Parley for the Oceans - Poseidon Blue Team - Osservatorio del mare Molfetta
Parley for the Oceans - Poseidon Blue Team - Osservatorio del mare Molfetta

Dai fondali del lungomare di Molfetta raccolti circa 300 chili di rifiuti, anche tre ruote di camion

Evento realizzato in collaborazione con le associazioni Osservatorio del mare Molfetta (Omm) e Poseidon Blue Team

"Ah, c'è tutto questo in mare!". Questa affermazione stupita e sbalordita di una bagnante nel vedere quanto recuperato nel tratto di costa del Lungomare ieri mattina nel corso della tappa molfettese dell'iniziativa "Parley for the Oceans", è la sintesi perfetta di quanto poco la gente sia informata dei grossi rischi che il nostro mare sta correndo. E di quanto siano importanti iniziative ed eventi come questo per sensibilizzare alla tutela del nostro ecosistema marino e non solo.

Molfetta è stato il primo clean up tutto subacqueo del tour "Parley for the Oceans", realizzato con la collaborazione delle associazioni Osservatorio del mare Molfetta (Omm) e Poseidon Blue Team, con il patrocinio del Comune di Molfetta e la Capitaneria di porto, che ha messo a disposizione i mezzi di supporto e di appoggio per l'evento.

Iniziativa che ha visto anche la partecipazione dell'Asm, per lo smaltimento di quanto raccolto, e della Misericordia, per la logistica medica.

Sono stati proprio gli sguardi di stupore e le affermazioni dei tanti bagnanti di fronte ai 300 chili di materiale di recupero che ha fatto capire agli organizzatori e non solo che l'iniziativa ha centrato il suo obiettivo: far prendere coscienza i cittadini che la tutela del mare inizia da ognuno di noi, raccogliendo il semplice pacchetto di patatine o crakers, piuttosto che la classica busta di plastica o anche le bottiglie di acqua o di birra.

Tanto tantissimo il materiale plastico raccolto dai 22 sub che hanno monitorato lo specchio d'acqua antistante il Lungomare, oltre a 4 copertoni di cui 3 di camion e ad un tubo lungo diversi metri, hanno recuperato anche una scarpa, diverse lattine, materiale ferroso di natura sconosciuta.

E' la coordinatrice nazionale di "Parley for the Oceans", Rosanna Bellomo, a dirci di essere soddisfatta dell'ottima riuscita dell'evento, guardando l'aspetto prettamente ambientalistico dichiara «recuperare 4 copertoni di quelle dimensioni è un po' avvilente perché ci fa capire che c'è tanta noncuranza delle generazioni passate».

Ma elogia anche tanto la risposta avuta dalle cittadinanza «che ci ringraziava per quello che stiamo facendo. Ma questa è solo la punta dell'iceberg, per questo occorre agire in maniera costante, spingendo ad educare i più piccoli, che saranno quelli che probabilmente risentiranno degli sbagli delle generazioni passate. L'obiettivo di questa manifestazione è proprio portare un minimo di insegnamento e di consapevolezza soprattutto nei bambini e nei giovani». E soprattutto precisa che «prima della pulizia, c'è il rispetto dell'ambiente».

Il presidente della Poseidon Blue Team, Riccardo Cifarelli, aggiunge: «sono soddisfatto che il nostro progetto delle sentinelle del mare, in collaborazione con altre associazioni, stia diventando una realtà consolidata. Una realtà che fattivamente opera per fare tutela e difesa dell'ambiente marino. In una splendida giornata come questa, abbiamo, con questa iniziativa, permesso a tanti cittadini di comprendere che oltre quella coltre azzurra meravigliosa si nasconde un vero e proprio immondeziaio che va a modificare l'intero ecosistema marino».

Per Maddalena de Virgilio, referente dell'Associazione Omm, «la giornata di oggi è stata un momento di riflessione collettiva sullo stato precario di salute del nostro mare, quindi occorrono urgenti interventi che partono dal quotidiano per farlo guarire perché i fondali possano riprendere il loro antico splendore» e precisa che «il nostro obiettivo è quello di contribuire alla strutturazione di un sistema integrato della gestione dell'ambiente che coinvolga attivamente i cittadini».

Auspichiamo che avendo visto con i propri occhi quanto emerso a pochi metri da loro i cittadini possano avere una maggiore sensibilità e un approccio diverso non solo dentro l'acqua, ma anche fuori.
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