
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: oggi incontro a Molfetta
Per l’occasione verrà data lettura di alcuni stralci dell’omelia del Vescovo don Tonino Bello ai funerali del Sindaco Gianni Carnicella
Molfetta - sabato 21 marzo 2026
Il 21 marzo 2026 Torino ospiterà la XXXI Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il Presidio Libera di Molfetta "Gianni Carnicella" intende celebrare tale Giornata promuovendo una manifestazione che si svolgerà oggi, sabato 21 marzo a partire dalle ore 19,00 in via Carnicella nei pressi della scalinata della Parrocchia San Bernardino. Per l'occasione verrà data lettura di alcuni stralci dell'omelia del Vescovo don Tonino Bello ai funerali del Sindaco Gianni Carnicella.
Istituita ufficialmente con la legge 8 marzo 2017 n.20 è una data che, anno dopo anno, ha saputo coinvolgere il Paese sulla necessità di trasformare il ricordo in responsabilità condivisa e in azione concreta. Non basta ricordare i nomi e le storie di quanti sono stati vittime della violenza mafiosa, occorre una società capace di non voltarsi dall'altra parte, capace di assumersi la responsabilità di cercare la verità e trovare giustizia per quanti hanno "fame di verità e giustizia".
Troppe storie nel nostro Paese sono caratterizzate da silenzi, depistaggi, complicità, zone d'ombra. È il contesto ideale in cui agiscono le mafie, e il terreno su cui le mafie prosperano è fatto di ingiustizie, di diseguaglianze, di precarietà, di solitudini sociali. La Giornata del 21 marzo non può essere e rimanere un evento isolato, ma un invito ad assumere un impegno quotidiano preciso per richiamare il valore dell'educazione come infrastruttura democratica, per sottolineare l'importanza di ridare una nuova vita ai beni confiscati, per contrastare in ogni modo tutto ciò che alimenta il potere mafioso (come il gioco d'azzardo e lo spaccio di sostanze stupefacenti).
La Giornata ha l'obiettivo di rimettere al centro il valore delle storie delle vittime innocenti e di quanti oggi subiscono la violenza mafiosa. Partire dalla memoria di quelle storie che chiedono ancora oggi: verità, giustizia, coerenza, perché il sacrificio di quelle persone non vada disperso.
Istituita ufficialmente con la legge 8 marzo 2017 n.20 è una data che, anno dopo anno, ha saputo coinvolgere il Paese sulla necessità di trasformare il ricordo in responsabilità condivisa e in azione concreta. Non basta ricordare i nomi e le storie di quanti sono stati vittime della violenza mafiosa, occorre una società capace di non voltarsi dall'altra parte, capace di assumersi la responsabilità di cercare la verità e trovare giustizia per quanti hanno "fame di verità e giustizia".
Troppe storie nel nostro Paese sono caratterizzate da silenzi, depistaggi, complicità, zone d'ombra. È il contesto ideale in cui agiscono le mafie, e il terreno su cui le mafie prosperano è fatto di ingiustizie, di diseguaglianze, di precarietà, di solitudini sociali. La Giornata del 21 marzo non può essere e rimanere un evento isolato, ma un invito ad assumere un impegno quotidiano preciso per richiamare il valore dell'educazione come infrastruttura democratica, per sottolineare l'importanza di ridare una nuova vita ai beni confiscati, per contrastare in ogni modo tutto ciò che alimenta il potere mafioso (come il gioco d'azzardo e lo spaccio di sostanze stupefacenti).
La Giornata ha l'obiettivo di rimettere al centro il valore delle storie delle vittime innocenti e di quanti oggi subiscono la violenza mafiosa. Partire dalla memoria di quelle storie che chiedono ancora oggi: verità, giustizia, coerenza, perché il sacrificio di quelle persone non vada disperso.

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