Rufus
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La mascotte di Molfetta in cura: «Rufus ha la broncopolmonite»

Lega del Cane ed Enpa raccontano lo stato di salute di uno dei simboli della città

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Può un cane randagio diventare simbolo di una città? Sì, basta chiedere a tutti i molfettesi che da tanti anni convivono con molto piacere con Rufus, a tutti gli effetti parte integrante della vita quotidiana di Molfetta. Una creatura discreta, capace di far tenerezza con il suo sguardo mansueto e soprattutto grande amante della libertà, anche se i suoi spostamenti si vanno via via riducendo nel corso del tempo per via dell'età che avanza.

Nelle ultime ore ha preso quota soprattutto sui social la notizia di una condizione di salute non proprio ottimale per questo tanto amato cane: Rufus è stato infatti portato alla clinica Santa Fara per una radiografia, grazie al contributo della Multiservizi su segnalazione di Enpa (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali). L'esame ha chiarito la presenza di una broncopolmonite, come sospettato in seguito ai sintomi di tosse e debolezza manifestati dal cane negli ultimi tempi: adesso il cane è monitorato da una volontaria di Enpa che sta procedendo alle cure antibiotiche per rimetterlo in salute.

«Questo cane è molto anziano - ha dichiarato il presidente della sezione locale della Lega del Cane, Titti La Volpe - e avrà circa 13-14 anni e comunque ha uno stile di vita da cane randagio, avendo scegliere di vivere in totale libertà. Noi non possiamo che accettare questo suo approccio alla vita perché sono inclinazioni che vanno rispettate. Rufus soffre tanto qualsiasi tipo di costrizione, al punto che persino durante le festività natalizie, quando lo portiamo nella nostra sede per proteggerlo dai botti, lui non è a suo agio. Quando ci si è accorti di questa sua salute precaria abbiamo sono state avviate delle terapie grazie anche all'aiuto gratuito della Dott.ssa Chiara Pacifico».

«Non sarà facile - spiega Titti La Volpe - ma noi ci auguriamo che possa superare questo momento difficile. Il nostro proposito è quello di lasciarlo tranquillo il più possibile, per rispettare il suo desiderio di libertà a prescindere dal tempo che gli possa restare. Naturalmente si andrà a intervenire solo se si dovesse notare una sua sofferenza particolare ma siamo fiduciosi sul fatto che la buona stagione e magari un po' di fortuna possano aiutarlo a vivere ancora, rendendo felici tutti i suoi ammiratori di Molfetta». In tanti si stanno prodigando per Rufus, nella speranza che possa continuare ad essere la mascotte della città.
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