
La diocesi accoglie a Molfetta il suo nuovo Pastore, Mons. Domenico Basile - TUTTE LE FOTO
Gli scatti in cattedrale a cura di Ruggiero de Virgilio
Molfetta - giovedì 23 aprile 2026
13.07
Si è aperta ieri, mercoledì 22 aprile 2026, una nuova pagina per la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Con una celebrazione solenne e vissuta in un clima di profonda partecipazione, S.E. Mons. Domenico Basile ha iniziato ufficialmente il suo ministero episcopale. È stato un momento di autentica accoglienza, in cui il cammino quotidiano delle città e la preghiera solenne della comunità si sono stretti attorno alla figura del nuovo Vescovo.
Il pomeriggio ha avuto il suo prologo nel dialogo con le autorità civili e militari nella Cattedrale di Molfetta. Mons. Basile ha esordito manifestando il desiderio di conoscere la sua nuova terra con empatia: «Il mio sguardo su questa terra desidera essere contemplativo, capace di scorgere quel desiderio di bene, verità e giustizia che risiede nel cuore di ognuno». Un passaggio che ha segnato immediatamente la cifra del suo mandato: non "fabbricare" una presenza, ma svelare Dio laddove Egli già abita.
Richiamando l'eredità di queste città ricche di tradizioni, il Vescovo ha rivolto un pensiero speciale agli amministratori, definendo il loro compito come una forma alta di carità politica. Ha chiesto per tutti il «coraggio dell'immaginazione», sottolineando come le risorse economiche non siano sufficienti senza una visione umana: «Occorre investire in bellezza laddove c'è più degrado, in educazione laddove regna il disagio sociale… Saper sognare una città migliore e condividere il sogno con gli altri è un indice di cura sociale».
In un clima di visibile commozione, la celebrazione è stata scandita dal saluto fraterno di S.E. Mons. Domenico Cornacchia, che ha accompagnato il nuovo Pastore in questo passaggio di testimone. Mons. Cornacchia ha affidato la Diocesi alle cure di Mons. Basile con parole di augurio e gratitudine per il cammino condiviso in questi anni, ricevendo l'abbraccio caloroso dell'intera assemblea in un momento di profonda unità e continuità ecclesiale.
Il cuore della giornata è racchiuso nel motto episcopale scelto dal Presule: «Spes non confundit», la speranza non delude. Mons. Basile ha sottolineato come questa virtù non sia da confondere con un superficiale ottimismo, bensì rappresenti l'ancora sicura della vita: «La speranza non sia un vago sentimento… perché Dio nel suo amore vuole che ognuno di noi sia rassomigliante al suo volto e che nessuno sia lasciato indietro, ma riconosciuto e favorito nella sua unicità e dignità».
Il riferimento alla pace è stato un altro momento di grande intensità. Facendo eco alla testimonianza del Venerabile don Tonino Bello, il Vescovo ha chiesto alla Diocesi di essere una comunità di «coerenti operatori di pace», capace di camminare verso l'amicizia sociale e la fraternità universale attraverso un riconoscimento essenziale: rendersi conto di quanto valga ogni singolo essere umano.
La cronaca di questo 22 aprile consegna alla Diocesi l'immagine di un Pastore che chiede di essere accompagnato con cuore aperto e spirito di comunione. Al termine della celebrazione, mentre le luci della sera avvolgevano Molfetta, restava l'eco di una promessa di prossimità: quella di abitare il territorio con uno spirito nuovo, trasformando la speranza in gesti quotidiani di attenzione e fraternità. Mons. Domenico Basile inizia così il suo ministero, come un compagno di viaggio pronto a camminare insieme alla sua gente.
Il pomeriggio ha avuto il suo prologo nel dialogo con le autorità civili e militari nella Cattedrale di Molfetta. Mons. Basile ha esordito manifestando il desiderio di conoscere la sua nuova terra con empatia: «Il mio sguardo su questa terra desidera essere contemplativo, capace di scorgere quel desiderio di bene, verità e giustizia che risiede nel cuore di ognuno». Un passaggio che ha segnato immediatamente la cifra del suo mandato: non "fabbricare" una presenza, ma svelare Dio laddove Egli già abita.
Richiamando l'eredità di queste città ricche di tradizioni, il Vescovo ha rivolto un pensiero speciale agli amministratori, definendo il loro compito come una forma alta di carità politica. Ha chiesto per tutti il «coraggio dell'immaginazione», sottolineando come le risorse economiche non siano sufficienti senza una visione umana: «Occorre investire in bellezza laddove c'è più degrado, in educazione laddove regna il disagio sociale… Saper sognare una città migliore e condividere il sogno con gli altri è un indice di cura sociale».
In un clima di visibile commozione, la celebrazione è stata scandita dal saluto fraterno di S.E. Mons. Domenico Cornacchia, che ha accompagnato il nuovo Pastore in questo passaggio di testimone. Mons. Cornacchia ha affidato la Diocesi alle cure di Mons. Basile con parole di augurio e gratitudine per il cammino condiviso in questi anni, ricevendo l'abbraccio caloroso dell'intera assemblea in un momento di profonda unità e continuità ecclesiale.
Il cuore della giornata è racchiuso nel motto episcopale scelto dal Presule: «Spes non confundit», la speranza non delude. Mons. Basile ha sottolineato come questa virtù non sia da confondere con un superficiale ottimismo, bensì rappresenti l'ancora sicura della vita: «La speranza non sia un vago sentimento… perché Dio nel suo amore vuole che ognuno di noi sia rassomigliante al suo volto e che nessuno sia lasciato indietro, ma riconosciuto e favorito nella sua unicità e dignità».
Il riferimento alla pace è stato un altro momento di grande intensità. Facendo eco alla testimonianza del Venerabile don Tonino Bello, il Vescovo ha chiesto alla Diocesi di essere una comunità di «coerenti operatori di pace», capace di camminare verso l'amicizia sociale e la fraternità universale attraverso un riconoscimento essenziale: rendersi conto di quanto valga ogni singolo essere umano.
La cronaca di questo 22 aprile consegna alla Diocesi l'immagine di un Pastore che chiede di essere accompagnato con cuore aperto e spirito di comunione. Al termine della celebrazione, mentre le luci della sera avvolgevano Molfetta, restava l'eco di una promessa di prossimità: quella di abitare il territorio con uno spirito nuovo, trasformando la speranza in gesti quotidiani di attenzione e fraternità. Mons. Domenico Basile inizia così il suo ministero, come un compagno di viaggio pronto a camminare insieme alla sua gente.
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