
Politica
A Molfetta il Consiglio comunale ha deciso: respinta la mozione di sfiducia
In Aula Carnicella ha prevalso la coalizione di maggioranza con 14 voti contro 10
Molfetta - lunedì 14 luglio 2025
17.28
Il Consiglio comunale di Molfetta ha deciso: è stata respinta la mozione di sfiducia contro Tommaso Minervini e la sua amministrazione. Dopo un Consiglio durato quasi cinque ore, si è arrivati all'esito finale: 14 voti conto 10 e mozione respinta.
Inoltre, a questo link è possibile seguire la seduta consiliare in diretta streaming.
AGGIORNAMENTI TESTUALI
22:00 Si conclude con il voto: con 14 voti contrati alla mozione di sfiducia (contro i 10 favorevoli alla sfiducia), l'amministrazione mantiene il governo cittadino.
21:50 Segue il consigliere di opposizione Pietro Mastropasqua (Molfetta Vincente): «Ci tengo a difendere l'iniziativa delle opposizioni di chiedere questo Consiglio comunale sul voto di sfiducia perché, pur essendo consapevoli di non avere i numeri per ribaltare questo governo, dobbiamo comunque mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per sollecitare le coscienze e smuovere quel senso di responsabilità che troppo spesso è stato smarrito da chi si trova sui seggi della maggioranza. A me non piacciono gli attacchi, le offese, le allusioni personali ma al tempo stesso mi ritrovo a dover sottolineare con fermezza tutti gli errori commessi durante questa stagione politica che ritengo conclusa. Qui non ci sono mostri da affrontare ma avversari a cui dover far notare le cose che non vanno».
21:40 Prende la parola la consigliera Annalisa Petruzzelli (Insieme per la Città): «Ritengo questa mozione di sfiducia già destinata in partenza perché non ci sono i numeri e questo conferma l'idea di un'azione finalizzata solo a ulteriori strumentalizzazioni politiche, come se già non vi fossero state fino a questo momento. Sono stai aizzati i sostenitori dell'opposizione a venire fuori dall'Aula consiliare eppure credo si contino poche decine di persone in piazza Municipio, per un'immagine che vuole essere metafora di questo fallimentare tentativo di sovvertire l'attuale governo cittadino. Vorrei anche capire se, all'uscita dall'aula, ci si debba preoccupare anche di essere fischiati o provocati per il nostro voto».
21:30 Interviene il consigliere di maggioranza Leonardo Minervini (Cuore Democratico): «Ci dispiace deludere le opposizioni di destra e sinistra, unite da questo intento odierno. Ai processi sommari e agli ormai diffusi giudizi espressi sui social, noi abbiamo risposto con il silenzio. La figura di Minervini è stata infangata sia da voi sia dalla tv trash che ha gettato in pasto al fuoco persone che meriterebbero lo stesso rispetto di tutti gli altri. La corrida trainata da tempo in tutti i modi possibili non fa altro che lasciarci basiti, soprattutto perché si sono poste così le basi per una fase politica fatta di odio, tensioni e scontri verbali oltre che virtuali. Il nostro primo cittadino ha subito pressioni, controlli sistematici e una serie di attacchi che hanno leso la sua immagine nonostante un processo che ha già visto cadere diversi capi di imputazione».
21:20 Prosegue il consigliere comunale di opposizione Alberto D'Amato (Partito Democratico): «Molfetta non dimenticherà il vuoto che avete lasciato, non scorderà le immagini di una città ferma nel degrado del suo passato. I cittadini vi giudicheranno per aver preferito il vostro interesse personale e la vostra poltrona rispetto alle esigenze del popolo che non vuole essere trascurato e che, anzi, vorrebbe essere ascoltato. Non avete la capacità di vedere la realtà autentica e vi create delle immagini fittizie in cui continuate a dire che tutto vada bene quando non sta andando bene per niente. Vi basta vedere il degrado presente sia nel cento che nelle periferie. Oggi la città è ferita eppure c'è ancora chi crede in una Molfetta diversa, c'è per fortuna chi crede ancora nella buona politica e non ha mai smesso di sognare una città migliore. Per Molfetta vale la pena lottare in ogni modo anche se il risultato di questo voto risulta già scritto perché vi siete arroccati nelle vostre posizioni, convinti di essere i migliori quando sapete che state solo tirando a campare».
21:00 Prende la parola il consigliere di opposizione Felice Spaccavento (Rinascere): «Voglio partire dalle parole che hanno accompagnato la campagna elettorale del 2022, quando Tommaso Minervini ha suggerito di votare chi avrebbe dovuto garantire la realizzazione pratica dei programmi. Oggi ci ritroviamo a non avere un Sindaco che non è stato in grado di seguire principi etici e morali che lui stesso ha osannato in campagna elettorale. Ben 22 punti e un riferimento costante alla continuità amministrativa, tanto esaltata in quelle pagine ricche di progetti e di promesse. Abbiamo sentito fiumi di parole sul decoro urbano, sulle coste, sulla ZES di cui oggi non si sente più parlare. Ci ritroviamo oggi a votare una sfiducia nei confronti di un primo cittadino che ha smentito se stesso in tanti aspetti che sembravano essere dei cardini del suo corso politico. Questa stagione politica è finita e vi basterebbe chiedere alla gente di cui dite di interessarvi per fare una scelta con maggiore consapevolezza».
20:40 Segue l'intervento del consigliere di opposizione Mauro Binetti (Molfetta Nostra): «Mi rivolgo alla coscienza di questo Consiglio comunale che ha il dovere di servire la città con responsabilità. Oggi in città non c'è una politica fondata sull'equilibrio ed è saltato il patto tra chi governa e chi è governato. La politica è diventato un teatro mentre la città si dissolve nell'indifferenza e nella mediocrità. Questa confusione è diventata disorientamento nonché paralisi. Sta accadendo sempre più quello che la politica deve evitare: l'allontanamento dei giovani. Serve orizzonte alle scelte quotidiane e non ci si può accontentare di singoli eventi, di singole azioni. Oggi Molfetta è una città sospesa perché sospeso è il suo primo cittadino: questo è un trauma collettivo ma qui sembra che sia normale fare finta di nulla. Un sindaco che deve difendere se stesso non può sicuramente difendere la città. Se il sindaco dovesse aver interrogato la propria coscienza, avrebbe il mio rispetto ma sono anche io a dover interrogare la mia coscienza. Non si può accettare di continuare a navigare a vista pur di garantire una continuità precaria. La politica non può ridursi a una costante trattativa per mantenere equilibri di potere».
20:20 A parlare adesso è Vito Paparella della maggioranza (Ala Democratica): «Questa amministrazione ha portato avanti una serie di interventi e progetti nel corso di questi anni e noi abbiamo sempre agito per il bene di Molfetta, con tutti i problemi del caso e che contraddistinguono tutti i lavori pubblici. In base a quanto emerso da alcuni consiglieri di opposizione, pare che tutto si risolva annullando le opere in corso e ritirandosi senza fare più nulla. Noi siamo qui a lavorare per la cittadinanza e per le infrastrutture locali. C'è un elenco lunghissimo di opere completate e tante altre che abbiamo in programma di portare a termine. Non è nostra intenzione venir meno rispetto all'attuale corso amministrativo perché noi abbiamo un programma da rispettare e riteniamo offensivo continuare a essere bersagliati come se fossimo ragazzini sui banchi di scuola. Chi vorrebbe essere dalla parte opposta, avrebbe dovuto impegnarsi di più in campagna elettorale. Al governo non c'è il singolo, c'è la squadra: per questo ribadisco la mia fiducia a questa amministrazione».
19:45 Prende la parola la consigliera Annamaria Gagliardi (Drago Sindaco): «La politica sembra attirare sempre di meno la cittadinanza e non appassiona se diventa legata a ristrette riunioni che diventa un esito di politicanti ed è affollata da anticamere e corridoi che non arrivano al popolo. La passione politica deve rinascere nella città di Molfetta ma sicuramente non può farlo con questa amministrazione. Serve una politica meno faraonica ma più ricettiva dei bisogni collettivi e più libera da impegni pre-elettorali. Serve una politica che sappia toccare i poteri intoccabili, che non dimentichi gli scempi del passato. Serve il ritorno di un'etica della responsabilità per non retrocedere al passato».
19:30 Il consigliere Domenico Gagliardi (Area Pubblica): «Oggi voglio partire dalla parola-chiave di oggi: fiducia. Quando si apre il dizionario e si cerca la parola fiducia, si fa riferimento al fatto di potersi sentire tranquilli e sicuri rispetto all'operato altrui. Allora, può la comunità molfettese avere fiducia nei confronti di questa amministrazione comunale? Questa è la domanda che pongo, in primis a me stesso e in secondo luogo a tutti voi qui presenti oggi. Negli ultimi anni ci sono state diverse "bombe giudiziarie" che hanno messo in discussione la credibilità di alcune figure istituzionali».
19:25 Prende la parola la consigliere di maggioranza Elena Ginosa (Insieme per la Città): «Questa mozione di sfiducia è solo un atto politico finalizzato a gettare fango su Tommaso Minervini, attaccato a livello personale quando, fino a prova contraria, resta un rappresentante dell'istituzione locale e ha tutto il diritto di difendersi nelle sedi opportune. Questa mozione è un atto che pregiudica il corretto sviluppo della città e vede solo il tentativo di attaccare un primo cittadino che ha sempre lavorato per il bene di Molfetta».
18:55 Riprende il Consiglio comunale con l'intervento del consigliere Giovanni Infante (Più di così): «Stiamo discutendo una mozione di sfiducia perché una città come Molfetta non si può permettere un Sindaco sospeso e tre dirigenti interdetti, sostituti a livello formale ma non nella sostanza delle loro competenze tecniche in ambiti cruciali come urbanistica, lavori pubblici e la socialità. Parliamo di un personaggio politico, in riferimento a Minervini, navigato ed esperto essendo nella scena politica locale dal lontano 1983 come consigliere. Vista la sua grande esperienza, ci saremmo aspettati le sue dimissioni in linea con quello spessore che lui stesso ha spesso dichiarato di avere. Noi auguriamo alle persone coinvolte di riuscire a spiegare la loro estraneità ai fatti: non giudichiamo la situazione attuale ma la sua condizione di Sindaco sospeso, inadatta alla gestione della cosa pubblica. Ci sarebbe più onore nel dimettersi per dare alla cittadinanza la possibilità di eleggere un nuovo primo cittadino. Non c'è da parte nostra volontà di sfruttare una situazione opaca, anzi, per noi non c'è da gioie perché l'inserimento della magistratura non può che creare malumore in una cittadinanza perplessa e delusa dagli ultimi sviluppi».
18:30 Seduta momentaneamente sospesa su richiesta delle opposizioni per consentire il ripristino ottimale della diretta streaming del Consiglio comunale.
18:15 Prende poi la parola il consigliere della maggioranza, Antonio Ancona (Molfetta in Azione): «Ci tengo a presentare un documento proposto dalla coalizione di maggioranza per replicare all'appello della consigliera Azzollini e alla mozione di sfiducia oggetto di discussione oggi pomeriggio. Vogliamo smascherare quello che è il vero intento dei consiglieri di opposizione. Non avete perso tempo a presentare la mozione, avendo deciso di protocollarla nel giro di una settimana, prima ancora dei passaggi successivi dell'inchiesta come la decisione del Tribunale del Riesame in merito alla posizione di Tommaso Minervini. Il dato che emerge, fin qui, è che il Sindaco non abbia tratto vantaggi personali per sé stesso e infatti l'impianto accusatorio risulta di molto alleggerito rispetto alla fase iniziale, del tutto preliminare, dell'inchiesta. La maggioranza silenziosa di Molfetta è contraria alla vigliacca violenza che da tempo si sta accanendo contro Minervini, mentre le opposizioni cercano di veicolare veleni e fare rumore in piazza, denotando la più barbara inciviltà giuridica. La giustizia farà il suo corso nelle aule dei tribunali. Confermiamo al Sindaco la nostra fiducia, già stabilita democraticamente dal popolo nelle ultime elezioni amministrative».
18:00 A presentare la mozione di sfiducia è la consigliera del Partito Democratico, Gabriella Azzollini: «Sappiamo tutti di essere qui per il senso di responsabilità che unisce tutti noi cittadini e noi rappresentanti della cittadinanza. La gravità della situazione politica molfettese, con il Sindaco sospeso a causa dell'inchiesta in corso sugli appalti, impone una riflessione che deve dar voce al malcontento dei cittadini. Molfetta merita un Sindaco nel pieno delle sue funzioni e invece l'attuale vicesindaco non è stato votato per dare semplice continuità amministrativa a una squadra priva del suo vertice. Oggi vi chiedo un atto di responsabilità e di pensare al bene di questa città, ferita ma non arresa dagli ultimi avvenimenti. La macchinina amministrativa è ferma, anche per via dei provvedimenti assunti nei confronti anche di tre dirigenti del Comune. Chiediamo dunque lo scioglimento dell'organo consiliare e delle cariche della Giunta. Non possiamo più andare avanti con l'attuale assetto e ci facciamo megafono delle richieste della cittadinanza».
17:55 Inizia il Consiglio comunale monotematico sulla mozione di sfiducia. Il presidente del Consiglio comunale, Robert Amato, chiede al pubblico presente di rispettare le regole di educazione e rispetto, non esponendo striscioni e non creando disturbo ai lavori in aula: «Chiedo lo stesso decoro a tutti i consiglieri, vista la delicatezza dell'argomento odierno. Sono presenti anche le forze dell'ordine e quindi al secondo richiamo sarò costretto a far allontanare dall'aula chi non consentirà il regolare sviluppo del Consiglio».
Inoltre, a questo link è possibile seguire la seduta consiliare in diretta streaming.
AGGIORNAMENTI TESTUALI
22:00 Si conclude con il voto: con 14 voti contrati alla mozione di sfiducia (contro i 10 favorevoli alla sfiducia), l'amministrazione mantiene il governo cittadino.
21:50 Segue il consigliere di opposizione Pietro Mastropasqua (Molfetta Vincente): «Ci tengo a difendere l'iniziativa delle opposizioni di chiedere questo Consiglio comunale sul voto di sfiducia perché, pur essendo consapevoli di non avere i numeri per ribaltare questo governo, dobbiamo comunque mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per sollecitare le coscienze e smuovere quel senso di responsabilità che troppo spesso è stato smarrito da chi si trova sui seggi della maggioranza. A me non piacciono gli attacchi, le offese, le allusioni personali ma al tempo stesso mi ritrovo a dover sottolineare con fermezza tutti gli errori commessi durante questa stagione politica che ritengo conclusa. Qui non ci sono mostri da affrontare ma avversari a cui dover far notare le cose che non vanno».
21:40 Prende la parola la consigliera Annalisa Petruzzelli (Insieme per la Città): «Ritengo questa mozione di sfiducia già destinata in partenza perché non ci sono i numeri e questo conferma l'idea di un'azione finalizzata solo a ulteriori strumentalizzazioni politiche, come se già non vi fossero state fino a questo momento. Sono stai aizzati i sostenitori dell'opposizione a venire fuori dall'Aula consiliare eppure credo si contino poche decine di persone in piazza Municipio, per un'immagine che vuole essere metafora di questo fallimentare tentativo di sovvertire l'attuale governo cittadino. Vorrei anche capire se, all'uscita dall'aula, ci si debba preoccupare anche di essere fischiati o provocati per il nostro voto».
21:30 Interviene il consigliere di maggioranza Leonardo Minervini (Cuore Democratico): «Ci dispiace deludere le opposizioni di destra e sinistra, unite da questo intento odierno. Ai processi sommari e agli ormai diffusi giudizi espressi sui social, noi abbiamo risposto con il silenzio. La figura di Minervini è stata infangata sia da voi sia dalla tv trash che ha gettato in pasto al fuoco persone che meriterebbero lo stesso rispetto di tutti gli altri. La corrida trainata da tempo in tutti i modi possibili non fa altro che lasciarci basiti, soprattutto perché si sono poste così le basi per una fase politica fatta di odio, tensioni e scontri verbali oltre che virtuali. Il nostro primo cittadino ha subito pressioni, controlli sistematici e una serie di attacchi che hanno leso la sua immagine nonostante un processo che ha già visto cadere diversi capi di imputazione».
21:20 Prosegue il consigliere comunale di opposizione Alberto D'Amato (Partito Democratico): «Molfetta non dimenticherà il vuoto che avete lasciato, non scorderà le immagini di una città ferma nel degrado del suo passato. I cittadini vi giudicheranno per aver preferito il vostro interesse personale e la vostra poltrona rispetto alle esigenze del popolo che non vuole essere trascurato e che, anzi, vorrebbe essere ascoltato. Non avete la capacità di vedere la realtà autentica e vi create delle immagini fittizie in cui continuate a dire che tutto vada bene quando non sta andando bene per niente. Vi basta vedere il degrado presente sia nel cento che nelle periferie. Oggi la città è ferita eppure c'è ancora chi crede in una Molfetta diversa, c'è per fortuna chi crede ancora nella buona politica e non ha mai smesso di sognare una città migliore. Per Molfetta vale la pena lottare in ogni modo anche se il risultato di questo voto risulta già scritto perché vi siete arroccati nelle vostre posizioni, convinti di essere i migliori quando sapete che state solo tirando a campare».
21:00 Prende la parola il consigliere di opposizione Felice Spaccavento (Rinascere): «Voglio partire dalle parole che hanno accompagnato la campagna elettorale del 2022, quando Tommaso Minervini ha suggerito di votare chi avrebbe dovuto garantire la realizzazione pratica dei programmi. Oggi ci ritroviamo a non avere un Sindaco che non è stato in grado di seguire principi etici e morali che lui stesso ha osannato in campagna elettorale. Ben 22 punti e un riferimento costante alla continuità amministrativa, tanto esaltata in quelle pagine ricche di progetti e di promesse. Abbiamo sentito fiumi di parole sul decoro urbano, sulle coste, sulla ZES di cui oggi non si sente più parlare. Ci ritroviamo oggi a votare una sfiducia nei confronti di un primo cittadino che ha smentito se stesso in tanti aspetti che sembravano essere dei cardini del suo corso politico. Questa stagione politica è finita e vi basterebbe chiedere alla gente di cui dite di interessarvi per fare una scelta con maggiore consapevolezza».
20:40 Segue l'intervento del consigliere di opposizione Mauro Binetti (Molfetta Nostra): «Mi rivolgo alla coscienza di questo Consiglio comunale che ha il dovere di servire la città con responsabilità. Oggi in città non c'è una politica fondata sull'equilibrio ed è saltato il patto tra chi governa e chi è governato. La politica è diventato un teatro mentre la città si dissolve nell'indifferenza e nella mediocrità. Questa confusione è diventata disorientamento nonché paralisi. Sta accadendo sempre più quello che la politica deve evitare: l'allontanamento dei giovani. Serve orizzonte alle scelte quotidiane e non ci si può accontentare di singoli eventi, di singole azioni. Oggi Molfetta è una città sospesa perché sospeso è il suo primo cittadino: questo è un trauma collettivo ma qui sembra che sia normale fare finta di nulla. Un sindaco che deve difendere se stesso non può sicuramente difendere la città. Se il sindaco dovesse aver interrogato la propria coscienza, avrebbe il mio rispetto ma sono anche io a dover interrogare la mia coscienza. Non si può accettare di continuare a navigare a vista pur di garantire una continuità precaria. La politica non può ridursi a una costante trattativa per mantenere equilibri di potere».
20:20 A parlare adesso è Vito Paparella della maggioranza (Ala Democratica): «Questa amministrazione ha portato avanti una serie di interventi e progetti nel corso di questi anni e noi abbiamo sempre agito per il bene di Molfetta, con tutti i problemi del caso e che contraddistinguono tutti i lavori pubblici. In base a quanto emerso da alcuni consiglieri di opposizione, pare che tutto si risolva annullando le opere in corso e ritirandosi senza fare più nulla. Noi siamo qui a lavorare per la cittadinanza e per le infrastrutture locali. C'è un elenco lunghissimo di opere completate e tante altre che abbiamo in programma di portare a termine. Non è nostra intenzione venir meno rispetto all'attuale corso amministrativo perché noi abbiamo un programma da rispettare e riteniamo offensivo continuare a essere bersagliati come se fossimo ragazzini sui banchi di scuola. Chi vorrebbe essere dalla parte opposta, avrebbe dovuto impegnarsi di più in campagna elettorale. Al governo non c'è il singolo, c'è la squadra: per questo ribadisco la mia fiducia a questa amministrazione».
19:45 Prende la parola la consigliera Annamaria Gagliardi (Drago Sindaco): «La politica sembra attirare sempre di meno la cittadinanza e non appassiona se diventa legata a ristrette riunioni che diventa un esito di politicanti ed è affollata da anticamere e corridoi che non arrivano al popolo. La passione politica deve rinascere nella città di Molfetta ma sicuramente non può farlo con questa amministrazione. Serve una politica meno faraonica ma più ricettiva dei bisogni collettivi e più libera da impegni pre-elettorali. Serve una politica che sappia toccare i poteri intoccabili, che non dimentichi gli scempi del passato. Serve il ritorno di un'etica della responsabilità per non retrocedere al passato».
19:30 Il consigliere Domenico Gagliardi (Area Pubblica): «Oggi voglio partire dalla parola-chiave di oggi: fiducia. Quando si apre il dizionario e si cerca la parola fiducia, si fa riferimento al fatto di potersi sentire tranquilli e sicuri rispetto all'operato altrui. Allora, può la comunità molfettese avere fiducia nei confronti di questa amministrazione comunale? Questa è la domanda che pongo, in primis a me stesso e in secondo luogo a tutti voi qui presenti oggi. Negli ultimi anni ci sono state diverse "bombe giudiziarie" che hanno messo in discussione la credibilità di alcune figure istituzionali».
19:25 Prende la parola la consigliere di maggioranza Elena Ginosa (Insieme per la Città): «Questa mozione di sfiducia è solo un atto politico finalizzato a gettare fango su Tommaso Minervini, attaccato a livello personale quando, fino a prova contraria, resta un rappresentante dell'istituzione locale e ha tutto il diritto di difendersi nelle sedi opportune. Questa mozione è un atto che pregiudica il corretto sviluppo della città e vede solo il tentativo di attaccare un primo cittadino che ha sempre lavorato per il bene di Molfetta».
18:55 Riprende il Consiglio comunale con l'intervento del consigliere Giovanni Infante (Più di così): «Stiamo discutendo una mozione di sfiducia perché una città come Molfetta non si può permettere un Sindaco sospeso e tre dirigenti interdetti, sostituti a livello formale ma non nella sostanza delle loro competenze tecniche in ambiti cruciali come urbanistica, lavori pubblici e la socialità. Parliamo di un personaggio politico, in riferimento a Minervini, navigato ed esperto essendo nella scena politica locale dal lontano 1983 come consigliere. Vista la sua grande esperienza, ci saremmo aspettati le sue dimissioni in linea con quello spessore che lui stesso ha spesso dichiarato di avere. Noi auguriamo alle persone coinvolte di riuscire a spiegare la loro estraneità ai fatti: non giudichiamo la situazione attuale ma la sua condizione di Sindaco sospeso, inadatta alla gestione della cosa pubblica. Ci sarebbe più onore nel dimettersi per dare alla cittadinanza la possibilità di eleggere un nuovo primo cittadino. Non c'è da parte nostra volontà di sfruttare una situazione opaca, anzi, per noi non c'è da gioie perché l'inserimento della magistratura non può che creare malumore in una cittadinanza perplessa e delusa dagli ultimi sviluppi».
18:30 Seduta momentaneamente sospesa su richiesta delle opposizioni per consentire il ripristino ottimale della diretta streaming del Consiglio comunale.
18:15 Prende poi la parola il consigliere della maggioranza, Antonio Ancona (Molfetta in Azione): «Ci tengo a presentare un documento proposto dalla coalizione di maggioranza per replicare all'appello della consigliera Azzollini e alla mozione di sfiducia oggetto di discussione oggi pomeriggio. Vogliamo smascherare quello che è il vero intento dei consiglieri di opposizione. Non avete perso tempo a presentare la mozione, avendo deciso di protocollarla nel giro di una settimana, prima ancora dei passaggi successivi dell'inchiesta come la decisione del Tribunale del Riesame in merito alla posizione di Tommaso Minervini. Il dato che emerge, fin qui, è che il Sindaco non abbia tratto vantaggi personali per sé stesso e infatti l'impianto accusatorio risulta di molto alleggerito rispetto alla fase iniziale, del tutto preliminare, dell'inchiesta. La maggioranza silenziosa di Molfetta è contraria alla vigliacca violenza che da tempo si sta accanendo contro Minervini, mentre le opposizioni cercano di veicolare veleni e fare rumore in piazza, denotando la più barbara inciviltà giuridica. La giustizia farà il suo corso nelle aule dei tribunali. Confermiamo al Sindaco la nostra fiducia, già stabilita democraticamente dal popolo nelle ultime elezioni amministrative».
18:00 A presentare la mozione di sfiducia è la consigliera del Partito Democratico, Gabriella Azzollini: «Sappiamo tutti di essere qui per il senso di responsabilità che unisce tutti noi cittadini e noi rappresentanti della cittadinanza. La gravità della situazione politica molfettese, con il Sindaco sospeso a causa dell'inchiesta in corso sugli appalti, impone una riflessione che deve dar voce al malcontento dei cittadini. Molfetta merita un Sindaco nel pieno delle sue funzioni e invece l'attuale vicesindaco non è stato votato per dare semplice continuità amministrativa a una squadra priva del suo vertice. Oggi vi chiedo un atto di responsabilità e di pensare al bene di questa città, ferita ma non arresa dagli ultimi avvenimenti. La macchinina amministrativa è ferma, anche per via dei provvedimenti assunti nei confronti anche di tre dirigenti del Comune. Chiediamo dunque lo scioglimento dell'organo consiliare e delle cariche della Giunta. Non possiamo più andare avanti con l'attuale assetto e ci facciamo megafono delle richieste della cittadinanza».
17:55 Inizia il Consiglio comunale monotematico sulla mozione di sfiducia. Il presidente del Consiglio comunale, Robert Amato, chiede al pubblico presente di rispettare le regole di educazione e rispetto, non esponendo striscioni e non creando disturbo ai lavori in aula: «Chiedo lo stesso decoro a tutti i consiglieri, vista la delicatezza dell'argomento odierno. Sono presenti anche le forze dell'ordine e quindi al secondo richiamo sarò costretto a far allontanare dall'aula chi non consentirà il regolare sviluppo del Consiglio».