Comitato di quartiere levante
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Vita di città

Comitato di Levante: tra progettualità, emergenza eternit e porta a porta

Percorso d'inchiesta tra le problematiche dei quartieri.

Con il quartiere di Levante inizia il nostro percorso d'inchiesta per le strade e le piazze di Molfetta, a stretto contatto con gli abitanti di zone differenti tra loro per storia, conformazione paesaggistica e urbanistica e per questo con esigenze e problematiche peculiari; un percorso che, senza escludere i punti di forza, dia voce a chi ogni giorno opera e vive nei quartieri.

Negli ultimi tempi si registra una significativa nascita di comitati di quartiere che sempre più utilizzano come bacheca, per fissare incontri e ordini del giorno, quella virtuale di Facebook come semplice mezzo di comunicazione e cassa di risonanza dei propri progetti e idee. Ne è un esempio proprio il quartiere di Levante: fornito di una pagina Facebook cui tutti hanno libero accesso, con una organizzazione che gli stessi membri definiscono "orizzontale", nei giorni scorsi è tornato a riunirsi (fisicamente) per argomenti come la raccolta rifiuti porta a porta, le coperture in eternit dei palazzetti, la progettualità dell'area del vecchio carrubo in prossimità dell'isola ecologica.

Il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta, si sa, ha certamente sollevato non pochi dubbi in tutta la città, compresi per gli abitanti non ancora coinvolti, ma è stata sommariamente accolta in modo positivo dagli abitanti di Levante che stanno riscontrando un miglioramento del decoro urbano con la rimozione dei tradizionali cassonetti, sebbene lamentino una carenza di cestini per i rifiuti, soprattutto per le deiezioni animali in punti strategici e frequentati dai padroni con i rispettivi animali.

Uno dei punti più importanti trattati nell'incontro, e costantemente all'ordine del giorno per il quartiere, è senza dubbio la questione legata alle coperture in eternit dei palazzetti sportivi "don Sturzo" e "G. Panunzio": la richiesta dei residenti, preoccupati per lo stato di carenza di manutenzione, è naturalmente quella di rimuovere l'eternit da quelle strutture altresì a fronte della "Puglia Eternit Free", la prima campagna regionale di informazione sul rischio amianto e degli incentivi in atto; richieste e impegni finora disattesi dall'Amministrazione ma che si spera possano avere in tempo brevi riscontri positivi.

In un'ottica di riqualificazione, funzionale e altresì estetica, il comitato ha delineato non solo un'idea ma concretamente soluzioni per particolari angoli del quartiere da strappare al degrado. Un esempio sono quelli che il comitato ha ribattezzato "i muri del pianto", strutture murarie per lo più fatiscenti: il primo il è il muro di piazza Baccarini, recentemente abbattuto o meglio spostato permettendo un allargamento del marciapiede in quel tratto che rendeva impraticabile la viabilità pedonale; il secondo è il vecchio muro che delimitava lo stabilimento dei "legnami Pansini" in parte abbattuto per la costruzione dell'attuale complesso edilizio in via di espansione; il terzo rimane, intatto, il lungo muro che delimita via Giulio Cozzoli – la strada che in molti, soprattutto i più giovani, comunemente chiamano "il buco" – dalla ferrovia, un muro che probabilmente nemmeno nella vecchia Berlino avrebbero accettato in quello stato: molte le idee per quel tratto viario e quel muro, dalla street art per dare spazio ai giovani talenti a un percorso ciclabile o podistico che sia collegato ad un'altra area di grande importanza, quella del vecchio albero di carrubo, prospiciente l'isola ecologica. La variante progettuale sostenuta dal comitato è quella di ripristino dell'area verde, riproponendo quel patto città-campagna che permetterebbe il recupero di alberi, muretti a secco e anche della casina che potrebbe essere riconvertita alle esigenze del quartiere stesso. In fondo circa venticinque anni fa alcune scolaresche avevano già sviluppato dei progetti che prevedevano anche la nascita di un parco intitolato "Nonno carrubo" e che potrebbero essere rispolverati e realizzati.

Un comitato, quello di Levante, che sembra ben avere in mente la visione fisionomica del quartiere, nemmeno tanto utopistica, e che da tempo sta cercando di condividere con l'Amministrazione Comunale, non sempre raccogliendo risultati.
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