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Cronaca
Dalla Campania i rifiuti finivano anche nelle campagne di Molfetta
Tra i 34 siti usati per gli sversamenti di rifiuti speciali e pericolsi c'era anche un'area in località Torre Pettine
Molfetta - lunedì 1 giugno 2026
16.00
Anche le campagne di Molfetta come discariche dei rifiuti provenienti dalla Campania. Lo rivela l'operazione Erebus, nome in codice delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dei Carabinieri che, in due anni e mezzo di attività investigativa, hanno documentato 126 episodi di sversamenti illeciti di rifiuti.
Circa 3.500 le tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali cerignolane e salernitane, spesso bruciati, per lo più nelle province di Foggia, di Barletta-Andria-Trani, tra cui le campagne del Tavoliere, e dell'area metropolitana di Bari il parco nazionale dell'Alta Murgia, terreni agricoli di privati cittadini, cave, capannoni industriali dismessi. 19 le persone arrestate (gli indagati sono 30 in tutto), 16 le aziende del settore finite sotto inchiesta e 132 i capi di imputazione.
Tra i 34 siti utilizzati per gli sversamenti illeciti, c'era anche un capannone in disuso di Molfetta, in località Torre Pettine: al suo interno sarebbero stati smaltiti, il 7 gennaio 2023, «circa 84 mc di rifiuti speciali pericolosi non recuperabili provenienti dall'impianto di trattamento Ambiente & Metalli s.r.l.» di Airola, in provincia di Benevento. Altri «circa 93 mc di rifiuti speciali pericolosi» sarebbero stati smaltiti il 14 gennaio di quell'anno. E così via per altre 23 volte fino al 20 marzo 2023.
In molti casi il materiale è stato bruciato, creando inquinamento. Numeri monstre che sono il riassunto di un'ordinanza della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, su richiesta dei pubblici ministeri Marco D'Agostino e Domenico Minardi. Gli sversamenti illeciti sono avvenuti quasi tutti in Puglia.
Circa 3.500 le tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali cerignolane e salernitane, spesso bruciati, per lo più nelle province di Foggia, di Barletta-Andria-Trani, tra cui le campagne del Tavoliere, e dell'area metropolitana di Bari il parco nazionale dell'Alta Murgia, terreni agricoli di privati cittadini, cave, capannoni industriali dismessi. 19 le persone arrestate (gli indagati sono 30 in tutto), 16 le aziende del settore finite sotto inchiesta e 132 i capi di imputazione.
Tra i 34 siti utilizzati per gli sversamenti illeciti, c'era anche un capannone in disuso di Molfetta, in località Torre Pettine: al suo interno sarebbero stati smaltiti, il 7 gennaio 2023, «circa 84 mc di rifiuti speciali pericolosi non recuperabili provenienti dall'impianto di trattamento Ambiente & Metalli s.r.l.» di Airola, in provincia di Benevento. Altri «circa 93 mc di rifiuti speciali pericolosi» sarebbero stati smaltiti il 14 gennaio di quell'anno. E così via per altre 23 volte fino al 20 marzo 2023.
In molti casi il materiale è stato bruciato, creando inquinamento. Numeri monstre che sono il riassunto di un'ordinanza della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, su richiesta dei pubblici ministeri Marco D'Agostino e Domenico Minardi. Gli sversamenti illeciti sono avvenuti quasi tutti in Puglia.




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