Un anno Centro Antiviolenza
Un anno Centro Antiviolenza

Centro Antiviolenza di Molfetta. Il bilancio a un anno dall'inizio delle attività

Tanti interventi negli ultimi 12 mesi. Le parole dell'Avvocato Scardigno

Elezioni Regionali 2020
Il Centro Antiviolenza "Annamaria Bufi" di Molfetta spegne la sua prima candelina e celebra il suo primo proficuo anno di attività con una manifestazione tenutasi venerdì 10 luglio nella sede del centro stesso, in piazza Rosa Luxemburg, all'esterno e in osservanza delle disposizioni per il distanziamento sociale: delimitata quindi l'area della manifestazione, distanti le sedute e misurazione della temperatura all'accesso in piazza, grazie al servizio d'ordine fornito dal Rotaract.

Le restrizioni, però, non hanno minimamente scalfito il clima di festa come è risultato evidente dalle parole dell'Assessore Angela Panunzio che ha definito, appunto, l'occasione come un evento assolutamente gioioso: un anno fa, infatti, veniva inaugurato un servizio che era assolutamente inedito sul territorio e che ha registrato un'attività decisamente cospicua, contribuendo a superare il clima di omertà che circonda gli episodi di violenza domestica. "La sola esistenza del Centro Antiviolenza è riuscita a far sentire le donne più sicure e protette. L'auspicio è che si vada sempre avanti e sempre meglio", queste le parole dell'Assessore Panunzio a rappresentanza dell'intera amministrazione comunale.

E' spettato però all'avv. Valeria Scardigno, presidente dell'Associazione Pandora che ha in gestione il Cav, compilare un più analitico bilancio di quella che è stata l'attività del Centro in questo suo primo anno di vita. I dodici mesi passati sono stati descritti come sicuramente impegnativi sia per l'attività svolta dal Centro, sia perché si trattava di un servizio nuovo, sconosciuto, chiamato a superare la diffidenza delle sue eventuali avventrici; la paura concreta era che il servizio restasse un qualcosa di inerte, fermo semplicemente ad attendere le vittime della violenza di genere.
Quello a cui invece il Centro è stato chiamato a dare risposta è stato una serie composita di interventi che, in molti casi, secondo l'avv. Scardigno, hanno anche travalicato gli schemi di azione solita, registrando anche momenti di altissima tensione specie nel caso di interventi domestici. Ma l'attività del Centro non si è fermata qui: grande rilievo ed importanza sono stati dati alla valorizzazione della prevenzione e della sensibilizzazione sulle tematiche affrontate mediante presentazione di libri, convegni, spazi di autoaiuto e visite di scolaresche. Uno dei fiori all'occhiello dell'attività del Centro è stata la cosiddetta "palestra dell'assertività", prova concreta di quanto un confronto efficace sia vitale non solo per la vittima di violenza, ma per tutte le donne il cui bisogno di aggregazione ha visto nel Cav un referente sempre presente ed efficace.
Ovviamente, come per ogni altra attività, la pandemia di Covid e il susseguente lockdown hanno diminuito notevolmente gli accessi; le instancabili referenti del Centro, però, non si sono lasciate abbattere e hanno spostato la loro attività sulle piattaforme online, creando un sito internet con blog allegato e, avvalendosi della collaborazione con il Comune di Molfetta, hanno lanciato l'hashtag #noicisiamo per informare i cittadini della prosecuzione delle attività del Centro anche nel periodo di quarantena, in ossequio alle direttive regionali. Ad oggi, riaperte le attività ordinarie, il Centro registra già un numero di accessi e di codici rossi quasi triplicati, a testimonianza della sua centralità di azione e del fatto che la violenza domestica non sia andata in vacanza con il lockdown, anzi paradossalmente la reclusione forzata in casa potrebbe averla ulteriormente esacerbata.
Pure nella drammaticità dell'evento, però, il Cav ha dimostrato la sua indubitabile forza, derivata dalla sinergia tra il Centro, i servizi sociali e la Compagnia locale dei Carabinieri, impegnati in una serie di azioni mai finalizzate alla pressione ossessiva della vittima affinché intraprenda un percorso di denuncia, quanto piuttosto ad un ascolto comprensivo e ad un aiuto di ordine concreto.

Al termine del discorso dell'avv. Scardigno, è andata in scena la performance teatrale "Fuochi e altre scintille" a cura della Compagnia "Malalingua", incentrata su reading di monologhi tratti da testi di Marguerite Yourcenar e Christa Wolf sulle figure della poetessa Saffo, della regina Clitmnestra e della sacerdotessa Cassandra.
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