Danilo Scardigno
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Calcio

"Molfetta 2030", la proposta di Danilo Scardigno: «Un progetto per rilanciare il calcio cittadino»

Il dirigente sportivo molfettese lancia sui social un'idea di lungo periodo

Non un progetto per la prossima stagione, ma una visione da costruire nel tempo. È questo il senso di "Molfetta 2030", l'idea lanciata dal dirigente sportivo molfettese Danilo Scardigno, che attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social ha proposto un percorso di rilancio del calcio cittadino guardando ai prossimi anni.

Alla base della riflessione c'è una considerazione sul momento che sta attraversando il movimento calcistico locale.

«Oggi, calcisticamente, Molfetta non attira più come una volta. Vedo città vicine che riescono ad attirare calciatori, persone, imprenditori, sponsor ed entusiasmo. E allora qualche domanda dobbiamo farcela», scrive Scardigno, spiegando di essere al lavoro su un nuovo progetto che non guardi soltanto all'immediato. L'obiettivo è racchiuso nel nome scelto: "Molfetta 2030", un percorso che punta a restituire competitività e attrattività al calcio cittadino attraverso una programmazione di medio-lungo periodo.

Secondo il dirigente, il rilancio dovrebbe poggiare su alcuni pilastri ben definiti: una migliore organizzazione societaria, investimenti sulle strutture sportive, valorizzazione del settore giovanile, crescita della prima squadra, maggiore attenzione alla comunicazione, iniziative collaterali e attività socio-culturali capaci di rafforzare il legame tra il calcio e la città.

«Vorrei lavorare su poche cose, ma importanti: organizzazione, strutture, settore giovanile, prima squadra, comunicazione, attività collegate, attività socio-culturali, immagine, benessere del territorio e soprattutto riportare entusiasmo intorno al calcio molfettese». Scardigno sottolinea come un progetto di questo tipo non possa essere portato avanti da una sola persona, ma debba coinvolgere competenze e professionalità diverse.

«Cercherò di circondarmi delle persone migliori, perché da soli non si va da nessuna parte», afferma, precisando però che il percorso richiederà condivisione degli obiettivi e un clima costruttivo. «Le persone tossiche e negative subito fuori. Chi vuole tutto e subito non è ben gradito. Chi vuole commentare ma non vuole alzare un dito non è gradito». Nel messaggio non vengono indicati ruoli, società o iniziative già definite. Lo stesso dirigente evita di formulare promesse, preferendo parlare di una visione che potrà prendere forma solo con il coinvolgimento della città. «Non so dove arriveremo. Ma so dove vorrei arrivare. Nessuna parola, nessuna promessa», scrive, spiegando che i social rischiano spesso di prestarsi a interpretazioni diverse rispetto alle reali intenzioni.

L'immagine finale è quella di una Molfetta che, entro il 2030, possa tornare a essere un punto di riferimento anche dal punto di vista calcistico.

«Vorrei vedere una Molfetta forte. Viva. Che attira. Che entusiasma. Una Molfetta calcistica di cui essere orgogliosi. Una città che, grazie a tutto ciò, sarà ancora più bella e affascinante. Che questo non sia solo un sogno appeso». Per il momento "Molfetta 2030" resta una proposta e uno spunto di riflessione lanciato al mondo dello sport cittadino. Un'idea che punta ad aprire un confronto sul futuro del calcio molfettese e sulla necessità di costruire una programmazione condivisa che vada oltre le singole stagioni sportive.
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