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Calcio

Fumai, scelta giusta per la Molfetta Sportiva. Ma lo si lasci lavorare

L'arrivo di Fumai potrebbe dare il via ai movimenti di mercato.

La Molfetta Sportiva 1917 volta pagina. Lo fa aprendo il capitolo Muzio Fumai, l'uomo scelto per ripartire. Ripartire per dimenticare un'annata dove supporti e basi tradizionalmente solide della storia biancorossa si sono sbriciolate col passare delle settimane. E' stato giusto dare una sterzata dopo la caduta libera. Spiace per Lanza, che abbiamo celebrato dopo aver riportato il calcio che conta a Molfetta, vittima della sua voglia di comando, del suo voler essere uno e solo. L'addio (alla panchina), che agli occhi della gente si è consumato in pochi giorni, in realtà è stato apparecchiato e preparato nel giro di mesi. Fumai, dunque. Miglior scelta non poteva essere fatta. E', con Ragno, il migliore allenatore espresso dal nostro campionato negli ultimi anni e nell'ultima stagione. Parlano i risultati, naturalmente da parametrare alla rosa a disposizione. Il tecnico di Capurso è andato oltre quello che gli si poteva chiedere.

Obiettivi centrati prima con Cellamare in Promozione e poi con l'Atletico Mola. Fumai ha tutte le carte in regola per cominciare bene. Potrà lavorare serenamente sul fronte campionato. Questo significa dedicarsi, nel suo stile, maniacalmente, alla preparazione delle sfide. Ha le spalle più larghe e il fegato più rodato per sopportare le quotidiane vicende del Paolo Poli, che per bizzarria e imprevedibilità possono competere con quelle della Wisteria Lane di Desperate Housewives. Ha anche il DNA del tecnico esigente: rompiscatole, antipatico agli avversari, di grande carattere. Un tecnico che ha polso e fame, tanto per capirci.

Vorrebbe portare con sè i suoi fedelissimi come Nicola e Massimo Fumai, far tornare al Paolo Poli Alfredo Tenzone, mentre nel reparto arretrato l'obiettivo numero uno è Fabio Campanella. Come under circola il nome di Valentino Frappampina, classe '94. Quanto alle riconferme invece si proverà a trattenere Marco Vitale, Bruno Sallustio, Nicola Grazioso ed il portiere Francesco Musacco. Il cosiddetto "zoccolo duro" della scorsa annata. Gente abituata a lavorare insieme, compatta e solidale a costo di isolarsi dal resto dell'ambiente, chiudendo le porte a doppia mandata quando si tratta di decidere.

Consiglio: alla Molfetta Sportiva 1917 sarà il caso di aggiungere anche un terzo giro di chiave alla porta dello spogliatoio. Fondamentale sarà inoltre la preparazione. Fare correre la squadra, lavorare su allenamenti personalizzati, curare tutto quasi esageratamente, dall'alimentazione al riscaldamento pre-gara. Serve gente che non scherza, gente che deve convincere. Gente che dovrà lavorare in pace. Che dovrà essere ascoltata e supportata. Speriamo che a Molfetta lo capiscano tutti.
  • Muzio Fumai
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