La Procura della Repubblica di Trani
La Procura della Repubblica di Trani
Cronaca

Favori in divisa, ora tocca al giudice: udienza preliminare fissata il 12 aprile

32 gli imputati, uno ha chiesto il rito abbreviato. Alla sbarra anche tre Carabinieri e un agente della Polizia Penitenziaria

Il prossimo 12 aprile il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Ivan Barlafante, deciderà sulle 32 richieste di rinvio a giudizio formalizzate dal sostituto procuratore Marcello Catalano nell'ambito di una maxi inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Trani su un presunto sistema di "favori" in cambio di vantaggi economici che vede coinvolti - accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio - tre militari dell'Arma dei Carabinieri di stanza, negli anni scorsi, fra la Compagnia e la Stazione di Molfetta e Corato, ma anche un assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di Trani.

Uno dei 32 imputati, Nicola De Santis, oggi collaboratore di giustizia, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Nei giorni scorsi, dopo che ad aprile dello scorso anno aveva firmato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio: le persone imputate dovranno attendere l'udienza preliminare, fissata per il prossimo 12 aprile. Il procedimento, che riguarda una lunga serie di furti e rapine commessi tra l'area metropolitana di Bari e la provincia di Barletta, Andria e Trani tra il 2011 e il 2019 , è nato dalle rivelazioni di Tommaso Nuzzi, un pregiudicato di Corato nel corso degli anni diventato collaboratore di giustizia

Tra i 32 imputati, oltre ai quattro appartenenti alle forze dell'ordine, spicca il nome di Flavio D'Introno (detenuto per usura; accusato di concorso in corruzione in atti giudiziari, ha patteggiato 2 anni e 6 mesi di reclusione, nda) che con le sue rivelazioni ha consentito ai magistrati leccesi di far luce sul cosiddetto "Sistema Trani" e che è accusato, sulla base di quanto ha raccontato Nuzzi, di aver organizzato il furto di gioielli e borse firmate nell'appartamento di un suo conoscente (a Trani, a novembre 2012, commesso da Nuzzi e da quattro baresi di 42, 45, 46 e 48 anni) e la tentata rapina con sequestro di persona in casa del cugino Giuseppe (a Corato, nel giugno 2015, anche in questo caso commessa da Nuzzi con cinque baresi di 31, 41, 48, 49 e 50 anni armati di pistole).

Non solo: l'imprenditore di Corato risponde anche del reato di estorsione aggravata perché avrebbe condotto due persone (un 57enne di Corato ed un 51enne di Andria, nda) a minacciare il titolare di una gioielleria, in pieno centro a Bari, affinché non pretendesse il saldo di un Rolex venduto a 27mila euro. «In particolare, a fronte dell'acquisto del citato orologio e del pagamento di soli 17mila euro - si legge -, D'Introno, al fine di non pagare il residuo corrispettivo» avrebbe minacciato il gioielliere, spalleggiato dai suoi complici.

Insieme a lui, sono imputati anche quattro esponenti in divisa pronti a chiudere non un solo occhio, ma tutti e due, in cambio di denaro e benefit. In particolare un 56enne vice brigadiere originario di Canosa di Puglia, in servizio negli anni passati presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Molfetta, «abusando della sua qualità» avrebbe «omesso e/o ritardato un atto del proprio ufficio e comunque per compiere un atto contrario ai doveri di ufficio», ricevendo da Nuzzi «denaro ed altre utilità».

Nel dettaglio, sempre secondo la Procura della Repubblica di Trani, avrebbe segnalato a Nuzzi «i propri turni di servizio notturni ed informazioni circa bancomat e negozi di abbigliamento siti a Molfetta in modo da consentire a Nuzzi e ai suoi complici di eseguire i furti potendo agire indisturbati». In cambio avrebbe ricevuto «500 euro ogni volta, parte della refurtiva». Ed a Molfetta, proprio in quegli anni, i furti avvennero eccome: nel mirino finirono una tabaccheria (a novembre 2011), un negozio di abbigliamento per bambini (a dicembre 2011) e due bancomat (a maggio 2014).

Sul banco degli imputati è finito anche un altro vice brigadiere (un 58enne originario di Andria in servizio presso la Stazione di Corato) che avrebbe «omesso atti del proprio ufficio», ovvero compiendo «ogni attività di contrasto ai reati commessi da Nuzzi e comunque per "non controllarlo e lasciarlo passare… e non dargli fastidio"», è scritto agli atti dell'inchiesta.

Un 52enne luogotenente dei Carabinieri, invece, originario di Bisceglie e di stanza presso la Stazione di Molfetta, «in cambio di utilità cripticamente indicate in "tre caffè"», dopo aver elevato un verbale amministrativo, avrebbe redatto, su intercessione del collega 56enne, «un ricorso indirizzato al Prefetto di Bari, nonché la proposta d'archiviazione di ufficio, nella quale attestava falsamente di aver rilevato egli stesso erroneamente il numero di targa» di un'autovettura in divieto di sosta, mentre un 56enne di Corato, assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio al penitenziario di Trani, si sarebbe «messo a disposizione introducendo e consegnando le sigarette al detenuto Nuzzi» ottenendo in cambio un televisore.

Oltre a loro, accusati a vario titolo dei reati di furto aggravato, ricettazione, riciclaggio, estorsione, tentativo di rapina e sequestro di persona, sono finiti nei guai numerosi nomi noti alle cronache locali i quali avrebbero beneficiato dei favori concessi dai pubblici ufficiali in cambio di "regali" oltre ad alcuni presunti fiancheggiatori. Dieci, invece, le parti offese: nove persone fisiche e il Ministero dell'Interno.
  • Carabinieri Molfetta
Altri contenuti a tema
Sequestro a scopo di estorsione: minacciati per 40 euro. Preso un 33enne Sequestro a scopo di estorsione: minacciati per 40 euro. Preso un 33enne L'uomo è finito in carcere: avrebbe chiesto soldi a tre ragazzi «imponendo» ad uno di loro di «rimanere insieme a lui»
Rubano un'auto e la trainano: intercettata dai Carabinieri, finisce sul guard rail Rubano un'auto e la trainano: intercettata dai Carabinieri, finisce sul guard rail Nottata movimentata sul cavalcavia di Cola Olidda, dove si è conclusa la folle corsa di una Volkswagen Golf rubata a Molfetta
Maltrattamenti in casa, braccialetto elettronico al marito violento Maltrattamenti in casa, braccialetto elettronico al marito violento Il provvedimento d'urgenza del Tribunale di Bari applicato dopo la denuncia della donna. Applicata la misura cautelare
Ai domiciliari, viola gli obblighi: insegnante 57enne finisce in carcere Ai domiciliari, viola gli obblighi: insegnante 57enne finisce in carcere L'uomo, residente a Molfetta e accusato del reato di maltrattamenti in famiglia, è stato arrestato dai Carabinieri
Trovate in casa con la cocaina: 48enne passa dal carcere ai domiciliari Trovate in casa con la cocaina: 48enne passa dal carcere ai domiciliari La donna, arrestata lo scorso 6 marzo, su istanza del proprio legale, ha ottenuto l'alleggerimento della misura cautelare
Maxi-confisca: le indagini iniziate nel 2016. La difesa: «Diremo la nostra» Maxi-confisca: le indagini iniziate nel 2016. La difesa: «Diremo la nostra» Nel mirino Giuseppe Manganelli: l'attività avviata dopo alcuni controlli stradali. L'avvocato Poli: «A breve le nostre precisazioni»
Maxi confisca all'imprenditore Manganelli: sigilli all'impero da 50 milioni Maxi confisca all'imprenditore Manganelli: sigilli all'impero da 50 milioni Operazione dei Carabinieri: tra i beni confiscati 15 fabbricati, tra i quali la villa, con vista mare, dove vive il 55enne
Controlli in città dopo l'omicidio De Gennaro: sette arresti, sequestrata droga Controlli in città dopo l'omicidio De Gennaro: sette arresti, sequestrata droga Sei le persone arrestate per detenzione di cocaina, hashish e marijuana, un settimo per evasione dai domiciliari
© 2001-2024 MolfettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
MolfettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.