
Speciale
Commercio di prossimità, distretto urbano e rigenerazione: Demos propone un nuovo ecosistema urbano
«Dove c'è commercio vivo ci sono relazioni, sicurezza, illuminazione, cura, incontro, lavoro, comunità»
Molfetta - giovedì 14 maggio 2026
11.28 Comunicato Stampa
Una città si rigenera quando ritrova una visione, quando mette in relazione commercio, cultura, socialità, mobilità, spazi pubblici, turismo e qualità della vita. Per questo DEMOS Molfetta propone una nuova stagione per il commercio di prossimità e per il Distretto Urbano del Commercio, partendo dal cuore della città: il cuore del commercio di prossimità cittadino, rappresentato dai suoi luoghi identitarii, economici e relazionali, deve tornare a essere protagonista della vita cittadina.
«Il Distretto Urbano del Commercio non può essere un contenitore formale né uno strumento gestito dall'alto. Deve diventare una vera Agenzia di sviluppo dell'economia urbana di prossimità, capace di mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, associazioni di categoria, commercianti, residenti, realtà culturali, terzo settore, professionisti e cittadinanza attiva.
Il modello a cui guardare non è quello dei grandi eventi calati sulla città per poche ore, ma quello di una rigenerazione quotidiana, stabile e riconoscibile.
Eventi come Molfest o Battiti Live possono certamente produrre visibilità e movimento temporaneo, ma non possono esaurire una strategia di sviluppo urbano. Se, rispetto all'investimento pubblico e organizzativo profuso, non lasciano benefici strutturali, non rafforzano le attività commerciali, non generano continuità, non migliorano la qualità degli spazi e non costruiscono relazioni durature, rischiano di diventare parentesi spettacolari senza reale impatto sul futuro del centro cittadino.
Questo significa programmare iniziative diffuse, coordinate e coerenti: piccoli e medi eventi di qualità, percorsi culturali, mercati tematici, attività per famiglie, appuntamenti musicali, promozioni di distretto, esperienze enogastronomiche, azioni di prossimità sociale, progetti con le scuole, occasioni di incontro tra generazioni, valorizzazione delle produzioni locali e dei mestieri urbani.
Il futuro del nostro ecosistema di prossimità non può essere affidato alla sola buona volontà dei singoli esercenti ed alla loro capacità di resilienza. Serve una regia pubblica trasparente, partecipata e competente. Serve un DUC più forte, riperimetrato, operativo, fondato sui dati, capace di leggere i flussi, programmare interventi, promuovere le attività e sostenere chi ogni giorno tiene aperte le saracinesche, presidia le strade e contribuisce alla sicurezza urbana.
DEMOS propone:
– la riqualificazione materiale e immateriale del quadrilatero del commercio;
– la trasformazione del DUC in Agenzia di sviluppo dell'economia urbana di prossimità;
– una governance realmente partecipata, non monopolizzata e non costruita sulla divisione tra associazioni;
– l'unione dei palinsesti di animazione territoriale tra commercio, cultura, turismo e socialità;
– una programmazione destagionalizzata di iniziative diffuse in strade e piazze;
– l'introduzione di manager di strada o di sub-area urbana;
– la revisione partecipata del Piano dei Dehors;
– interventi su accessibilità, parcheggi, verde, arredo urbano, illuminazione, sicurezza e decoro;
– la valorizzazione dei locali sfitti e del patrimonio immobiliare esistente;
– strumenti digitali e promozionali comuni per gli operatori;
– il collegamento strategico tra centro, porto, mare e percorsi turistico-culturali.
Il commercio di prossimità non è nostalgia. È una infrastruttura sociale. Dove c'è commercio vivo ci sono relazioni, sicurezza, illuminazione, cura, incontro, lavoro, comunità.
Per questo il centro di Molfetta deve diventare il fulcro di una nuova politica urbana: non un centro da attraversare, ma un luogo da vivere; non una somma di negozi isolati, ma una rete di attività, spazi, piazze, servizi e relazioni. Rigenerare il commercio significa rigenerare la città.
DEMOS Molfetta sceglie questa strada: una città che non divide ma mette in rete, che non consuma altro suolo ma valorizza ciò che ha, che non vive di eventi spot ma costruisce continuità, che non lascia soli gli operatori ma restituisce al centro urbano il ruolo di cuore economico, sociale e culturale della comunità».
Contenuto elettorale sponsorizzato
«Il Distretto Urbano del Commercio non può essere un contenitore formale né uno strumento gestito dall'alto. Deve diventare una vera Agenzia di sviluppo dell'economia urbana di prossimità, capace di mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, associazioni di categoria, commercianti, residenti, realtà culturali, terzo settore, professionisti e cittadinanza attiva.
Il modello a cui guardare non è quello dei grandi eventi calati sulla città per poche ore, ma quello di una rigenerazione quotidiana, stabile e riconoscibile.
Eventi come Molfest o Battiti Live possono certamente produrre visibilità e movimento temporaneo, ma non possono esaurire una strategia di sviluppo urbano. Se, rispetto all'investimento pubblico e organizzativo profuso, non lasciano benefici strutturali, non rafforzano le attività commerciali, non generano continuità, non migliorano la qualità degli spazi e non costruiscono relazioni durature, rischiano di diventare parentesi spettacolari senza reale impatto sul futuro del centro cittadino.
Questo significa programmare iniziative diffuse, coordinate e coerenti: piccoli e medi eventi di qualità, percorsi culturali, mercati tematici, attività per famiglie, appuntamenti musicali, promozioni di distretto, esperienze enogastronomiche, azioni di prossimità sociale, progetti con le scuole, occasioni di incontro tra generazioni, valorizzazione delle produzioni locali e dei mestieri urbani.
Il futuro del nostro ecosistema di prossimità non può essere affidato alla sola buona volontà dei singoli esercenti ed alla loro capacità di resilienza. Serve una regia pubblica trasparente, partecipata e competente. Serve un DUC più forte, riperimetrato, operativo, fondato sui dati, capace di leggere i flussi, programmare interventi, promuovere le attività e sostenere chi ogni giorno tiene aperte le saracinesche, presidia le strade e contribuisce alla sicurezza urbana.
DEMOS propone:
– la riqualificazione materiale e immateriale del quadrilatero del commercio;
– la trasformazione del DUC in Agenzia di sviluppo dell'economia urbana di prossimità;
– una governance realmente partecipata, non monopolizzata e non costruita sulla divisione tra associazioni;
– l'unione dei palinsesti di animazione territoriale tra commercio, cultura, turismo e socialità;
– una programmazione destagionalizzata di iniziative diffuse in strade e piazze;
– l'introduzione di manager di strada o di sub-area urbana;
– la revisione partecipata del Piano dei Dehors;
– interventi su accessibilità, parcheggi, verde, arredo urbano, illuminazione, sicurezza e decoro;
– la valorizzazione dei locali sfitti e del patrimonio immobiliare esistente;
– strumenti digitali e promozionali comuni per gli operatori;
– il collegamento strategico tra centro, porto, mare e percorsi turistico-culturali.
Il commercio di prossimità non è nostalgia. È una infrastruttura sociale. Dove c'è commercio vivo ci sono relazioni, sicurezza, illuminazione, cura, incontro, lavoro, comunità.
Per questo il centro di Molfetta deve diventare il fulcro di una nuova politica urbana: non un centro da attraversare, ma un luogo da vivere; non una somma di negozi isolati, ma una rete di attività, spazi, piazze, servizi e relazioni. Rigenerare il commercio significa rigenerare la città.
DEMOS Molfetta sceglie questa strada: una città che non divide ma mette in rete, che non consuma altro suolo ma valorizza ciò che ha, che non vive di eventi spot ma costruisce continuità, che non lascia soli gli operatori ma restituisce al centro urbano il ruolo di cuore economico, sociale e culturale della comunità».
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