
Furti d'auto: la tecnologia cambia i colpi e la Puglia resta tra i territori più esposti
Approfondimento speciale
Puglia - martedì 27 ottobre 2026
13.32
PUBBLIREDAZIONALE
Le automobili di ultima generazione si aprono e si avviano senza inserire una chiave, dialogano con lo smartphone del proprietario e conservano in memoria i dati dei loro spostamenti. L'elettronica che ha reso la guida più comoda ha però modificato anche il modo in cui i veicoli vengono sottratti: a un ladro preparato oggi possono bastare pochi minuti e un dispositivo capace di intercettare il segnale del telecomando.
Il fenomeno tocca da vicino la Puglia, che da anni occupa le prime posizioni delle classifiche nazionali, e riguarda chiunque lasci l'auto parcheggiata in strada, di giorno come di notte.
Per misurare quanto il fenomeno pesi su ciascun territorio, il riferimento più aggiornato è l'Indice della criminalità del Sole 24 Ore, che ogni anno rapporta alla popolazione residente le denunce raccolte dalle forze di polizia.
L'edizione pubblicata a ottobre 2026, riferita ai reati denunciati nel 2025, porta la Puglia in cima alla classifica dedicata ai furti di autovetture. Questo perché nelle prime dieci posizioni compaiono quattro province pugliesi, più di quelle di qualsiasi altra regione.
In testa c'è la provincia di Foggia, che conferma il primato già registrato nell'edizione precedente con 4.448 denunce e un tasso di 756,74 furti ogni 100mila abitanti, un valore pari a quasi otto volte la media italiana, ferma a 96,34. Alle sue spalle si collocano Napoli, con 620,47 denunce ogni 100mila abitanti, e la provincia di Barletta-Andria-Trani, terza con 616,07.
L'ultima provincia pugliese in top 10 è Brindisi, nona con 298,96 denunce ogni 100mila abitanti, un valore comunque oltre tre volte superiore alla media nazionale.
Dietro i numeri registrati in Puglia c'è un modo di rubare le auto che negli ultimi anni è cambiato profondamente. Le tecniche dei ladri si sono evolute di pari passo con i sistemi di sicurezza montati di serie sulle vetture, e oggi molti colpi avvengono senza vetri rotti né serrature forzate.
La tecnica più conosciuta è la clonazione del telecomando: con apparecchi in grado di captare il segnale emesso alla chiusura, i malviventi registrano il codice che l'auto riconosce e, sui sistemi meno protetti, lo replicano per aprire il veicolo.
Sulle vetture con accesso e avviamento senza chiave si è diffuso il relay attack. Il sistema keyless riconosce la chiave solo quando questa si trova a pochi passi dall'auto. I ladri agiscono in coppia con due ripetitori di segnale, uno vicino alla chiave lasciata in casa e l'altro accanto alla vettura, e allungano questa distanza fino a far credere all'auto che il proprietario sia lì vicino. Portiere e motore si sbloccano così senza alcuna effrazione.
Un'altra via d'accesso è la presa di diagnosi OBD, il connettore presente su tutte le auto moderne che le officine usano per dialogare con la centralina. Una volta nell'abitacolo, i malviventi vi collegano dispositivi capaci di programmare una nuova chiave, che il veicolo riconosce come originale.
Tra i metodi più recenti c'è l'iniezione sul bus CAN, la rete attraverso cui comunicano le centraline. Raggiungendo il cablaggio dall'esterno, per esempio dietro un faro, i ladri collegano un piccolo dispositivo che invia il comando di sblocco come se provenisse dalla chiave. I disturbatori di frequenza completano l'arsenale: impediscono alla chiusura centralizzata di ricevere il comando del telecomando oppure bloccano i localizzatori satellitari dopo il furto.
In una regione in cui il furto dell'auto è così frequente, la protezione del veicolo passa anche dal piano economico. L'RC auto, l'assicurazione obbligatoria per circolare, risarcisce esclusivamente i danni causati a terzi e non interviene quando a subire la perdita è il proprietario stesso. Per tutelarsi occorre quindi inserire nella polizza una garanzia accessoria specifica.
Si tratta della garanzia furto e incendio, che indennizza l'assicurato quando l'auto viene sottratta, ma anche nei casi di furto parziale, cioè quando i ladri portano via componenti come centraline, fari o ruote. Copre inoltre i danni provocati durante lo scasso o il tentativo di furto.
L'aggiunta della garanzia comporta tuttavia un aumento del premio, che varia in base alla provincia di residenza, al modello e al valore dell'auto e alle condizioni scelte. Dato che ogni impresa assicurativa valuta questi fattori in modo diverso, per individuare le proposte in grado di ottimizzare la spesa è possibile rivolgersi a comparatori come Facile.it, portale che permette di confrontare le proposte più interessanti del momento e di aggiungere la garanzia furto e incendio già in fase di preventivo. In questo modo è possibile valutare al contempo il costo complessivo della polizza e le condizioni che determinano l'indennizzo in caso di furto.
Quando il furto si è già consumato, il tempo diventa la variabile principale. Nel primo semestre 2026, secondo LoJack Italia, sono trascorse in media 10 ore tra la segnalazione e il ritrovamento dei veicoli dotati di sistemi di localizzazione, e la prima giornata si conferma decisiva: oltre quella soglia il mezzo può essere già stato smontato o trasferito lontano dal luogo del colpo.
La denuncia alle forze dell'ordine va presentata il prima possibile, perché avvia le ricerche e costituisce il documento richiesto dalla compagnia per aprire la pratica di risarcimento. All'assicurazione il sinistro deve essere comunicato entro i termini fissati dal contratto, allegando la copia della denuncia e, di norma, le chiavi del veicolo rimaste al proprietario.
Sul piano amministrativo, l'annotazione al PRA della perdita di possesso interrompe l'obbligo di pagamento del bollo per tutto il periodo in cui l'auto resta nelle mani dei ladri. Se il veicolo viene ritrovato, la procedura si chiude con la comunicazione del rientro in possesso, e una perizia sui danni permette di stabilire quali interventi rientrano nella garanzia sottoscritta, a partire da quelli provocati durante lo scasso.
Le automobili di ultima generazione si aprono e si avviano senza inserire una chiave, dialogano con lo smartphone del proprietario e conservano in memoria i dati dei loro spostamenti. L'elettronica che ha reso la guida più comoda ha però modificato anche il modo in cui i veicoli vengono sottratti: a un ladro preparato oggi possono bastare pochi minuti e un dispositivo capace di intercettare il segnale del telecomando.
Il fenomeno tocca da vicino la Puglia, che da anni occupa le prime posizioni delle classifiche nazionali, e riguarda chiunque lasci l'auto parcheggiata in strada, di giorno come di notte.
La Puglia ai vertici della classifica nazionale dei furti d'auto
Per misurare quanto il fenomeno pesi su ciascun territorio, il riferimento più aggiornato è l'Indice della criminalità del Sole 24 Ore, che ogni anno rapporta alla popolazione residente le denunce raccolte dalle forze di polizia.
L'edizione pubblicata a ottobre 2026, riferita ai reati denunciati nel 2025, porta la Puglia in cima alla classifica dedicata ai furti di autovetture. Questo perché nelle prime dieci posizioni compaiono quattro province pugliesi, più di quelle di qualsiasi altra regione.
In testa c'è la provincia di Foggia, che conferma il primato già registrato nell'edizione precedente con 4.448 denunce e un tasso di 756,74 furti ogni 100mila abitanti, un valore pari a quasi otto volte la media italiana, ferma a 96,34. Alle sue spalle si collocano Napoli, con 620,47 denunce ogni 100mila abitanti, e la provincia di Barletta-Andria-Trani, terza con 616,07.
L'ultima provincia pugliese in top 10 è Brindisi, nona con 298,96 denunce ogni 100mila abitanti, un valore comunque oltre tre volte superiore alla media nazionale.
Come cambiano i furti d'auto con l'elettronica di bordo
Dietro i numeri registrati in Puglia c'è un modo di rubare le auto che negli ultimi anni è cambiato profondamente. Le tecniche dei ladri si sono evolute di pari passo con i sistemi di sicurezza montati di serie sulle vetture, e oggi molti colpi avvengono senza vetri rotti né serrature forzate.
La tecnica più conosciuta è la clonazione del telecomando: con apparecchi in grado di captare il segnale emesso alla chiusura, i malviventi registrano il codice che l'auto riconosce e, sui sistemi meno protetti, lo replicano per aprire il veicolo.
Sulle vetture con accesso e avviamento senza chiave si è diffuso il relay attack. Il sistema keyless riconosce la chiave solo quando questa si trova a pochi passi dall'auto. I ladri agiscono in coppia con due ripetitori di segnale, uno vicino alla chiave lasciata in casa e l'altro accanto alla vettura, e allungano questa distanza fino a far credere all'auto che il proprietario sia lì vicino. Portiere e motore si sbloccano così senza alcuna effrazione.
Un'altra via d'accesso è la presa di diagnosi OBD, il connettore presente su tutte le auto moderne che le officine usano per dialogare con la centralina. Una volta nell'abitacolo, i malviventi vi collegano dispositivi capaci di programmare una nuova chiave, che il veicolo riconosce come originale.
Tra i metodi più recenti c'è l'iniezione sul bus CAN, la rete attraverso cui comunicano le centraline. Raggiungendo il cablaggio dall'esterno, per esempio dietro un faro, i ladri collegano un piccolo dispositivo che invia il comando di sblocco come se provenisse dalla chiave. I disturbatori di frequenza completano l'arsenale: impediscono alla chiusura centralizzata di ricevere il comando del telecomando oppure bloccano i localizzatori satellitari dopo il furto.
La garanzia furto e incendio come tutela del valore dell'auto
In una regione in cui il furto dell'auto è così frequente, la protezione del veicolo passa anche dal piano economico. L'RC auto, l'assicurazione obbligatoria per circolare, risarcisce esclusivamente i danni causati a terzi e non interviene quando a subire la perdita è il proprietario stesso. Per tutelarsi occorre quindi inserire nella polizza una garanzia accessoria specifica.
Si tratta della garanzia furto e incendio, che indennizza l'assicurato quando l'auto viene sottratta, ma anche nei casi di furto parziale, cioè quando i ladri portano via componenti come centraline, fari o ruote. Copre inoltre i danni provocati durante lo scasso o il tentativo di furto.
L'aggiunta della garanzia comporta tuttavia un aumento del premio, che varia in base alla provincia di residenza, al modello e al valore dell'auto e alle condizioni scelte. Dato che ogni impresa assicurativa valuta questi fattori in modo diverso, per individuare le proposte in grado di ottimizzare la spesa è possibile rivolgersi a comparatori come Facile.it, portale che permette di confrontare le proposte più interessanti del momento e di aggiungere la garanzia furto e incendio già in fase di preventivo. In questo modo è possibile valutare al contempo il costo complessivo della polizza e le condizioni che determinano l'indennizzo in caso di furto.
Le prime ore decidono il recupero del veicolo
Quando il furto si è già consumato, il tempo diventa la variabile principale. Nel primo semestre 2026, secondo LoJack Italia, sono trascorse in media 10 ore tra la segnalazione e il ritrovamento dei veicoli dotati di sistemi di localizzazione, e la prima giornata si conferma decisiva: oltre quella soglia il mezzo può essere già stato smontato o trasferito lontano dal luogo del colpo.
La denuncia alle forze dell'ordine va presentata il prima possibile, perché avvia le ricerche e costituisce il documento richiesto dalla compagnia per aprire la pratica di risarcimento. All'assicurazione il sinistro deve essere comunicato entro i termini fissati dal contratto, allegando la copia della denuncia e, di norma, le chiavi del veicolo rimaste al proprietario.
Sul piano amministrativo, l'annotazione al PRA della perdita di possesso interrompe l'obbligo di pagamento del bollo per tutto il periodo in cui l'auto resta nelle mani dei ladri. Se il veicolo viene ritrovato, la procedura si chiude con la comunicazione del rientro in possesso, e una perizia sui danni permette di stabilire quali interventi rientrano nella garanzia sottoscritta, a partire da quelli provocati durante lo scasso.



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