Musica e Arte vs Degrado
Musica e Arte vs Degrado

Alessandro Bufi e Davide Pischettola raccontano a Molfetta il progetto "Musica e arte vs degrado"

Flash mob per sensibilizzare l'opinione pubblica


"La bellezza salverà il mondo": potrebbe essere questa frase celebre a racchiudere il senso dell'iniziativa "Musica ed arte vs degrado", ideata dal musicista Alessandro Bufi con l'intento di sensibilizzare amministrazione e molfettesi al degrado di molte aree cittadine, abbandonate all'incuria, alla sporcizia e al deposito selvaggio di rifiuti. Alessandro Bufi, con un gruppo sempre crescente di artisti e professionisti, si reca nei luoghi più avviliti dall'inciviltà e vi porta la sua musica, postando poi sulla pagina Facebook del progetto il risultato di questi flash mob sotto forma di brevi video.

Lo abbiamo incontrato assieme al fotografo Davide Pischettola, anche lui partecipante al progetto, per farci raccontare genesi ed obiettivi di quest'originale idea.

La vostra iniziativa ha un nome già piuttosto chiaro: Musica e Arte vs Degrado. Come è nata l'idea di questo progetto?
L'ispirazione è nata da un'esigenza sorta in me in modo istintivo: avevo letto da poco della costruzione del nuovo teatro comunale di Molfetta e, essendo musicista ed artista, mi sono sentito pervadere dalla consapevolezza di quanto ci fosse ancora da fare in città oltre a questo progetto, contando i vari luoghi degradati. Ho pensato a quanto spesso ci si concentrasse sulle grandi opere, lasciando in sospeso molte altre. In questo sicuramente ha influito la mia educazione, sono figlio di un vigile urbano in pensione, sono stato uno scout: tutto questo mi ha formato al rispetto delle persone e delle cose. Ho cominciato con il primo video al porto da solo, usando solo il mio cellulare. Quel video ha raccolto ben 3000 visualizzazioni. Ed è nato questo progetto come una forma di protesta pacifica. Ci tengo a chiarire che, sebbene molti partiti politici si siano avvicinati per patrocinare la nostra iniziativa, essa resta senza alcun colore. Non abbiamo intenzione di fare politica, la contingenza storica si spinge ad avere come interlocutore il sindaco Minervini. Ma il degrado è stato ed è abbondantemente bipartisan. Ci muoviamo sempre nel pieno rispetto delle regole e della legge, non entrando nei luoghi dove è proibito l'accesso. E vi portiamo l'arte, il bello in contrasto con il brutto.

Chi collabora all'iniziativa?
All'inizio, c'ero io da solo. Poi, dal terzo video, ha cominciato a collaborare con me anche Davide, anche lui si è proposto in modo spontaneo, convinto della mia idea, occupandosi delle foto e talvolta anche delle riprese video. E' stato automatico per lui chiedere di collaborare: nel suo lavoro gli è spesso capitato di fotografare quei luoghi dimenticati che, nei loro particolari paradossali e ironici, come può essere una poltrona abbandonata di fronte al mare, si prestano agli scatti. Si trattava adesso di non essere più solo spettatori, ma di elaborare anche una risposta. Successivamente si sono uniti anche Federico Ancona con il flauto traverso, Nico Caldarulo con le percussioni, Saverio de Palma con la chitarra; quest'ultimo ha anche messo a disposizione il suo drone per alcune riprese. Negli ultimi video abbiamo potuto contare anche sul montaggio di Michele de Sanctis e sulla danza di Giuliana Squeo. Si tratta di professionalità diverse, tutte cittadine, che nei ritagli di tempo hanno scelto di dedicarsi a questo progetto, tornando poi al lavoro. Così, oltre ad accendere i riflettori sui luoghi abbandonati della nostra città, siamo riusciti contemporaneamente ad accenderli sugli artisti che molte volte vengono dimenticati anch'essi, non sostenuti dall'amministrazione che non riesce a darci delle possibilità di esprimere la nostra arte.

Come nasce l'ispirazione per la scelta delle melodie da proporre nei luoghi più degradati della città?
Tutto viene improvvisato sul momento, dalla musica al ballo. Non c'è alcun spartito o preparazione precedente, in un vero e proprio one take. C'è molta empatia e sincronia tra di noi, spesso capita che la prima prova è già buona. È il potere della musica, è quello che in musicoterapia si chiama "dialogo sonoro", una sorta di connessione tra i musicisti e l'ambiente che li circonda, il quale è fonte di ispirazione per tutto il momento artistico. L'approccio è diventato sempre più comprensivo di tutte le forme di arte. Sarebbe bello anche poter spaziare al mondo della pittura o delle arti figurative con la stessa formula.

Cosa vi ha colpito maggiormente dei luoghi che avete visitato?
La prima cosa che ci ha colpito, è stato il mancato controllo delle zone. Si è liberi di fare quello che si vuole. Mentre giravamo il video al Pulo, ci è capitato per esempio di intercettare un furgone intento allo sversamento illegale di rifiuti che, alla nostra vista, si è dileguato. Naturalmente, dopo, ad essere evidente è il degrado totale. Ci sono parchi che non sono mai stati aperti, come quello di Baden Powell, e di quelli invece aperti è sotto gli occhi di tutti l'assoluta incuria. I custodi spesso restano giorni interi in attesa dei sacchi per raccogliere i rifiuti, nel parco di Levante ci hanno raccontato di un ombrello abbandonato nel cestino da dicembre. E siamo ad aprile. In questo, ovviamente, la parte del leone nella spartizione delle responsabilità viene coperta dalla mancanza di senso civico dei concittadini, cosa che alla fine danneggia solamente noi. Una città sporca significa meno turismo e meno lavoro per tutti. Ed il paragone resta comunque impietoso con le città limitrofe.

Che riscontri state avendo dal vostro lavoro?
Non ci aspettavamo quello che sta succedendo, non abbiamo pretese o velleità particolari. Volevamo solo lanciare il messaggio che rendere la città più bella era qualcosa di semplice e alla portata di tutti. Dopo i primi video, abbiamo cominciato a ricevere segnalazioni di altri luoghi che ci hanno chiesto di visitare. Altri artisti ci hanno contattato per collaborare ai nostri video, anche delle città limitrofe, sarebbe bello esportare questa idea anche nel circondario, usufruendo sempre di professionalità del posto e creando delle situazioni peculiari per ogni città. E' una cosa che ci sta rendendo molto contenti. Del resto peraltro, visto il numero di luoghi abbandonati a sé stessi, contando Molfetta e il circondario, potremmo avere materiale per nuovi video per una decina di anni!
5 fotoMusica e arte contro il degrado a Molfetta
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  • degrado urbano
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