Spettacolo «Ninì e la balena»
Spettacolo «Ninì e la balena»

Domani a Molfetta il debutto nazionale nel «Maggio all’infanzia» per lo spettacolo «Ninì e la balena»

Michelangelo Campanale e Antonella Ruggiero firmano la regia dello spettacolo

Debutto nazionale al «Maggio all'infanzia» per «Ninì e la balena» della compagnia teatrale Crest di Taranto, in scena venerdì 15 maggio (ore 10) nella Cittadella degli Artisti di Molfetta. Lo spettacolo, interpretato da Giovanni Guarino e dal giovane Andrea Romanazzi per la regia a quattro mani di Michelangelo Campanale e Antonella Ruggieri, racconta la storia di Taranto e del suo Moby Dick, la prima balena Franca boreale mai avvistata nel Mediterraneo che nel 1887 spaventò l'intera città.

Il lavoro nasce dalla collaborazione artistica tra la compagnia tarantina e Michelangelo Campanale, diventato regista ed autore di punta nel panorama internazionale del teatro per le nuove generazioni, che in questo allestimento condivide testo e regia con Antonella Ruggiero. In scena Giovanni Guarino, attore e figura storica del Crest, del quale l'artista è tra i fondatori, e il giovane interprete Andrea Romanazzi, chiamato a misurarsi con il teatro di figura e il teatro d'ombre nella cui realizzazione c'è la collaborazione di Marco Guarrera.

«Ninì e la balena» è, infatti, un racconto poetico e visivo che intreccia il lavoro d'attore con diversi linguaggi. E narra, con delicatezza e intensità, la storia della cattura di una balena prendendo spunto da un fatto realmente accaduto: la comparsa, nel febbraio del 1887, nel Golfo di Taranto, di una balena Franca boreale, sino a quel momento mai avvistata nelle acque del Mediterraneo. Davanti a quella creatura immensa e sconosciuta, che nessuno pensava potesse trattarsi di un animale pacifico, i tarantini reagirono con paura e violenza colpendo l'animale con fiocine, colpi di rivoltella e persino con candelotti di dinamite. I suoi resti sono oggi conservati al Museo Zoologico di Napoli, memoria concreta di un evento ormai dimenticato ma che viene rievocato come nuovo tassello dello storytelling della città, cui il Crest presta da sempre attenzione con l'obiettivo di valorizzarne il patrimonio culturale immateriale.

Come nel romanzo di Luis Sepúlveda «Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa», «Ninì e la balena» invita a guardare il mondo attraverso gli occhi dell'animale, capace di restituire con il suo sguardo l'avidità e la paura umana. Ricorrendo a vari linguaggi, lo spettacolo vuole pertanto parlare con delicatezza e intensità dell'ignoto e delle reazioni che genera la paura, ma anche del potere trasformativo della memoria e dell'incontro.

Lo spettacolo segna il ritorno in scena dell'attore Giovanni Guarino nei panni del pescatore Ninì che, ormai anziano, non ha dimenticato quel giorno in cui, bambino, fu il primo a scorgere la balena e a dare l'allarme. Un gesto, nato dalla paura, che segnerà per tutta la vita il protagonista della storia, trasformando il suo iniziale stupore in senso di colpa e poi in consapevolezza.
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