Aula del Consiglio comunale di Molfetta
Aula del Consiglio comunale di Molfetta
Politica

Amministrazione Natalicchio: all'anticamera di una crisi?

Cronaca di quanto accaduto in Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale di ieri si apre con il capogruppo del PD Giuseppe Percoco che chiede la parola annunciando all'Assise ed alla città che la consigliera Ippolita (detta Lia) de Ceglia ha ottenuto la tessera del Partito Democratico e che nulla cambierà a cospetto del "patto" di due anni e mezzo fa con l'amministrazione. In aula il PD è al completo, anzi è al completo meno uno. Assente (ingiustificato) tra le file del PD il consigliere Roberto la Grasta. Assenti inoltre anche Onofrio Pappagallo (Signora Molfetta) e alle prime battute anche il consigliere Giovanni Porta di Rifondazione Comunista, che nelle prime ore del mattino aveva lanciato un comunicato stampa del suo Partito sulle inefficienze amministrative in merito alla socialità.

Ma facciamo un passo indietro. Il Consiglio Comunale comincia con circa due ore di ritardo e subito per gli addetti ai lavori, si nota che non c'è alcun problema di numero legale, infatti chi aveva pensato ad una assenza strategica della consigliera Annalisa Altomare e del consigliere Sergio De Pinto, viene subito smentito dal loro giungere in compagnia di Lia De Ceglia che però non accede ad una riunione di maggioranza in corso nelle stanze del sindaco Natalicchio a ridosso dell'aula consiliare. Facciamo un altro piccolo passo indietro. Negli ultimi giorni della scorsa settimana, il PD si è ricompattato attraverso la "riappacificazione" con il gruppo di Annalisa Altomare, ma del "patto" stretto tra quest'ultima ed il segretario locale dei dem Piero de Nicolo, non è dato sapere nei contenuti. Facile comprendere, dopo la dichiarazione del capogruppo Percoco in aula, che la riappacificazione fosse passata per Lia De Ceglia quale settimo consigliere del Partito Democratico.

Ancora più facile immaginare che il "patto" non fosse stato digerito da una parte del PD che ha atteso in riunione nelle stanze del sindaco l'arrivo della consigliera Altomare, affinchè quest'ultima lo esponesse (ingresso De Ceglia) a tutte le forze di maggioranza nella trepidante attesa del sindaco e del segretario del PD e forse nella speranza che le forze di maggioranza avrebbero disertato l'aula per "protesta politica". Cosi non è stato, tant'è che, contenuti sconosciuti a parte, i consiglieri di maggioranza, liste civiche comprese, hanno fatto il loro ingresso in aula. Tutti tranne Porta, Pappagallo e la Grasta con quest'ultimo che già aveva lasciato intendere che non avrebbe preso parte al Consiglio comunale in quanto non informato sugli eventi e che non intendeva assumere le nuove informazioni se non nel suo Partito (PD) e non già davanti ed alla stessa stregua degli altri consiglieri comunali.

Il Sindaco non entra in aula e non ci entrerà fino all'ultimo punto all'ordine del giorno, quello di modifica dello statuto comunale all'art. 109 proposto da Gianni Porta (poi entrato in aula a supporto del presidente Zaza sui voti all'ASM) e non approvato in quanto necessitevole della maggioranza qualificata e che tornerà in aula non prima di trenta giorni. Di ciò che è accaduto a ridosso del Consiglio comunale non è dato sapere e tutte le bocche sono debitamente cucite a dovere.

La crisi, l'ennesima, ma forse l'unica vera, è strisciante.
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