Viva la storia di Molfetta!

La storia di Chiuso della Torre

La torre dell'800 d.C., dove erano impiccati i prigionieri, a due passi dai grandi centri commerciali

La storia di oggi narra di un'antica torre molfettese, denominata Chiuso della Torre che ha un'origine antichissima, risale infatti all'800 d.C.

La fortificazione era alta circa 18 metri, a due piani, ed oggi é in gran parte crollata. Era costituita da due corpi di fabbrica posti ad angolo retto ed era cinta da un alto muro con portale ad arco bugnato.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, avvenuta nel 476 d.C., tutta la penisola italica subì l'invasione di popolazioni di diverse etnie, e in particolare la Puglia fu sconvolta da una serie di guerre che interessarono Bizantini, Goti, Longobardi e Saraceni. Tale fu la rovina per tutta l'Italia in quei secoli che S. Gregorio Il Grande, scrisse "Veggo da per tutto le campagne saccheggiate, e non v'ha colono da poterle coltivare. Veggo le città deserte, e non vi ha persona da poterle abitare".

Molfetta stessa per secoli fu direttamente coinvolta nei saccheggi, Chiuso della Torre ad esempio subì delle incursioni da parte dei Saraceni, nel 980 e nel 998 d.C.
Fra i vari popoli che occuparono la città, ci furono anche i bizantini, e così la torre protagonista della nostra storia divenne la sede del Capatano, ossia del governatore bizantino.

Ed è proprio sotto la dominazione bizantina che Chiuso della Torre acquisì il nome di "Turris Furcata" e si fece leggenda.
Si narra infatti che nell'848 d.C. in quel luogo furono posizionate le forche per amministrare la giustizia. Tutti i prigionieri della Terra di Bari venivano condotti qui e impiccati.
Da qui il nome Turris Furcata, chiaro riferimento alle forche usate per le impiccagioni. Si tramandano anche storie di cunicoli sotterranei che collegavano Chiuso della Torre con la cittá di Molfetta, ma niente è stato accertato con sicurezza. Altre fonti fanno derivare il nome Turris Furcata dalla sua collocazione geografica, dal fatto cioè che fosse in prossimità di un bivio, di una biforcazione appunto.

La torre successivamente nel corso dei secoli subì varie trasformazioni ed ebbe diversi proprietari.

É probabile che qui vi abitarono dei monaci, essendo stato rinvenuto in passato un affresco (ora quasi del tutto scomparso a causa dello stato di completo abbandono dell'edificio) di un frate che spezza il pane. Tutto lascia supporre che decorasse la parete di un refettorio. Era inoltre presente un disegno che raffigurava Mariano Filioli, proprietario della torre nel 1700. Uno degli ultimi proprietari, visto che è proprio nel 1700 che la Torre fu abbandonata e continua ad esserlo, ed é ora inglobata nella zona ASI alle spalle dell'Ipercoop.

Fra i tanti capannoni che si ergono nella zona industriale vi apparirà all'improvviso un rudere. Lo troverete molto anacronistico in mezzo alle tante strutture moderne. Inspiegabilmente questa torre non è stata preservata, ma è stata lasciata morire. Quando passerete dall'Ipercoop o lì vicino, cercatela.

Vi assicuro che fa un certo effetto.

È una testimonianza importantissima per la storia di Molfetta e per questo motivo non deve essere dimenticata.
Chiuso della torre JPG
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