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Caldo estremo, la CGIL Molfetta lancia l’allarme sulla sicurezza sul lavoro

La nota integrale del sindacato

Le temperature record registrate in questi giorni riportano al centro dell'attenzione i rischi per la salute dei lavoratori esposti al caldo estremo. La CGIL Molfetta chiede il pieno rispetto dell'ordinanza regionale che dispone la sospensione delle attività nelle fasce orarie a maggior rischio e richiama imprese, istituzioni ed enti di controllo alla massima responsabilità e vigilanza.

«L'estate che si sta per concludere ha riproposto, ancora una volta, il tema dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti alle temperature estreme. Un tema che la CGIL denuncia da anni e che gli ultimi episodi di cronaca continuano purtroppo a confermare come drammaticamente attuale.

Ieri, 25 agosto, Molfetta ha toccato i 41,5 gradi, l'ennesimo picco di un'estate che si conferma tra le più torride degli ultimi anni. Non si tratta di un disagio passeggero perchè secondo i dati riportati da Il Fatto Quotidiano, dall'inizio dell'estate 2026 si contano già 20 morti sul lavoro per malori legati alle alte temperature, un numero superiore ai 17 registrati nell'intera estate 2025, nonostante le ordinanze regionali in vigore in 18 Regioni italiane. A livello nazionale, inoltre, la Puglia, è collocata insieme ad altre cinque regioni, in "zona rossa" per incidenza di infortuni mortali sul lavoro. Sono numeri che raccontano un'emergenza reale, non percepita, e che ci spingono, in queste giornate di caldo estremo, a rivolgere un appello diretto alle istituzioni e alle imprese del nostro territorio molfettese.

La Regione Puglia, con l'Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026 ha stabilito il divieto di svolgere attività lavorative all'aperto – o in ambienti privi di adeguata ventilazione o climatizzazione – nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, nelle giornate in cui il sistema Worklimate (INAIL-CNR) segnala un livello di rischio "alto" per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisicamente intense. Il provvedimento, valido fino al 15 settembre 2026, riguarda in particolare i settori dell'agricoltura, dell'edilizia, delle cave, del florovivaismo, della logistica e delle consegne su due ruote, e prevede sanzioni ai sensi dell'articolo 650 del Codice Penale per chi non la rispetta.

Come CGIL di Molfetta chiediamo che questa ordinanza non resti sulla carta anche in previsione delle elevate temperature che avremo venerdì e sabato prossimo.

Troppo spesso, nei cantieri, nelle campagne e nei piazzali logistici del nostro territorio, il rispetto di queste tutele viene lasciato alla discrezionalità dei singoli datori di lavoro, mentre dovrebbe essere una regola non negoziabile a tutela della vita delle persone.

Per questo rivolgiamo un appello preciso alle aziende e ai datori di lavoro del territorio, affinché consultino quotidianamente le previsioni di rischio su worklimate.it e sospendano le attività all'aperto nelle giornate e nelle fasce orarie previste, riorganizzando i turni, garantendo pause in aree ombreggiate, idratazione costante e sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili; al Comune di Molfetta, affinché eserciti un ruolo attivo di vigilanza e sensibilizzazione sul territorio, anche attraverso gli organi competenti, e affinché nei propri appalti e cantieri pubblici sia il primo a dare l'esempio nel rispetto della normativa; agli enti di controllo, affinché intensifichino le verifiche nei settori più esposti, dall'edilizia all'agricoltura, dalla logistica alle consegne a domicilio.

Il caldo di questi giorni non un'emergenza di stagione, ma un cambiamento strutturale
Venti lavoratori morti in Italia dall'inizio dell'estate, e temperature come i 41,5 gradi toccati ieri a Molfetta, non sono un'anomalia da archiviare a settembre, ma il segnale di un cambiamento climatico strutturale con cui il mondo del lavoro deve fare i conti in modo permanente. Le ondate di calore sempre più lunghe e intense non sono più un'eccezione, ma una condizione ormai ricorrente delle nostre estati.

La CGIL Molfetta ritiene che la tutela della salute dei lavoratori debba essere una priorità stabile, non un'emergenza da gestire anno dopo anno con provvedimenti tampone e la sicurezza dei lavoratori deve venire prima della produttività. Per questo continueremo a vigilare e denunciare perché nessun turno di lavoro vale la vita di un lavoratore», si legge nella nota.
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