La Molfetta che sarà, Pasquale de Candia
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Politica

La Molfetta che sarà, Pasquale de Candia: «Serve una svolta rispetto agli ultimi anni»

Il segretario di Rifondazione verso le prossime elezioni: «Serviranno anni per un vero cambiamento»

Nuovo ospite per "La Molfetta che sarà", lo spazio ideato dalla redazione di MolfettaViva in vista delle elezioni amministrative 2026. Con il consueto format, oggi parliamo delle prospettive politiche in città con Pasquale de Candia, segretario cittadino di Rifondazione.

Quale deve essere oggi la priorità per il futuro di Molfetta?
"Molfetta deve liberarsi da una classe politica che ha determinato le maggioranze degli ultimi 30 anni, indipendentemente dagli schieramenti politici. Questa classe politica è responsabile del disastro che viviamo perché ha favorito interessi di pochi imprenditori e professionisti a discapito dell'interesse collettivo della nostra comunità. Dal cemento alla socialità, dalla cultura alla tutela dell'ambiente, dalla salvaguardia delle nostre coste al porto fino ad arrivare alla difesa dei lavoratori gli interessi di alcuni pochi hanno guidato le scelte amministrative di quasi tutte le giunte che si sono succedute. Senza un profondo rinnovamento della classe politica e senza una presa di coscienza collettiva della nostra città e dei "corpi vivi" come le associazioni, sindacati e movimenti niente può cambiare. Questo passaggio epocale è già in atto, tocca però portarlo a compimento".

Come immagina Molfetta tra cinque-dieci anni?
"Io mi auguro che Molfetta possa "rimettersi in moto" e serviranno almeno 5/10 anni per ripartire vista la situazione in cui siamo sprofondati per colpa dell'amministrazione uscente decaduta. Molfetta può e deve diventare una città accogliente per tutte le cittadine e i cittadini, deve permettere di lavorare e di farlo con una retribuzione dignitosa, deve avere servizi pubblici degni e funzionanti come ad esempio gli asilo nido per le giovani famiglie e in particolare per i cittadini più fragili. Una città che curi le ferite inferte in questi anni al proprio territoio e al proprio ambiente, a partire dalle coste e dal mare".

Cosa dovrebbe migliorare in città rispetto al recente passato?
"Tutto o quasi va migliorato, i problemi sono diventati cronici e sarà fondamentale ripartire dalla macchina comunale a mio parere profondamente umiliata e piegata agli interessi dell'amministratore di turno. E' necessaria una profonda riorganizzazione per ripartire dal personale e dalle tante competenze presenti e da nuovi innesti che portino forze e idee nuove".

Quali sono i tre temi su cui la prossima amministrazione dovrebbe concentrarsi di più?
"Difficile individuare solo tre temi ma provo a raggruppare i problemi attorno a tre temi. Tutela del territorio e ambiente: è fondamentale bloccare la cementificazione del territorio e allo stesso tempo rimettere il verde al centro delle politiche urbanistiche, senza dimenticare le fondamentali opere di urbanizzazione senza le quali è impossibile vivere degnamente i nostri quartieri. Ciò è possibile chiamando a raccolta la città e le sue intelligenze nella costriluzione di un nuovo Piano Urbanistico Generale per ripensare la Molfetta dei prossimi trent'anni".

"Il mare e le coste: bisogna bloccare l'attuale progetto della vasca di colmata che non è un progetto di riqualificazione del lungomare ma un modo maldestro di affrontare un problema reale, quello del dragaggio del porto. Questo progetto affosserebbe definitivamente la possibilità di ripensare la linea costiera e il nostro lungomare, identificandolo ancora una volta come zona della città anonima e come "mega-cestino" dei rifiuti. Inoltre è necessario dotarsi di un piano delle coste a tutela di quel che resta - poco - di spiaggia libera come abbiamo evidenziato nella vicenda ancora aperta del Gavetone ma questo vale anche per la Prima cala e la "Bussola".

Lo sviluppo e il lavoro: diciamolo francamente, l'amministrazione comunale su questo tema non ha molte leve ma ne ha una molto importante quella cioè di incentivare o disincentivare la nascita e l'arrivo di attività imprenditoriali, pianificando di fatto lo sviluppo che ritiene più opportuno per la nostra città. La politica locale da trent'anni a questa parte, invece, ha agito in assenza di una visione accettando qualsiasi nuovo insediamento pur di sbandierare ai quattro venti la nascita di nuovi posti di lavoro. Questa mancata pianificazione dello sviluppo ha creato gravi danni, il più evidente e visibile a tutto è quello della distruzione del commercio cittadino di prossimità con tutte le problematiche connesse a partire da quella della sicurezza. Molfetta ha delle realtà imprenditoriali importanti, nel terziario e nella metalmeccanica che sono volano di innovazione ma soprattutto sono in grado di assorbire una parte dei famosi "cervelli in fuga" di cui la nostra città ha uno spasmodico bisogno anche nella vita politica. Un Osservatorio permanente tra amministrazione comunale, rappresentanze sindacali e associazioni datoriali servirebbe a riavviare una concertazione strategica pubblica e trasparente sui nodi fondamentali dello sviluppo evitando di volare basso come negli ultimi anni. Mi fermo qui ma su servizi sociali, cultura, sanità abbiamo tante idee che vorremmo mettere in campo se i cittadini ci dovessero concedere la responsabilità di governare".


Che approccio ritiene più adatto per amministrare la Molfetta che sarà?
"Non esistono donne e uomini della provvidenza, non si può affidare la nostra città agli studi professionali o a quale imprenditore o presunto tale. Molfetta riparte solo se permette ai cittadini di partecipare alla vita politica locale. E' necessario creare luoghi stabili del confronto tra cittadini, amministratori e politica tutta. Istituire una consulta dei comitati di quartiere o far nascere istituzioni di quartiere ancora più vicine ai problemi quotidiani dei cittadini. Insomma il metodo è uno, quello di coinvolgere i cittadini, un lavoro faticosissimo in sé ma che siamo certi sia l'unico modo per governare e cambiare una comunità che negli ultimi anni si è spenta, depressa, incattivita".
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