Protesta commercianti
Protesta commercianti

Commercianti chiusi per Covid, le parole dei loro rappresentanti

Nota congiunta e unitaria da parte di tutto il mondo del commercio locale

La grande partecipazione della manifestazione dei commercianti e dei piccoli artigiani di ieri a Molfetta è la chiara dimostrazione che le attività siano ormai allo stremo. Tutto si è svolto nel massimo rispetto della normativa anti-Covid: mascherine, distanziamento, ordine, rispetto. Oltre trecento i manifestanti in piazza e migliaia collegati con le varie dirette social.
La rabbia è tanta. Seppur con grande compostezza è emersa tutta la drammaticità della condizione dei tanti piccoli imprenditori vittime delle restrizioni. Vedere una zona rossa che di rosso ha molto poco e al contempo vedere che a pagare sono solo le attività commerciali e del piccolo artigianato è ormai insostenibile, soprattutto se si pensa che tutti hanno applicato sin dal primo momento protocolli per lavorare in sicurezza.
Sono 400 giorni che la pandemia ricade sulle spalle delle imprese in maniera iniqua rispetto ad altre categorie. I commercianti e gli artigiani subiscono chiusure e non stanno ricevendo sostegni adeguati. Questo è un carico che la società deve prendere in considerazione. Sono il motore della nostra economia e vanno accompagnate.
La molteplicità degli interventi e delle categorie intervenute hanno dimostrato che siamo tutti uniti e che le richieste vanno sempre nella stessa direzione. Le misure che tutti noi chiediamo sono concrete e assolutamente realizzabili. Adesso bisogna partire subito con il piano di crisi, lavorando con le associazioni e il consiglio comunale monotematico.
Chiediamo all'amministrazione di starci vicino e ci preme puntualizzare un aspetto, in risposta alle dichiarazioni del primo cittadino di Molfetta apparse ieri su alcune testate: noi, non chiediamo che sia lui a farci riaprire, perché sappiamo che non è di sua competenza.
È chiaro che questa condizione non è stata determinata, né è stata desiderata dall'Ente che il Primo Cittadino rappresenta e, anzi, abbiamo più volte apprezzato l'impegno dell'Amministrazione per fare tutto ciò che fosse possibile per sostenere i settori che rappresentiamo. Tuttavia, siamo nel momento più buio, che coincide con il momento delle scelte Politiche. Il momento in cui, principalmente attraverso il Bilancio Comunale, l'Amministrazione dovrà offrire un indirizzo di go-verno del territorio.
La nostra accorata richiesta è che le scelte attuate attraverso il Bilancio Comunale non siano decontestualizzate, ma interpretino le sfide e i bisogni del nostro tempo. Chiediamo, quindi, che il Bilancio non sia indifferente alle ingiustizie generate dalla pandemia, ma che sostenga le attività produttive che in altri momenti storici hanno garantito un importante gettito fiscale e che, ci auguriamo, tornino al più presto a garantirlo e a incrementarlo. Ma oggi no, oggi è il momento delle scelte coraggiose.
Nel dettaglio:

1) Riduzione della TOSAP con lo stralcio totale dei mesi di inattività;
2) Azzeramento della TARI per i periodi di chiusura;
3) Incremento degli spazi destinati a occupazione di suolo pubblico e semplificazione delle procedure di rinnovo, con le stesse modalità del 2020, per consentire una ripresa vigorosa del settore ristorazione, ma nella massima sicurezza;
4) Introduzione di un Tax credit locazioni comunale, attraverso un meccanismo di compensazione tra riduzione IMU versata dai proprietari correlata ad una riduzione del canone di locazione delle piccole imprese;
5) Convocazione urgente di un tavolo tecnico tra Amministrazione e Associazioni di categoria per redigere un Piano di crisi che risponda alle reali necessità dei piccoli imprenditori colpiti dalle misure restrittive;
6) Convocazione urgente di un Consiglio Comunale monotematico che affronti il tema della grave crisi sociale ed economica delle attività commerciali e artigianali del territorio comunale.

Tali misure sarebbero da destinarsi esclusivamente alle piccole imprese o unità produttive attive sul territorio comunale, che hanno subito concretamente le limitazioni determinate dalle regolamentazioni Anti-Covid e un conseguente calo del fatturato. Si consideri che nel 2020 le misure restrittive più dure sono partite da marzo fino a maggio (prima lockdown totale e poi progressive aperture), per poi riprendere ad ottobre fino ad aprile 2021.

Non si tratta della richiesta di privilegi, ma di un'azione perequativa che restituisca un po' di ossigeno a tante piccole aziende che domani non vorremmo vedere chiuse definitivamente, ma attive e impegnate a rendere Molfetta ancora una volta vitale.

Firmato

Presidente Confesercenti Metropolitana Terra di Bari
f.to Raffaella Altamura

Presidente Confcommercio Molfetta
f.to Salvatore Farinato

vice Presidente/delegato Upsa Confartigianato Bari Centro Comunale di Molfetta
f.to Domenico Petruzzella

Presidente Associazione Molfetta Shopping
f.to Laura Scardigno

Presidente Associazione Made in Molfetta
f.to Roberto Maggialetti

Presidente Associazione Centro Commerciale Naturale – Molfetta in Centro
f.to Giuseppe Andriani
  • Commercio
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