
Cronaca
Violati gli arresti domiciliari. Non li trovano in casa e finiscono in carcere
Protagonista un 30enne di Barletta e una 26enne di Molfetta. Dopo i controlli nel loro appartamento di Bitonto, la misura si è aggravata
Molfetta - venerdì 4 settembre 2026
Erano sottoposti agli arresti domiciliari nella loro abitazione di via Bovio, a Bitonto, ma in tre controlli delle forze dell'ordine non sono stati trovati in casa, fino a far perdere le tracce. Una violazione che ha portato all'aggravamento della misura del giudice della prima sezione penale del Tribunale di Bari, Ambrogio Marrone.
Un 30enne di Barletta e una 26enne di Molfetta si sono costituiti nei giorni scorsi negli uffici del Commissariato di P.S. di Bitonto. Sono stati accompagnati dalla madre dell'uomo e dal legale degli indagati, «dopo aver sollecitato reiteratamente - ha detto l'avvocato Giuseppe Galliani - la risoluzione della vicenda», iniziata il 2 agosto scorso, quando i poliziotti, impegnati nei controlli sul rispetto delle misure restrittive, si sono recati nell'abitazione della coppia. I due, però, non c'erano.
La storia s'è ripetuta il 6 agosto e il giorno dopo, constatando, ancora una volta, l'assenza di entrambi. Di fronte a quella che, secondo quanto ricostruito, appariva come una violazione delle prescrizioni imposte con i domiciliari, gli agenti hanno informato la Procura della Repubblica di Bari. Il Tribunale ha quindi valutato non più adeguata la misura dei domiciliari rispetto alle esigenze cautelari, ordinando la revoca della precedente misura e la sua sostituzione «con una più afflittiva».
Le ricerche del 30enne e della 26enne, evasi dai domiciliari «in plurime occasioni», violando «la misura cui erano sottoposti», sono andate avanti per alcuni giorni, senza esito. Fino a quando i due hanno deciso di consegnarsi. Per entrambi, si sono aperte le porte del carcere: lui al penitenziario di Bari, lei all'istituto di Trani.
Un 30enne di Barletta e una 26enne di Molfetta si sono costituiti nei giorni scorsi negli uffici del Commissariato di P.S. di Bitonto. Sono stati accompagnati dalla madre dell'uomo e dal legale degli indagati, «dopo aver sollecitato reiteratamente - ha detto l'avvocato Giuseppe Galliani - la risoluzione della vicenda», iniziata il 2 agosto scorso, quando i poliziotti, impegnati nei controlli sul rispetto delle misure restrittive, si sono recati nell'abitazione della coppia. I due, però, non c'erano.
La storia s'è ripetuta il 6 agosto e il giorno dopo, constatando, ancora una volta, l'assenza di entrambi. Di fronte a quella che, secondo quanto ricostruito, appariva come una violazione delle prescrizioni imposte con i domiciliari, gli agenti hanno informato la Procura della Repubblica di Bari. Il Tribunale ha quindi valutato non più adeguata la misura dei domiciliari rispetto alle esigenze cautelari, ordinando la revoca della precedente misura e la sua sostituzione «con una più afflittiva».
Le ricerche del 30enne e della 26enne, evasi dai domiciliari «in plurime occasioni», violando «la misura cui erano sottoposti», sono andate avanti per alcuni giorni, senza esito. Fino a quando i due hanno deciso di consegnarsi. Per entrambi, si sono aperte le porte del carcere: lui al penitenziario di Bari, lei all'istituto di Trani.




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