
Giovane tartaruga verde trovata morta sul lungomare di Molfetta
La carcassa sarà trasferita all’Istituto Zooprofilattico di Foggia per gli accertamenti
Molfetta - mercoledì 26 agosto 2026
12.54
Un nuovo ritrovamento scuote il tratto di costa tra Molfetta e Bisceglie. A meno di un mese dal precedente caso, una giovane tartaruga verde, appartenente alla specie Chelonia mydas, è stata trovata priva di vita sulla battigia del lungomare di Molfetta.
L'esemplare, lungo circa 30 centimetri di carapace e dal peso di circa 3 chilogrammi, presentava evidenti segni di lesioni sulla pinna anteriore e nella zona del collo. Rilevato anche un prolasso cloacale, elemento compatibile con le conseguenze di un possibile intrappolamento nelle reti da posta. La dinamica, tuttavia, dovrà essere chiarita attraverso gli accertamenti specialistici.
Sul posto sono intervenuti il personale della Capitaneria di Porto di Molfetta, il personale veterinario della ASL e i referenti del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta. Dopo il recupero, la carcassa sarà trasferita all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia, dove verranno effettuati ulteriori esami necroscopici per cercare di stabilire le cause della morte.
Il ritrovamento assume particolare rilievo anche per la specie coinvolta. La Chelonia mydas è presente nel Mediterraneo, ma la sua presenza risulta meno frequente nel medio e alto Adriatico. Il fatto che si siano registrati due ritrovamenti nell'arco di circa trenta giorni rappresenta quindi un elemento di attenzione per il territorio e per gli operatori impegnati nella tutela della fauna marina. Il nuovo episodio riporta inoltre l'attenzione sui rischi legati alle attività di pesca per le tartarughe marine. Le lesioni riscontrate sull'esemplare potrebbero essere compatibili con un contatto o un intrappolamento nelle reti, ma soltanto gli esami necroscopici potranno fornire elementi utili a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
Gli accertamenti dell'Istituto Zooprofilattico saranno dunque fondamentali per comprendere le cause del decesso della giovane tartaruga e aggiungere elementi utili alla conoscenza e alla tutela della presenza di questa specie lungo la costa molfettese.
L'esemplare, lungo circa 30 centimetri di carapace e dal peso di circa 3 chilogrammi, presentava evidenti segni di lesioni sulla pinna anteriore e nella zona del collo. Rilevato anche un prolasso cloacale, elemento compatibile con le conseguenze di un possibile intrappolamento nelle reti da posta. La dinamica, tuttavia, dovrà essere chiarita attraverso gli accertamenti specialistici.
Sul posto sono intervenuti il personale della Capitaneria di Porto di Molfetta, il personale veterinario della ASL e i referenti del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta. Dopo il recupero, la carcassa sarà trasferita all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia, dove verranno effettuati ulteriori esami necroscopici per cercare di stabilire le cause della morte.
Il ritrovamento assume particolare rilievo anche per la specie coinvolta. La Chelonia mydas è presente nel Mediterraneo, ma la sua presenza risulta meno frequente nel medio e alto Adriatico. Il fatto che si siano registrati due ritrovamenti nell'arco di circa trenta giorni rappresenta quindi un elemento di attenzione per il territorio e per gli operatori impegnati nella tutela della fauna marina. Il nuovo episodio riporta inoltre l'attenzione sui rischi legati alle attività di pesca per le tartarughe marine. Le lesioni riscontrate sull'esemplare potrebbero essere compatibili con un contatto o un intrappolamento nelle reti, ma soltanto gli esami necroscopici potranno fornire elementi utili a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
Gli accertamenti dell'Istituto Zooprofilattico saranno dunque fondamentali per comprendere le cause del decesso della giovane tartaruga e aggiungere elementi utili alla conoscenza e alla tutela della presenza di questa specie lungo la costa molfettese.




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