euro.

L'operazione in corso, denominata "Ground-Water" vede impegnato il personale del Nucleo Speciale d'Intervento della Guardia Costiera, della Direzione Marittima di Bari e di altri Comandi territoriali, con l'impiego di circa 100 militari della Guardia Costiera del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Le indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Trani al Nucleo Speciale d'Intervento della Guardia Costiera si sono rilevate estremamente complesse anche sotto il profilo tecnico/scientifico, ed hanno ottenuto il contributo anche di diversi consulenti tecnici (ingegneri, chimici e geologi) e di circa 150 militari della Guardia Costiera provenienti dalla Direzione Marittima di Bari e da ulteriori Comandi territoriali. Grazie a tutte le professionalità messe in campo, si è ricostruito dettagliatamente il sistema illecito che ha determinato il disastro ambientale contestato, operando anche con particolari tecniche di videoispezione che hanno consentito di accertare e documentare direttamente la falda acquifera.

In particolare, è emerso che le aziende oggi sottoposte a sequestro scaricano abusivamente, all'interno della rete fognaria di proprietà del Consorzio ASI, i reflui contenenti sostanze e metalli inquinanti in concentrazioni molto apprezzabili; il Consorzio ASI di Bari, a sua volta, consente tali immissioni senza operare adeguati controlli e senza monitorare la qualità dei reflui assunti all'interno della propria rete fognaria, ove confluiscono le acque meteoriche e di dilavamento delle strade e di tutte le superfici scolati presenti all'interno del comprensorio ASI di Molfetta e contaminate dalle sostanze inquinanti ivi presenti.

Infine, lo stesso Consorzio ASI di Bari scarica abusivamente tutti i reflui e le acque all'interno di 10 sistemi disperdenti, composti da una serie di pozzi scavati in profondità nel sottosuolo fino a raggiungere direttamente le acque di falda, in violazione dei divieti sanciti dalla normativa nazionale e regionale, ed in assenza di procedure di trattamento preventivo: in sostanza tutti gli inquinanti venivano immessi tal quali nelle acque sotterranee.

Il dato scientifico, che è emerso all'esito delle procedure di analisi delle acque di falda, ha consentito di acclarare la presenza di nichel, ferro, alluminio, manganese, piombo, cromo, zinco, cadmio, berillio, arsenico, tallio, stagno, ed inoltre di antimonio, vanadio, bario, rame, selenio e cobalto, quindi anche di sostanze pericolose e cancerogene, in concentrazioni molto elevate e, comunque, con valori superiori fino ad oltre diecimila volte rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione stabilite per legge.

Le conseguenze delle condotte illecite contestate risultano essere di particolare gravità, poiché l'inquinamento della falda acquifera non potrà essere eliminato, ma soltanto arginato adottando provvedimenti eccezionali i quali, quindi, possono essere finalizzati esclusivamente ad eliminare la sorgente primaria dell'inquinamento, considerato che ad oggi non si dispone di tecnologie idonee per la messa in sicurezza e la successiva bonifica delle matrici ambientali compromesse, in ragione sia della rilevanza dell'inquinamento e sia dell'estensione della compromissione, che si trasmette anche alle altre matrici ambientali con le quali le acque alterate entrano successivamente in contatto (suolo, sottosuolo e mare) ed alle quali vengono ceduti gli inquinanti.

Ulteriore tema emerso attiene al pericolo che l'immissione nell'acquifero di sostanze anche pericolose e cancerogene possa avere ulteriori conseguenze in ragione del fatto che l'acqua di falda è oggetto di emungimento da parte di soggetti privati ai fini irrigui e domestici
Elezioni Amministrative 2026
Candidati Sindaco
Candidati Consigliere
  • Capitaneria di Porto Molfetta
Altri contenuti a tema
Disastro ambientale e scarichi reflui: sequestri nell'area Asi di Molfetta Disastro ambientale e scarichi reflui: sequestri nell'area Asi di Molfetta Operazione della Guardia Costiera: gli indagati avrebbero prodotto inquinamento chimico e alterazione delle acque sotterranee e di falda
La Capitaneria di Porto di Molfetta onora Santa Barbara, protettrice della Marina Militare La Capitaneria di Porto di Molfetta onora Santa Barbara, protettrice della Marina Militare La missione primaria resta quella della salvaguardia della vita umana
La Capitaneria di Porto di Molfetta illumina la propria sede per ricordare i caduti di Marcinelle La Capitaneria di Porto di Molfetta illumina la propria sede per ricordare i caduti di Marcinelle Segno di memoria e riconoscenza per i 136 lavoratori italiani che persero la vita nella tragedia del 1956
Molfetta, nuove regole per la dispersione delle ceneri funebri in mare Molfetta, nuove regole per la dispersione delle ceneri funebri in mare Firmata l’ordinanza della Capitaneria di Porto
La Capitaneria di Porto di Molfetta omaggia Santa Barbara La Capitaneria di Porto di Molfetta omaggia Santa Barbara Si è svolta stamattina la cerimonia presso il Duomo di Molfetta
Scontro tra i due motopesca: interdetto lo specchio d'acqua dell'incidente Scontro tra i due motopesca: interdetto lo specchio d'acqua dell'incidente Proibita fino a nuovo ordine qualsiasi attività di balneazione, immersione e pesca
Il 20 settembre la cerimonia di avvicendamento al Comando della Capitaneria di Porto di Molfetta Il 20 settembre la cerimonia di avvicendamento al Comando della Capitaneria di Porto di Molfetta Il Capitano di Fregata Giulia Petruzzi passerà il testimone a Raffaele Muscariello
Residuati bellici rimossi dalla zona interdetta nei giorni scorsi Residuati bellici rimossi dalla zona interdetta nei giorni scorsi Torna la regolare balneazione nel tratto di costa antistante il "Poli"
© 2001-2026 MolfettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
MolfettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.