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Mastropasqua: «Porto, municipio intelligente e casa: il “piano Exprivia” per Molfetta»

Nell'hub ICT globale di Exprivia il candidato sindaco Mastropasqua lancia il civismo hi-tech: «Basta bandiere, servono competenze»

«Per amministrare una città come Molfetta non servono bandierine di partito, servono persone "perbene", pragmatiche e presenti nei luoghi dove si lavora e si vive la quotidianità». Davanti ad una platea di lavoratori e professionisti di Exprivia, Pietro Mastropasqua, candidato sindaco della coalizione "Nazionale Molfetta", ha scelto di ripartire da qui: pragmatismo, ascolto, distanza dai vecchi schemi di schieramento. Ha spiazzato tutti nel cuore pulsante dell'ICT internazionale con sede a Molfetta.

Dopo lo "scambio di vedute" con il President e CEO di Exprivia Domenico Favuzzi e Dante Altomare Vice President & Head of Public Sector, insieme ai candidati sindaci Minervini
e Logrieco, il confronto moderato da Davide De Palma si è spostato nella sala conferenze, dove i candidati sindaci hanno illustrato le diverse quanto significative differenze programmatiche.

«Ho deciso di candidarmi senza simboli di partito – ha scandito Pietro Mastropasqua – perché per asfaltare le strade, rafforzare i servizi sociali, sostenere le imprese, i lavoratori ed i professionisti non serve dire "destra" o "sinistra": servono persone che si assumono la responsabilità di risolvere problemi concreti, servono competenze».

Al modello del sindaco-burocrate, chiuso negli uffici «a fare il direttore generale», Mastropasqua contrappone l'idea di un primo cittadino «in mezzo agli operai, ai consulenti, ai commercianti, alle famiglie», capace di ascoltare e riportare le istanze dentro la macchina comunale.

Nel confronto ospitato da Exprivia, il candidato ha riassunto il suo programma in cinque assi.

Il primo è l'"acqua": il rapporto di Molfetta con il mare e con il porto. «Molfetta è il suo porto e il porto è Molfetta – ha ribadito –. Porto commerciale, porto peschereccio e approdo turistico devono diventare il motore dell'economia cittadina». Obiettivo: completare i lavori del porto commerciale e di quello peschereccio, trasformare gli attuali punti di ormeggio in un vero approdo turistico con servizi e riconvertire una porzione dell'area portuale in "area bianca" per

l'arrivo di piccole navi passeggeri, legate ad un turismo "alto spendente", capace di generare ricadute su commercio ed occupazione.

Secondo asse, il "quartiere produttivo" della zona industriale e della zona PIP. «Qui – ha ricordato Mastropasqua – le imprese versano oltre un milione di euro l'anno di Imu e cifre importanti di Tari, ma il ritorno in servizi è quasi nullo: strade dissestate, marciapiedi inesistenti, pulizia e sicurezza insufficienti». La proposta è istituire un capitolo di spesa vincolato alla manutenzione e al decoro dell'area e attivare un presidio stabile di Polizia locale, orientando una parte degli 80 agenti alla tutela di chi entra ed esce ogni giorno dal quartiere produttivo,

«meno multe a chi lavora, più controllo contro furti e degrado».

Di fronte agli addetti ai lavori dell'ICT, Mastropasqua ha insistito anche sul "municipio intelligente": un Comune davvero digitale, dove pratiche e autorizzazioni viaggino online e non più in cartelline portate a mano da un ufficio all'altro. «Più digitale significa più trasparenza e meno burocrazia – ha detto –. È una questione di rispetto per il tempo di cittadini, imprese e professionisti».

Infine, il tema della casa e delle fragilità sociali: l'impegno è utilizzare le risorse disponibili per realizzare circa 50 nuovi alloggi tra edilizia popolare e housing sociale, «una prima risposta concreta a chi oggi vive in condizioni precarie o in occupazioni di necessità».

Ogni nuovo appartamento, ha spiegato, «vuol dire liberare alloggi comunali e rimettere in moto le graduatorie, senza dimenticare famiglie monoreddito e lavoratori che non riescono ad accedere al mercato privato».

Alla domanda sui primi 100 giorni, Mastropasqua ha indicato due segnali immediati: l'istituzione di un ufficio porto per coordinare tutte le procedure legate allo scalo ed un intervento incisivo sulle barriere architettoniche partendo dal centro storico. «Non è solo un'opera tecnica – ha concluso – ma un modo per dire subito che al centro della prossima amministrazione ci saranno le persone, a partire da quelle più fragili».

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