Conclusione campagna per il NO. <span>Foto Isabella de Pinto</span>
Conclusione campagna per il NO. Foto Isabella de Pinto
Politica

«Siamo per la tutela inviolabile della sovranità popolare»

Il Senatore Azzollini conclude la campagna referendaria

Ha scelto nuovamente la sala Finocchiaro della fabbrica San Domenico il comitato per il "No" alla riforma costituzionale guidato dal Sen. Antonio Azzollini per la manifestazione conclusiva della campagna referendaria.

Contrariamente a quanto annunciato, non è intervenuto l'On. Francesco Paolo Sisto ma è stato proiettato un filmato con l'appello al voto rivolto da Silvio Berlusconi ai cittadini di Bari e provincia.

Protagonista della serata il Senatore Antonio Azzollini, il quale ha rivolto il suo appello al voto con alcune considerazioni scaturite nel corso della campagna elettorale, ponendo l'accento sugli "interventi" della stampa straniera in merito alla questione delle riforme.

Il Senatore ha poi evidenziato alcune incongruenze: «Si parla di innalzamento della soglia per l'elezione del Presidente della Repubblica. In realtà si abbassa perché con la riforma sarà sufficiente il voto dei due terzi dei presenti, non più dei votanti. Oggi, invece, è necessario il voto del 50% più uno dei parlamentari in seduta riunita, dunque degli aventi diritto».

Altre incongruenze sono state evidenziate in merito alla questione dei rapporti Stato - Regioni: «La riforma toglie poteri alle Regioni, attraverso il potere di supremazia del Governo, ma dà un Senato che sarà composto da Presidenti di Regione e Consiglieri regionali. Un Senato».

Restano i Senatori a vita che, in quanto ex Presidenti della Repubblica, possono dare un contributo ai lavori parlamentari ma il Senato che non si occupa in maniera primaria di legislazione bensì solo di legislazione regionale, sulla quale poco conta la loro esperienza e competenza.

«La Costituzione è l'espressione che nell'età moderna è la più rilevante per un popolo - ha aggiunto - è l'atto che detta le regole fondamentali per un popolo. Pensare che possa essere oggetto di un qualsiasi condizionamento deve provocare un sussulto di dignità e di orgoglio della Repubblica Italiana. Il popolo si esprime in maniera libera e senza condizionamento alcuno».

«È in gioco senza alcun dubbio una battaglia per la tutela inviolabile della sovranità popolare - ha sottolineato il Senatore Azzollini - Noi siamo affezionati alla Democrazia».
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