
Polo Culturale Diocesano, il Comune di Molfetta gestirà la gara d’appalto da 2 milioni di euro
La Giunta ha approvato la convenzione con il Seminario Vescovile e la Diocesi. Palazzo di Città curerà le procedure di affidamento
Molfetta - martedì 27 ottobre 2026
11.07
Sarà il Comune di Molfetta a occuparsi delle procedure di gara per i lavori del Polo Culturale Diocesano, un intervento da 2 milioni di euro finanziato attraverso il POC Puglia 2021-2027. La decisione è contenuta nella deliberazione n. 66 del 21 ottobre 2026, pubblicata all'Albo pretorio il 27 ottobre, con cui la Giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione tra l'ente, il Seminario Vescovile di Molfetta e la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.
Il provvedimento è stato approvato all'unanimità, con tutti i componenti dell'esecutivo presenti, ed è stato dichiarato immediatamente eseguibile per consentire la sottoscrizione della convenzione. Il progetto prevede interventi di restauro e recupero funzionale, oltre all'allestimento degli spazi interni, con l'obiettivo di creare ambienti accessibili e inclusivi, destinati a favorire il dialogo tra culture, discipline e generazioni. Il finanziamento regionale di 2 milioni di euro è stato concesso con l'atto dirigenziale n. 279 del 31 luglio 2026 dalla Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia. Beneficiario delle risorse è il Seminario Vescovile, che ha sottoscritto con la Regione il relativo disciplinare.
La richiesta di collaborazione al Comune è arrivata il 24 settembre, quando il Seminario e la Diocesi hanno chiesto formalmente di avvalersi della struttura comunale competente in materia di contratti pubblici. La scelta è motivata dalla natura del soggetto beneficiario, dal finanziamento interamente pubblico dell'opera e dal valore economico della procedura. L'obiettivo dichiarato è garantire trasparenza, tracciabilità, correttezza ed economicità nell'affidamento dei lavori.
I compiti del Comune e quelli del Seminario
La convenzione, composta da 23 articoli, definisce le responsabilità dei soggetti coinvolti. Il Comune opererà come Stazione unica appaltante (SUA) e si occuperà della predisposizione del bando e del disciplinare, della pubblicazione degli atti, della gestione dei chiarimenti, della ricezione delle offerte tramite piattaforma digitale e della nomina della commissione giudicatrice. Spetteranno inoltre all'ente le verifiche sui requisiti dei partecipanti, l'esame delle eventuali offerte anomale e la formulazione della proposta di aggiudicazione. Il Seminario Vescovile manterrà invece la titolarità dell'intervento e sarà responsabile del progetto esecutivo, della decisione di contrarre, dell'aggiudicazione definitiva e della stipula del contratto. A suo carico resterà anche l'intera fase di esecuzione dei lavori, dalla direzione alla contabilità, dai pagamenti al collaudo, compresi i rapporti con la Regione. Il ruolo di responsabile unico del progetto è affidato al rettore del Seminario, don Maurizio De Robertis. Per il Comune, il responsabile del procedimento è il dirigente del I Settore, Mauro de Gennaro.
I costi della procedura a carico del Seminario
La convenzione stabilisce che gli oneri legati all'attività della Stazione unica appaltante, gli eventuali incentivi per le funzioni tecniche previsti dall'articolo 45 del Codice dei contratti pubblici e gli altri costi della gara saranno sostenuti dal Seminario Vescovile, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio comunale, salvo eventuali specifiche determinazioni preventive. Nel caso in cui la Regione non riconoscesse ammissibili alcune spese, il Seminario sarà tenuto a risponderne nei confronti del Comune, fatta eccezione per le eventuali irregolarità direttamente imputabili all'ente comunale. L'accordo chiarisce inoltre che la collaborazione non costituisce un'adesione generale alla Stazione unica appaltante del Comune e non comporta il trasferimento della titolarità dell'opera né del rapporto con la Regione. La procedura di gara potrà essere avviata dopo la consegna da parte del Seminario di tutta la documentazione necessaria, a partire dal progetto esecutivo validato.
Il Comune non risponderà di eventuali revoche o riduzioni del finanziamento riconducibili al beneficiario. Ciascuna delle parti potrà recedere dalla convenzione con un preavviso di 15 giorni, mentre per eventuali controversie è individuato come competente in via esclusiva il Foro di Trani. Con l'approvazione della convenzione viene quindi definito il quadro operativo per l'avvio della procedura di affidamento dei lavori, con una ripartizione precisa di compiti e responsabilità tra amministrazione comunale e Seminario Vescovile.
Il provvedimento è stato approvato all'unanimità, con tutti i componenti dell'esecutivo presenti, ed è stato dichiarato immediatamente eseguibile per consentire la sottoscrizione della convenzione. Il progetto prevede interventi di restauro e recupero funzionale, oltre all'allestimento degli spazi interni, con l'obiettivo di creare ambienti accessibili e inclusivi, destinati a favorire il dialogo tra culture, discipline e generazioni. Il finanziamento regionale di 2 milioni di euro è stato concesso con l'atto dirigenziale n. 279 del 31 luglio 2026 dalla Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia. Beneficiario delle risorse è il Seminario Vescovile, che ha sottoscritto con la Regione il relativo disciplinare.
La richiesta di collaborazione al Comune è arrivata il 24 settembre, quando il Seminario e la Diocesi hanno chiesto formalmente di avvalersi della struttura comunale competente in materia di contratti pubblici. La scelta è motivata dalla natura del soggetto beneficiario, dal finanziamento interamente pubblico dell'opera e dal valore economico della procedura. L'obiettivo dichiarato è garantire trasparenza, tracciabilità, correttezza ed economicità nell'affidamento dei lavori.
I compiti del Comune e quelli del Seminario
La convenzione, composta da 23 articoli, definisce le responsabilità dei soggetti coinvolti. Il Comune opererà come Stazione unica appaltante (SUA) e si occuperà della predisposizione del bando e del disciplinare, della pubblicazione degli atti, della gestione dei chiarimenti, della ricezione delle offerte tramite piattaforma digitale e della nomina della commissione giudicatrice. Spetteranno inoltre all'ente le verifiche sui requisiti dei partecipanti, l'esame delle eventuali offerte anomale e la formulazione della proposta di aggiudicazione. Il Seminario Vescovile manterrà invece la titolarità dell'intervento e sarà responsabile del progetto esecutivo, della decisione di contrarre, dell'aggiudicazione definitiva e della stipula del contratto. A suo carico resterà anche l'intera fase di esecuzione dei lavori, dalla direzione alla contabilità, dai pagamenti al collaudo, compresi i rapporti con la Regione. Il ruolo di responsabile unico del progetto è affidato al rettore del Seminario, don Maurizio De Robertis. Per il Comune, il responsabile del procedimento è il dirigente del I Settore, Mauro de Gennaro.
I costi della procedura a carico del Seminario
La convenzione stabilisce che gli oneri legati all'attività della Stazione unica appaltante, gli eventuali incentivi per le funzioni tecniche previsti dall'articolo 45 del Codice dei contratti pubblici e gli altri costi della gara saranno sostenuti dal Seminario Vescovile, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio comunale, salvo eventuali specifiche determinazioni preventive. Nel caso in cui la Regione non riconoscesse ammissibili alcune spese, il Seminario sarà tenuto a risponderne nei confronti del Comune, fatta eccezione per le eventuali irregolarità direttamente imputabili all'ente comunale. L'accordo chiarisce inoltre che la collaborazione non costituisce un'adesione generale alla Stazione unica appaltante del Comune e non comporta il trasferimento della titolarità dell'opera né del rapporto con la Regione. La procedura di gara potrà essere avviata dopo la consegna da parte del Seminario di tutta la documentazione necessaria, a partire dal progetto esecutivo validato.
Il Comune non risponderà di eventuali revoche o riduzioni del finanziamento riconducibili al beneficiario. Ciascuna delle parti potrà recedere dalla convenzione con un preavviso di 15 giorni, mentre per eventuali controversie è individuato come competente in via esclusiva il Foro di Trani. Con l'approvazione della convenzione viene quindi definito il quadro operativo per l'avvio della procedura di affidamento dei lavori, con una ripartizione precisa di compiti e responsabilità tra amministrazione comunale e Seminario Vescovile.



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