Matteo d'Ingeo
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Cronaca

«Mentre la città sembra insicura, il sindaco paga due guardie armate per la Muraglia»

Matteo d'Ingeo chiede la revoca di determina e ordinanza: «Mi sento un cittadino di serie C, perché non abito nel borgo antico»

Una lettera indirizzata al sindaco Tommaso Minervini per chiedere la revoca della determinazione n. 241 con cui è stato attivato per il periodo estivo il servizio di vigilanza armata durante le ore notturne sulla Muraglia del borgo antico. A firmarla, Matteo d'Ingeo.

«Ho letto - è scritto nella missiva - la determinazione dirigenziale n. 241 del 2 agosto 2019 del dirigente del settore Patrimonio che su suo ordine, del 2 luglio 2019, ha attivato per il periodo estivo il servizio di vigilanza armata durante le ore notturne sulla Muraglia del borgo antico. Il suo dirigente ha affidato, a trattativa privata, alla società Sicuritalia S.p.A. il servizio richiesto che costerà alla comunità 21.655,00 euro.

Il servizio di vigilanza della Muraglia prevede la presenza di 2 guardie armate, dal lunedì alla domenica, dalle ore 22.00 alle ore 03.00. A parte l'incongruità degli orari di vigilanza, mi sembra necessario farle alcune osservazioni. Intanto volevo ricordarle che siamo ancora in attesa di risposte ai numerosi esposti sulle occupazioni abusive esistenti sulla Muraglia, ma abbiamo capito che l'assessore Antonio Ancona non può distogliere il suo tempo dall'organizzazione delle sagre paesane.

La sensazione che si prova leggendo la determinazione in oggetto, è quella di sentirsi un cittadino di serie C, perché non abito nel borgo antico anche se pago le tasse anch'io. Il mio sindaco non mi considera alla pari dei cittadini di seria A che abitano sulla Muraglia, o meglio, che abitano in via Amente e si affacciano sulla Muraglia. Questi ultimi hanno il privilegio, almeno per due mesi l'anno, di avere una vigilanza armata durante la notte che veglia sulla loro sicurezza e invece tutti gli altri cittadini molfettesi devono arrangiarsi.

Eppure, alla luce degli eventi di cronaca criminale che negli ultimi giorni hanno portato alla ribalta la nostra città, non mi sembra che sulla muraglia ci siano stati atti dinamitardi, sparatorie o gravi minacce e non mi sembra che ci sia anche qualche cittadino coinvolto in particolari servizi di protezione personale. Basterebbero soltanto queste considerazioni per chiederle la revoca della determinazione dirigenziale n. 241 del 2 agosto 2019 e dell'ordinanza n. 11124 del 19 febbraio 2019.

La Muraglia è un bene comune e come tutte le strade cittadine deve essere fruibile sempre rispettando tutte regole del vivere civile. Avete installato centinaia di telecamere in città, allora mettetene qualcuna sulla Muraglia in modo che qualche cittadino che non si sente tanto sicuro, all'occorrenza, può chiamare le forze dell'ordine, visto che la Polizia Municipale di notte è fuori servizio. E se c'è stata qualche infrazione, dopo aver rivisto le registrazioni delle telecamere, può denunciare gli eventuali responsabili.

Concludo con una richiesta che non deve apparire una minaccia, o una provocazione, ma è una richiesta molto semplice e concreta. Se lei, sindaco, non intende revocare la determinazione della guardia armata sulla muraglia, io, cittadino Matteo d'Ingeo, le chiedo formalmente di istituire un servizio di guardia armata in via Quintino Sella n. 13, dove abito, non solo per due mesi estivi, dalle ore 22.00 alle ore 03.00, ma per tutto l'anno dalle ore 23.00 alle 06.00 di tutti giorni. Purtroppo non mi sento sicuro e temo per la mia incolumità.

Inoltre le chiedo il rimborso delle spese sostenute dal sottoscritto per l'installazione della video-sorveglianza e della nuova porta blindata. Questo glielo chiedo anche perché, sia nella notte del 1 marzo 2018 che nella notte del 16 giugno 2018, quando esplosero le bombe presso la mia abitazione, le telecamere comunali in piazza Cappuccini e via Terlizzi erano fuori uso».
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