ospedale molfetta
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Addio a Urologia e Cardiologia: approvato il Piano di riordino ospedaliero regionale

Emiliano: «Nessun ospedale declassato»

Il Piano di Riordino Ospedaliero Regionale è stato approvato nel pomeriggio di oggi dalla Giunta della Regione Puglia.
Dunque, l'ospedale "Mons.Bello" perde così i reparti di Urologia e Cardiologia, eccellenze mediche. Vane le proteste e le mobilitazioni, soprattutto dei primi mesi dell'anno.
Cambiamenti anche nel circondario: il nosocomio "Sarcone" di Terlizzi sarà dedicato alla lungodegenza e alla riabilitazione funzionale. A Corato, invece, addio al reparto di ostetricia e ginecologia dove anche tantissime donne molfettesi hanno partorito.

«Vorrei precisare che nessun ospedale è stato declassato. Nel passato non esisteva una classifica degli ospedali. La classifica degli ospedali che noi abbiamo applicato è quella contenuta nel DM70. È la prima volta quindi che alcuni ospedali vengono classificati a seconda delle caratteristiche che hanno. Tra l'altro la classificazione non incide sulla qualità delle cure ma solo sulla specializzazione di ciascun ospedale. Credo che il Piano sia stato gestito con grandissima intelligenza da sindaci, cittadini e personale sanitario. Ringrazio quindi davvero tutti i sindaci della Puglia, tutti i cittadini, i sindacati e tutti coloro che hanno contribuito alla scrittura del Piano. Naturalmente voglio cogliere l'occasione per ringraziare Giovanni Gorgoni che è l'autore di questo Piano e che oggi scambia il ruolo con Giancarlo Ruscitti che avrà il compito di metterlo in esecuzione», ha affermato il Governatore Michele Emiliano.

Così, gli ospedali per malati acuti diverranno qualificati a gestire su base provinciale tutte le patologie ad oggi presenti sul territorio, con particolare attenzione alla rete delle emergenze. Verrà ulteriormente irrobustita l'azione delle due aziende ospedaliere universitarie (Bari e Foggia) e degli Irccs pubblici (Oncologico di Bari e De Bellis di Castellana) con la collaborazione ulteriore dell'Irccs di San Giovanni Rotondo.

La rete territoriale, invece, soddisferà le esigenze dei pugliesi che presentano patologie croniche consentendo il loro trattamento nei territori di residenza, differenziando in questo modo chi ha un bisogno urgente da chi invece deve essere controllato e monitorato con periodicità. Analogamente la rete territoriale affronterà le tematiche legate all'infanzia e all'età evolutiva nei territori di residenza, sviluppando anche il ruolo di hub dell'Ospedale Giovanni XXIII di Bari.

«La riorganizzazione della rete ospedaliera consentirà di superare le inefficienze attuali e concentrare risorse economiche strutturali e professionali in modo più adeguato alla nuova realtà assistenziale», fanno sapere della Regione.

Il presidio unico del Nord Barese, invece, che fine fa? Al momento nessuna notizia visto che non è contemplato ufficialmente nel Riordino. Eppure qualche settimana fa Michele Emiliano si era detto favorevole.
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