Un'aula del Tribunale
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Cronaca

Omicidio Parisi: rinviato a giudizio Farinola. La difesa chiede il rito abbreviato

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile, i legali dell'omicida hanno chiesto l'abbreviato: la nuova legge lo impedisce

Hanno chiesto il rito abbreviato per l'omicidio premeditato di Corrado Parisi, ma la nuova legge non lo consente per i reati puniti con l'ergastolo, come in questo caso. Per questa ragione i difensori di Sergio Farinola hanno anticipato al giudice che solleveranno la questione di legittimità costituzionale.

È accaduto nell'udienza iniziata ieri dinanzi al giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, sull'omicidio premeditato di Corrado Parisi, 46 anni, ucciso il 7 luglio 2019 in via Capotorti dal titolare del bar Meeting, Sergio Farinola, di 44 anni, che si costituì ai Carabinieri. In base a una ricostruzione dei fatti, il barista impugnò la pistola e aprì il fuoco: avrebbe sparato in un momento di esasperazione dopo l'ennesimo atto intimidatorio del suo aguzzino.

L'omicida è stato rinviato a giudizio: la prossima udienza è stata fissata per il 25 settembre dinanzi alla Corte d'Assise del Tribunale di Trani. In sede di udienza, inoltre, sono state ammesse le costituzioni di parte civile dei familiari del 46enne: la vedova e i figli, tutti difesi dall'avvocato Marco Di Bartolomeo, e la mamma, assistita dal legale Michele Salvemini. Farinola, accusato di omicidio premeditato, è attualmente detenuto ai domiciliari per motivi di salute.

«Al di là delle vicende processuali che seguiranno - hanno riferito gli avvocati Marco Di Bartolomeo e Michele Salvemini al termine dell'udienza di ieri mattina - e considerata la presunzione d'innocenza dell'imputato fino a sentenza definitiva, il nostro intento è quello di tutelare gli interessi dei familiari di un uomo ucciso un anno fa per motivi che saranno vagliati dalla Corte d'Assise, ma che certamente non giustificano un gesto di tale efferatezza».

La difesa dell'imputato, composta dai legali Andrea Calò e Angelo Mascolo, ha chiesto che il loro assistito sia giudicato con il rito abbreviato, ma poiché l'articolo 438, comma 1-bis del codice di procedura penale, poi modificato con la legge del 12 aprile 2019, n. 33, non lo consente per i delitti puniti con l'ergastolo (e il reato di omicidio premeditato è uno di questi, nda), gli avvocati hanno annunciato che solleveranno la questione di incostituzionalità.

«Abbiamo presentato istanza di accesso al rito abbreviato - ha detto l'avvocato Andrea Calò - nonostante la contestazione dell'aggravante della premeditazione, che di fatto impedisce l'accesso a questo rito alternativo, avendo contestualmente sollevato un'eccezione di illegittimità costituzionale dell'articolo 438, comma 1 bis, del codice di procedura penale, così come inserito dall'articolo 1 della l. n. 33 del 2019, per la violazione degli artt. 3, 27 e 111, comma 2, Cost».

«Tale eccezione, peraltro - termina Calò -, è stata già sollevata presso altri fori giudiziari ove è stata dichiarata non manifestamente infondata. Si resta in attesa che la Corte Costituzionale si esprima su detta questione particolarmente complessa». La questione sarà formalizzata nelle prossime sedute, mentre il processo è stato rinviato al prossimo 25 settembre dinanzi alla Corte di Assise del Tribunale di Trani.

Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm Francesco Tosto, l'imputato avrebbe prima esploso un colpo di pistola in aria, poi, accecato dalla rabbia, ha puntato l'arma contro l'uomo che lo esasperava con le sue richieste di restituzione dei soldi persi alle slot machine e lo ha ucciso.
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