Distributori automatici
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Giulio Calvani (PD): «Basta distributori h24 senza controllo. Servono limiti e incentivi al commercio di vicinato»

La nota del candidato al consiglio comunale a sostegno di Manuel Minervini

«La proliferazione di distributori automatici aperti 24 ore su 24, a Molfetta, soprattutto nel centro cittadino, è ormai diventata un problema che incide sulle condizioni di vita di tantissime persone e che va affrontato subito, con gli strumenti che la legge mette a disposizione del Comune». Lo dichiara Giulio Calvani, candidato al Consiglio comunale di Molfetta nella lista del Partito Democratico, a sostegno di Manuel Minervini Sindaco.

«Non ho alcun pregiudizio nei confronti di questo tipo di attività economica e di chi investe nel settore – prosegue Calvani – ma i fatti ormai conclamati ci dicono che, dinnanzi all'inerzia degli ultimi anni, questi locali, aperti tutta la notte e privi di personale di controllo, diventano inevitabilmente punti di ritrovo per bivacchi, schiamazzi e abbandono di rifiuti. Chi vive soprattutto in centro, a ridosso di questi distributori, sa bene di cosa parlo: bottiglie e lattine sparse ovunque, gruppi di giovani che consumano alcolici fino a notte fonda, famiglie che non riescono a riposare per il costante disturbo alla quiete pubblica. In una città che, di fatto, non offre alcuna possibilità ai più giovani, questi distributori automatici (diffusi ormai praticamente in ogni isolato del centro cittadino) rappresentano spesso l'unica attrattiva per loro. E non è un problema solo molfettese. In tutta Italia i tribunali amministrativi stanno riconoscendo il diritto dei Comuni a intervenire per limitare la loro diffusione, proprio per queste ragioni».

«Anche dopo la liberalizzazione del commercio – spiega ancora Giulio Calvani –, la legge consente comunque ai Comuni di limitare gli orari e l'installazione di queste attività per motivi di tutela della salute, della quiete pubblica e del decoro urbano. Credo che a Molfetta sia giunto il momento di intervenire e di regolamentare queste attività, a maggior ragione ove si consideri che questi distributori sono collocati a ridosso del nostro centro storico, nel centro cittadino o a due passi dal lungomare, in realtà dove l'esigenza di proteggere il nostro patrimonio culturale, paesaggistico e architettonico deve essere prioritaria».

Per questo la proposta avanzata da Giulio Calvani è quella di agire utilizzando una doppia strategia: limiti e incentivi
«Da un lato – spiega – credo che occorra avere il coraggio di imporre limiti precisi: stop al funzionamento notturno di questi distributori senza alcun controllo nelle zone residenziali, divieto di vendita di alcolici in contenitori di vetro, nessun nuovo distributore senza il rispetto di rigorose condizioni. Dall'altro, dobbiamo usare la leva fiscale in modo intelligente: è giunto il momento in cui queste attività, per l'impatto negativo che hanno sul decoro urbano (col tappeto di rifiuti che, senza alcun controllo, producono ogni giorno e, soprattutto, ogni notte), paghino una TARI più alta, e, al contrario, è giusto introdurre sgravi e agevolazioni per le attività tradizionali, anche di somministrazione, che rappresentano un presidio di sicurezza urbana, creano relazioni sociali e occupano tantissimi lavoratori. Non è più possibile assistere ad attività storiche che chiudono i battenti perché a pochi passi si è aperto un distributore che fa una concorrenza spietata, potendo applicare prezzi molto più bassi agli stessi prodotti»

«Non è giusto – incalza Calvani – che un'attività senza personale in presenza, senza controllo, senza contributo reale alla vita del quartiere, possa godere di condizioni più favorevoli di un negozio tradizionale che paga dipendenti, paga le imposte, tiene aperto di giorno e garantisce vivibilità e sicurezza alla strada».

Per questo occorre avere una diversa visione della città.
«La scelta è chiara – conclude Calvani –, da una parte c'è chi pensa che il commercio possa essere lasciato deperire nelle condizioni in cui è ora, alla mercé di chiunque, senza regole. Dall'altra c'è chi, come noi, crede in una città vivibile, decorosa, frequentata, dove il commercio è fatto di relazioni e non di pulsantiere automatiche accese in mezzo al buio, 24 ore su 24. Ecco, il 24 e 25 maggio Molfetta è chiamata a scegliere anche su questo e può decidere da che parte stare. Noi stiamo con Manuel Minervini Sindaco e con il Partito Democratico, per una città da rilanciare sotto tutti i profili».

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