
Vasca di colmata, i dettagli della delibera di Giunta: cosa prevede l'iter
La revoca non è ancora formalmente adottata: dovrà essere perfezionata con successivi atti dirigenziali
Molfetta - giovedì 13 agosto 2026
La Delibera di Giunta Comunale n. 27 del 7 agosto 2026 segna un passaggio decisivo nella vicenda della vasca di colmata del porto di Molfetta, ma è importante distinguere l'indirizzo politico dall'atto amministrativo definitivo. Con il provvedimento, infatti, la Giunta ha stabilito di indirizzare gli uffici verso la revoca della gara relativa alla realizzazione della vasca sul Lungomare Marcantonio Colonna e, contestualmente, ha indicato come alternativa la realizzazione di una nuova struttura nell'area portuale della Secca dei Pali. La revoca vera e propria dovrà però essere adottata dal dirigente competente e dal RUP attraverso i successivi provvedimenti tecnici.
Da qui parte il nuovo scenario per la gestione dei sedimenti derivanti dal dragaggio dei fondali. La soluzione indicata dalla Giunta prevede una vasca molto più contenuta rispetto a quella progettata sul lungomare e destinata a raccogliere soltanto la quota residuale dei sedimenti classificati C e D. Per i materiali di classe A e B viene invece prevista la possibilità del ripascimento costiero o dell'immersione in mare.
La nuova ipotesi non nasce completamente da zero: la delibera richiama infatti un riferimento tecnico già presente nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica dei Nuovi Cantieri Navali del 2020, nel quale la zona della Secca dei Pali era stata individuata per una vasca di colmata strutturale collegata all'espansione delle infrastrutture portuali e alla realizzazione di una nuova darsena. La struttura ipotizzata avrebbe una configurazione di circa 130 per 110 metri, con una delimitazione costituita da cassoni in calcestruzzo armato.
Il costo stimato dal RUP per la nuova soluzione, comprensivo dei dragaggi, è di 4,82 milioni di euro, contro i 12,3 milioni previsti per l'intervento originario. La stessa delibera, tuttavia, specifica che si tratta di una stima orientativa, destinata quindi a essere verificata e definita attraverso il successivo percorso progettuale. Un altro elemento ancora da aggiornare riguarda la caratterizzazione ambientale dei fondali. Le analisi effettuate nel 2022 avevano evidenziato una prevalenza di sedimenti appartenenti alle classi A e B e una presenza residuale di classi C e D. La validità di quella caratterizzazione è però ormai scaduta e sarà quindi necessario procedere a nuovi accertamenti, che serviranno a stabilire la composizione effettiva dei materiali da dragare e le modalità della loro gestione.
La nuova impostazione arriva dopo una procedura di gara ormai arrivata a uno stadio avanzato. Il bando, pubblicato nel luglio 2025 per un importo complessivo di 12,3 milioni di euro, aveva portato il 3 aprile 2026 alla proposta di aggiudicazione in favore del RTI composto da Doronzo Infrastrutture S.r.l., mandataria e capogruppo, e La Dragaggi S.r.l., con RTP Arkè Ingegneria S.r.l. e altri mandanti. Il raggruppamento aveva ottenuto 94,55 punti su 100. L'aggiudicazione definitiva, però, non risulta formalizzata. Proprio questo aspetto viene richiamato nella delibera, insieme alla giurisprudenza amministrativa, per evidenziare che in assenza dell'aggiudicazione definitiva non si sarebbe consolidata in capo alla prima classificata una posizione di vantaggio tutelabile.
Alla base della decisione della Giunta c'è anche il problema dei tempi. Il finanziamento regionale collegato al Programma Operativo Complementare Puglia 2014-2020 ha come termine di conclusione il 31 dicembre 2026. Il Comune aveva chiesto alla Regione la possibilità di una proroga, ma il 23 luglio ha ricevuto conferma del termine previsto, non risultando comunicazioni relative a un eventuale differimento. Secondo la Giunta, i tempi necessari per la progettazione esecutiva e la realizzazione della vasca sul lungomare non sarebbero quindi compatibili con quella scadenza.
La delibera prende inoltre atto delle numerose osservazioni presentate da cittadini, associazioni e rappresentanti della comunità locale contro la collocazione della vasca sul Lungomare Colonna, richiamando anche le novità normative intervenute nel dicembre 2025 sulla gestione dei sedimenti di classe C. Il passaggio amministrativo più importante, a questo punto, è dunque ancora da compiere: la Giunta ha deciso l'indirizzo politico e ha dato mandato di procedere, ma la revoca della gara dovrà essere formalizzata dagli uffici. Parallelamente, la soluzione della Secca dei Pali dovrà passare attraverso aggiornamento delle analisi ambientali, progettazione, autorizzazioni e definizione del quadro economico. È da questi passaggi che dipenderà la concreta possibilità di trasformare il nuovo indirizzo in un intervento realizzabile.
Da qui parte il nuovo scenario per la gestione dei sedimenti derivanti dal dragaggio dei fondali. La soluzione indicata dalla Giunta prevede una vasca molto più contenuta rispetto a quella progettata sul lungomare e destinata a raccogliere soltanto la quota residuale dei sedimenti classificati C e D. Per i materiali di classe A e B viene invece prevista la possibilità del ripascimento costiero o dell'immersione in mare.
La nuova ipotesi non nasce completamente da zero: la delibera richiama infatti un riferimento tecnico già presente nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica dei Nuovi Cantieri Navali del 2020, nel quale la zona della Secca dei Pali era stata individuata per una vasca di colmata strutturale collegata all'espansione delle infrastrutture portuali e alla realizzazione di una nuova darsena. La struttura ipotizzata avrebbe una configurazione di circa 130 per 110 metri, con una delimitazione costituita da cassoni in calcestruzzo armato.
Il costo stimato dal RUP per la nuova soluzione, comprensivo dei dragaggi, è di 4,82 milioni di euro, contro i 12,3 milioni previsti per l'intervento originario. La stessa delibera, tuttavia, specifica che si tratta di una stima orientativa, destinata quindi a essere verificata e definita attraverso il successivo percorso progettuale. Un altro elemento ancora da aggiornare riguarda la caratterizzazione ambientale dei fondali. Le analisi effettuate nel 2022 avevano evidenziato una prevalenza di sedimenti appartenenti alle classi A e B e una presenza residuale di classi C e D. La validità di quella caratterizzazione è però ormai scaduta e sarà quindi necessario procedere a nuovi accertamenti, che serviranno a stabilire la composizione effettiva dei materiali da dragare e le modalità della loro gestione.
La nuova impostazione arriva dopo una procedura di gara ormai arrivata a uno stadio avanzato. Il bando, pubblicato nel luglio 2025 per un importo complessivo di 12,3 milioni di euro, aveva portato il 3 aprile 2026 alla proposta di aggiudicazione in favore del RTI composto da Doronzo Infrastrutture S.r.l., mandataria e capogruppo, e La Dragaggi S.r.l., con RTP Arkè Ingegneria S.r.l. e altri mandanti. Il raggruppamento aveva ottenuto 94,55 punti su 100. L'aggiudicazione definitiva, però, non risulta formalizzata. Proprio questo aspetto viene richiamato nella delibera, insieme alla giurisprudenza amministrativa, per evidenziare che in assenza dell'aggiudicazione definitiva non si sarebbe consolidata in capo alla prima classificata una posizione di vantaggio tutelabile.
Alla base della decisione della Giunta c'è anche il problema dei tempi. Il finanziamento regionale collegato al Programma Operativo Complementare Puglia 2014-2020 ha come termine di conclusione il 31 dicembre 2026. Il Comune aveva chiesto alla Regione la possibilità di una proroga, ma il 23 luglio ha ricevuto conferma del termine previsto, non risultando comunicazioni relative a un eventuale differimento. Secondo la Giunta, i tempi necessari per la progettazione esecutiva e la realizzazione della vasca sul lungomare non sarebbero quindi compatibili con quella scadenza.
La delibera prende inoltre atto delle numerose osservazioni presentate da cittadini, associazioni e rappresentanti della comunità locale contro la collocazione della vasca sul Lungomare Colonna, richiamando anche le novità normative intervenute nel dicembre 2025 sulla gestione dei sedimenti di classe C. Il passaggio amministrativo più importante, a questo punto, è dunque ancora da compiere: la Giunta ha deciso l'indirizzo politico e ha dato mandato di procedere, ma la revoca della gara dovrà essere formalizzata dagli uffici. Parallelamente, la soluzione della Secca dei Pali dovrà passare attraverso aggiornamento delle analisi ambientali, progettazione, autorizzazioni e definizione del quadro economico. È da questi passaggi che dipenderà la concreta possibilità di trasformare il nuovo indirizzo in un intervento realizzabile.
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